Cavatelli e rock

Cavatelli e rock

Di: Fukjo

Dopo le lunghe sessioni in sala prove, l’unica cosa che riesce davvero a rigenerarti è un bel piatto di pasta.
Forse pecchiamo di gola parlando in questi termini ma sappiamo quel che diciamo e siamo convinti che i rimedi della nonna si sposino a meraviglia con le abitudini sregolate che spesso vengono affibbiate a dei musicisti rock.

Per questo siamo felici di raccontarvi una delle ricette culinarie che preferiamo.
Titolo: Cavatelli e rucola.

Tornando a casa in macchina, l’udito solitamente è abbastanza stanco a causa delle porcate a volumi spaventosi che hai provato in sala col gruppo quindi si finisce per tenere lo stereo spento se non a bassissimi volumi, che anche se dovesse passare l’ultima di Justin Bieber, la tua condizione psicofisica ti lascerebbe inerte, privo d’imprecazioni verso il cielo. Impassibile come un principino.
Arrivati in casa, ormai al sicuro si può reintegrare la musica nella propria vita. 

Il primo brano della cena è: My future just passed di Chet Baker

A questo punto sulle prime note di Chet Baker si scopre in cucina un sacchetto di plastica straripante di rucola e tutti coloro che non sono a conoscenza delle usanze strettamente pugliesi si staranno chiedendo perchè la rucola stia in un sacchetto di plastica fuori dal frigorifero piuttosto che nella classica confezione acquistata al banco frigo del supermercato. 
Bene è semplicissimo, la rucola è originaria dell’area del bacino del Mediterraneo e dell’Asia centro-occidentale. Oggi è coltivata anche in altre parti del mondo. 
Ciò vuol dire che generalmente qui in Puglia si è soliti consumare quella selvatica che spesso cresce spontaneamente negli uliveti ed è caratterizzata da delle foglie molto meno tenere di quella coltivata e soprattutto dal sapore molto più forte e pizzicante. 
Ora non vogliamo dire che quella del supermercato metta a repentaglio la riuscita della ricetta, però ecco i veri cavatelli e rucola si fanno così. Non ci sono storie!

Quando ormai si è pienamente consapevoli della possibilità di cucinare uno strepitoso piatto di pasta, risale la libido e il rock and roll e quindi anche la musica cambia.

Il secondo brano della cena è: Been there all the time dei Dinosaur Jr.

La ricetta di cavatelli e rucola potrebbe seguire diverse strade e la prima su tutte sarebbe la preparazione a mano dei cavatelli stessi, che sono appunto una pasta fresca. Per questa tecnica potremmo scrivere una storia a parte, sparandoci tutto Animals dei Pink Floyd ma visto che l’industria pastaria ci viene in contro fornendoci dei buoni cavatelli freschi imbustati, acquistabili in qualsiasi market e supermarket, ci accontenteremo di quelli.
Fate soffriggere in una padella uno spicchio d’aglio intero con dell’olio extra vergine d’oliva. Mentre l’aglio “sfrivola” sul fuoco, lavate e tagliate dei pomodori ciliegini, in quantità che voi reputate opportune rispetto al quantitativo di pasta. 
Dopo aggiungeteli alla padella e fate cuocere la rucola in una pentola colma d’acqua debitamente salata, alla quale dopo 5 minuti aggiungerete i cavatelli. 
(La rucola va cotta solo nel caso in cui si tratti di rucola selvatica, diversamente va aggiunta a crudo in padella assieme al sugo e alla pasta).
Scolate la pasta cotta al dente, trasferitela nella padella con il sugo e la rucola e saltatela brevemente. 
Potete impiattare e gustarvi il vostro piatto accompagnandolo con un buon calice di “Primitivo di Manduria”, senza dimenticare di passare un nuovo disco.
Il terzo brano della cena è: Rocket degli Smashing Pumpkins

Cosa deciderete di fare dopo cena spetta a voi, quello che vi possiamo consigliare è di fare la scarpetta nel piatto e finire il buon calice di vino ascoltando l’ultimo brano della cena.
Il resto sono sogni!

Il quarto ed ultimo brano della cena è: Sugar Man di Rodrìguez.

[/vc_column_text] [/vc_column] [/vc_row]

 

Bio:

F u k j o è l’evoluzione sonora dall’animo innovativo, sperimentale ed eclettico che attinge linfa dalle radici nel noise di  ne millennio.
Un’idea nata dalle precedenti collaborazioni del trio Giuseppe Dagostino, Enzo Cannone e Giuseppe Perrone, tre giovani musicisti pugliesi.
Al lavoro intrapreso, dal punto di vista compositivo, da parte di Dagostino (voci, chitarre) e Cannone (cori, basso, synth) cominciato nella primavera del 2011, si aggiunge la carica ritmica del batterista Perrone che dato al progetto le giuste peculiarità ritmiche.
Sonorità aspre e dolci melodie si amalgamano per dare vita ad una potenza musicale di tutto rispetto.
Le prime apparizioni della band avvengono nell’estate 2012, presentandosi sul palco dell’Indigesto Art Festival, riscuotendo un discreto successo nel pubblico presente. I seguenti live di spessore danno consapevolezza alla band, la quale decide di portare a termine gli arrangiamenti degli ultimi brani che avrebbero completato la tracklist dell’album.
Nei mesi a seguire entrano in studio per lavorare al disco di debutto “Wasabi” pubblicato in collaborazione della Enter il 14 ottobre 2013, registrato presso lo studio del “Laboratorio urbano Exopera, luogo dato al pubblico estro” e mixato e masterizzato presso lo studio del CSOA OFFICINA99 di Napoli.
“I Fukjo, in sostanza, usano sonorità nervose e le mescolano con melodie delicate e sognanti, come se sul disco cadesse un velo di zucchero“ [fonte: Impatto Sonoro]
Il loro lavoro vanta l’apporto delle sonorità “estatiche” e “cosmiche” delle voci di Lisa Masia e Marina Cristofalo, ovvero le Lilies On Mars, le due musiciste italiane di stanza a Londra creature del maestro Franco Battiato e l’intimo passaggio d’apertura di un brano, in una decantazione di parole di Pasolini,
del leader de Il Teatro degli Orrori, Pierpaolo Capovilla, che apprezzando il lavoro della band si è reso disponibile alla partecipazione.
Tra il 2013 e il 2014, condividono il palco con Paolo Benvegnù, Nastenka aspetta un altro, Lilies on Mars, We love you, Pierpaolo Capovilla, Emidio Clementi. Si esibiscono in diversi live club sparsi nelle principali città italiane (Milano, Napoli, Bari, Lecce, Civitanova Marche, …)
Partecipano alle  nali regionali di Italia Wave 2013 e per le selezioni regionali di MarteLive 2014.
Nell’estate del 2014 Giuseppe Perrone lascia la band e viene sostituito da Paolo Battaglino (chitarre, violoncello, tastiere).
Dopo una pausa dedicata alla realizzazione dei nuovi brani e
il 22 Aprile 2016 pubblicano in esclusiva per Rockit il primo estratto del nuovo album, dal titolo Viola.
La band nell’autunno 2016 entra in studio per produrre il secondo lavoro, con un nuovo innesto alla batteria: Gianluca Salvemini.
Quello che mi do Ep, in uscita nell’inverno 2017 è registrato e mixato da Giulio Ragno Favero presso il Lignum Studio, masterizzato da Andrea De Bernardi presso lo studio Eleven Mastering, è prodotto in collaborazione dell’Associazione Ulisse.


Tags assigned to this article:
bandeditorialefukjomusica

Related Articles

Ideologie

Di: Simone Da Pra Quand’ero bambino ricordo che a carnevale mi vestivo da pagliaccio, da Arlecchino o se proprio non

Oggi è stata una strana giornata

Di: Fujima Oggi è stata una strana giornata. Anche se, a dirla tutta, per me il concetto di “strano” assume

Barabba! Barabba!

Di: Paletti Non mi è mai capitato prima d’ora di scrivere un articolo, tantomeno un editoriale. Sono felicemente lusingato ma

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Only registered users can comment.