“Elvis The Musical” : la vita, i successi ed i dolori del Re del rock ‘n’ roll sul palco del Teatro Nuovo di Milano

“Elvis The Musical” : la vita, i successi ed i dolori del Re del rock ‘n’ roll sul palco del Teatro Nuovo di Milano

Di Rossella Romano

One for the money, two for the show”, cantava Elvis Presley nella celeberrima i “Blue suede shoes”. Ed è proprio allo show che il Re del rock ‘n’ roll ha dedicato la sua vita intera. Elvis Aaron Presley nacque in Mississippi nel 1935. Sopravvissuto ad un parto gemellare complicato, Elvis è cresciuto in condizioni economiche davvero critiche, con un padre in carcere per un periodo e una madre che cercava di mantenere la famiglia con lavori precari. Non mancava l’affetto in casa Presley: il rapporto quasi simbiotico con mamma Gladys accompagnerà il Re non solo fino a quando la signora restò in vita, ma anche oltre.
Incoraggiato dalla famiglia; Elvis tentò i primi concorsi canori fin da bambino. Ma la svolta avvenne quando il destino del Re incrociò Memphis e la Sun Records. Appena ventenne, Elvis si recò presso lo studio d registrazione per incidere un vinile da regalare alla madre ed ottenne un provino con Sam Philipps. “Blue Moon of Kentuchy” cambiò il destino di Elvis: grazie a questo brano, entrò in scena il Colonnello Parker, che fu suo manager fino alla fine dei sui giorni. Ebbe così inizio il mito. Ragazze in estasi, le movenze sensuali, la chioma nero corvino (Elvis era biondo in realtà), i film, le avventure con le starlette dell’epoca e le spese folli, Tra queste, Graceland, la magione in cui il Re viveva con la sua “Memphis mafia”, ovvero la famiglia e un numeroso gruppo di amici. Giunge inesorabile la chiamata per il militare all’apice della carriera. Elvis è costretto a lasciare casa per due anni e svolgere servizio in Germania. Ed è proprio in terra teutonica che conosce, ancora adolescente, Priscilla, l’amore di una vita. Morta mamma Gladys e terminato il militare, Elvis torna negli Stati Uniti, dove è ancora una star. Ma il tempo passa, i gusti cambiano, ci sono nuove correnti musicali alle porte. Sono gli anni 60 dei Beatles. Il Re non si dà per vinto e per ritornare ad essere protagonista assoluto del rock sceglie la televisione (che lo ha sempre amato e supportato) , ed è un vero delirio. Ma la vita privata ne risente, Priscilla lo lascia ed Elvis si butta a capofitto nel lavoro. A Las Vegas decide di tenere tre show al giorno, mettendo a dura prova la sua salute, già precaria. Elvis Presley viene trovato privo di vita nella stanza da bagno a Graceland il 16 agosto 1977. Si spegne una vita, si accende una stella luminosissima, che brilla ancora oggi.
Tutto questo e molto altro è messo in scena in “Elvis the musical”, in anteprima al Teatro Nuovo di Milano fino al 14 maggio, a seguire una tournèe in tutta Italia,
La regia dello spettacolo è di Maurizio Colombi, deus ex machina di “Peter Pan” e di “We Will Rock You” dedicato ai Queen.
Un cast giovane e due Elvis sul palco a confronto. Il ragazzo sfrontato e bramoso di fama, e l’uomo maturo, consapevole di aver vissuto di eccessi e di essersi perso per raggiungere la gloria che sognava fin da ragazzino. Tante le canzoni che compongono la colonna sonora dello spettacolo, da “Hound Dog” a “Jailhouse rock”, da “Return to sander” a “Bossa Nova baby”, da “Suspicious mind” a “Burning love”, da “Can’t help falling in love” a “Viva Las Vegas”.
I brani, interpretati dal vivo, con un’orchestra che suona live, prendono vita nella seconda parte dello spettacolo, dove si assiste all’ultimo concerto del Re: Elvis trascina la platea, che intona i pezzi e balla tra le poltrone.

Prima dello spettacolo di possono ammirare alcuni cimeli appartenuti ad Elvis: l’abito di scena indossato durante gli show a Las Vegas nel 1972 e ’73, la chitarra “Hagström” suonata nello show televisivo “Comeback Special 1968”, uno dei 5 singoli pubblicati dalla Sun Records “Mistery Train” del 1955, vari oggetti da collezione privata e di scena, l’ultima lettera manoscritta da Elvis il giorno prima della sua scomparsa.

Da piccolo ero un sognatore. Leggevo i fumetti e diventavo l’eroe della storia. Guardavo un film e diventavo l’eroe del film. Ogni sogno che ho fatto si è avverato un centinaio di volte”, ha detto Elvis. E la sua vita, che lo ha portato ad essere il Re del Rock ‘n’ Roll è stata esattamente tutto questo.



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