Song to Song di Terrence Malick – recensione

Song to Song di Terrence Malick – recensione

Si può iniziare un film romantico con la musica dei Die Antwoord accompagnata da scene di pogo a un festival musicale? Evidentemente sì, ma solo se sei Terrence Malick. Il regista de La sottile linea rossa e The three of life torna al cinema con la sua ultima fatica, Song to song, dopo pochi mesi dall’uscita nelle sale italiane del suo Knight of cups. Malick sembra aver trovato il suo ritmo di produzione: i suoi due ultimi film, infatti, sono stati girati entrambi nel 2012, l’anno di uscita di To the wonder. E noi, dopo aver visto Song to song, speriamo che ci sia un altro nuovo capolavoro in arrivo!

Song to Song di Terrence Malick

Ambientato ad Austin, la città del regista e uno dei migliori luoghi per quanto riguarda i festival musicali, il film segue le vicende amorose e professionali di una musicista alle prime armi, del suo malsano rapporto con un facoltoso produttore musicale, e la sua storia d’amore traballante con un musicista affermato appena arrivato in città.

Chi conosce Malick sa bene che i suoi film non “seguono” quasi mai una trama e Song to song non fa eccezione. La narrazione frammentata del film costringe lo spettatore a seguirne la corrente e a sforzarsi per riuscire a posizionare ogni tassello del suo splendido puzzle, al posto giusto. Nonostante tutto, la pellicola ha un ritmo contemporaneo incalzante, grazie alla scelta musicale fra classici e musica contemporanea, ma soprattutto grazie al suo montaggio che sfiora la sperimentazione, con le immagini distorte e i suoi movimenti di camera che sembrano danzare insieme agli attori, da canzone a canzone.

Song to Song di Terrence Malick

Austin, dicevamo, è una città della musica e possiede anche location incredibili, valorizzate dalla fotografia fluida di Lubezki: da case di design invidiabili a luoghi naturali inaspettati, come le formazioni di rocce rosa di Enchanted Rock. L’architettura e la natura sono le due facce di una stessa medaglia, sia per la città che per quanto riguarda la vita di Faye, la nostra protagonista. Nell’architettura asettica e di design Faye (Rooney Mara) vive il suo malsano rapporto con Cook (Miahcel Fassbender), mentre nella natura riesce ad aprirsi all’amore per BV (Ryan Gosling). Come in The three of life la natura, qui, non è solo elemento estetico fondamentale, ma anche simbolo di tutto ciò che c’è di buono nel mondo.

Musica, natura e design, sesso e rapporti sentimentali traballanti, sono tutti elementi importanti del film, che vengono però inquinati da un’altro elemento fondamentale: la malafelicità. “Penso di aver frainteso il concetto di felicità” dice Likky Li, nei panni di una vecchia fiamma di BV, che sembra dar voce, invece, al personaggio di Faye. Fortunatamente, però, a dare degli ottimi consigli e a indirizzare la nostra protagonista lungo la retta via c’è Patti Smith, che come molti altri big della musica presenti nel film non interpreta nessun personaggio, se non lei stessa. Per lei gli sceneggiatori si sono rifiutati di scrivere un copione, preferendo invece farla parlare liberamente: del resto lei è la poetessa del rock! L’incontro con la Smith cambia totalmetne la vita di Faye, facendole trovare la giusta via e portando a un lieto fine la sua vita.

Song to Song di Terrence Malick

Patti Smith è sicuramente un personaggio iconico, e anche in questo film riesce a incantare chi la ascolta; cosa che fanno molto bene anche i personaggi immaginati da Malick. A partire dalla dolcezza e dall’eleganza di Rooney Mare, che da vita a Faye in una sorta di rievocazione di Audrey Hepburn versione millenials; fino ad arrivare al fascino tenebroso di un Michael Fassbender perfettamente a suo agio nei panni del “burattinaio” e spietato produttore musicale.

Lavorare in un film di Malick non deve essere facile, e forse i 40 giorni di produzione di Song to song sono stati i più difficili di tutta la storia del cinema. Il regista , che adora mostrare piuttosto che raccontare, per la sua ultima fatica ha voluto catturare momenti spontanei e reali fra i suoi personaggi. Per cui non ha mai smesso di riprenderli, tanto che perfino durante gli spostamenti degli attori le telecamere sono sempre rimaste accese. Con così tanto materiale girato, il primo cut del film è risultato lungo ben 8 ore, e il ridimensionamento (alle comunque abbondanti 2 ore) non deve essere stato facile. Molti attori chiamati a collaborare al film, come Christian Bale, sono stati tagliati del tutto dalla pellicola! Chi è rimasto è invece un cast comunque stellare, partendo dal triangolo amoroso composto da Ryan Gosling e Michael Fassbender (con i quali il regista aveva in mente di collaborare da anni) insieme a Rooney Mara, fino alle intruse Natalie Portman e Cate Blanchet.

Song to Song di Terrence Malick

In definitiva Song to song non è solo un puzzle di immagini bellissime accompagnato da racconti profondi e coinvolgenti, ma un esperimento ben riuscito, grazie al solito team di Maestri che accompagna Malick: dal DOP Emmanuel Lubezki, allo scenografo Jack Fisk; dalla costumista Jacqueline West, al trio di montatori Rehman Ali, Hank Corwin e Keith Fraase. Per certi versi faticoso, ma più che meritevole di una visione, questo film vi accompagnerà in un viaggio interiore con in sottofondo una musica perfetta e delle immagini accattivanti, che vi faranno entrare nell’anima dei personaggi così in profondità da farvi pensare di stare scrutando dentro voi stessi.

Assolutamente da non perdere (e da guardare a mente fresca).



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