Bop & 291out, esce ‘L’alba dei vinti’: tra synth pop ed elettronica, la colonna sonora oscura degli ‘sconfitti’ odierni

Bop & 291out, esce ‘L’alba dei vinti’: tra synth pop ed elettronica, la colonna sonora oscura degli ‘sconfitti’ odierni

Di Rossella Romano

Una soundtrack perfetta per tutti i “vinti” contemporanei dal fascino oscuro e allo stesso tempo scintillante delle sonorità anni ’80 tra cold wave, synth pop ed elettronica ipnotica, in una cornice distopica e dalle tinte horror, nella quale è sapientemente incastonata una chiara critica sociale.
“L’alba dei vinti” è tutto questo e molto di più. Il nuovo disco firmato Bop & 291out per Early Sounds Recordings, disponibile in tutti gli shop internazionali di dischi ha un sapore mai provato prima, capace di condurti nel più profondo degli abissi per poi riportarti alla luce.
Il producer Bop e il collettivo di musicisti 291out, guidato dal bassista Luca Presence Carini hanno dato vita a una preziosa creatura, sorprendendo con due brani cantati, incisi per la prima volta in questo disco.
“L’alba dei vinti” si apre con una lunga suite strumentale, che dona anche il titolo al disco. Incipit con riff di corde a incastro stile Goblin, un tessuto di sintetizzatori à la Carpenter e una frase tematica di ispirazione space, per poi assumere i contorni di una marcia scura e trionfale che, col suo incalzare ossessivo, riporta alla mente l’avanzare lento e trascinante degli zombie in “L’Alba Dei Morti Viventi”. Il cambio armonico che rappresenta il sorgere del sole dopo una notte di tenebra, alcool e droghe, è solo una schiarita apparente che ripiomba inesorabile nell’oscurità di vite anonime, senza contenuti né futuro, nel vuoto da riempire rincorrendo uno sballo dietro l’altro per non trovarsi mai soli con se stessi. Il lato B conduce l’ascoltatore nella penombra di una sala slot nel retro bar, dove la voce narrante di Gianluca Morelli (anche co-autore del testo)-in omaggio al Vincent Price nel “Thriller” di John Landis –introduce un brano declinato in varie lingue, tra cui spicca il carattere del dialetto napoletano. Attraverso una sottile ironia nera, viene narrata la piaga sociale di anime assuefatte ed alienate, che annientano la propria vita nel miraggio del denaro facile imposto dalla società capitalista come valore dominante. Sul finale giunge “Che Male C’è”. La canzone nasce dallo snodo armonico centrale de “L’Alba Dei Vinti”, impreziosita dall’interpretazione della cantante Giovanna Lubjan a condurre il pezzo alla deriva di un pop atipico e straniante: chi è vinto viene accompagnato da un sentimento non corrisposto nella sua fuga dalla realtà verso un luogo che si trovi il più lontano possibile, magari verso la luna.

Un concept a cura di Bop & 291out. Scritto, composto e arrangiato da Luca Bop Affatato e Luca Presence Carini.
Il disco è stato registrato e missato al Prisma Studio (Napoli –IT). La batteria e percussioni addizionali sono state registrate ai The8 Studios (alle pendici del Vesuvio). Il lavoro vede la masterizzazione Analogcut Mastering (Berlino –DE) e l’artwork della cover è di Simone Mega Antonucci

A1: Luca Bop Affatato (elettronica, sintetizzatori, percussioni), Luca Presence Carini (basso elettrico, synth), Vincenzo Warren Ciorra (chitarra elettrica), Michele Boy (tastiere), Pellegrino Snichelotto (percussioni aggiuntive). B1: Luca Bop Affatato, Luca Presence Carini, Gianluca Morelli (autori del testo); Luca Bop Affatato (elettronica, sintetizzatori, percussioni), Luca Presence Carini (basso elettrico), Vincenzo Warre Ciorra (chitarra elettrica), Gianluca Morelli (voce), Giovanna Lubjan (voce aggiuntiva), Pellegrino Snichelotto (percussioni aggiuntive). B2: Luca Bop Affatato e Luca Presence Carini (autori del testo); Luca Bop Affatato (elettronica, sintetizzatori, percussioni); Luca Presence Carini (basso elettrico); Vincenzo Warren Ciorra (chitarra elettrica); Michele Boy (tastiere); Giovanna Lubjan (voce); Pellegrino Snichelotto (percussioni aggiuntive).

 

                                     Cover L’alba Dei Vinti



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