L’inganno, la recensione del film

L’inganno, la recensione del film

Non si riesce a odiarle, non si riesce ad avercela con loro, e non lo dico perché sono un essere umano di sesso femminile, ma perché sono un essere umano.

Certo, loro arrivano all’estremo, alla punizione, e qui non vi vogliamo svelare altro, ma in fondo è per legittima difesa… oppure no?

Il film è ambientato sempre e soltanto nel Collegio per signorine di Miss Martha Farnsworth, Nicole Kidman, e questo lo fa sembrare una pièce teatrale. C’è qualche scena girata all’esterno, per i boschi, nel giardino, ma per il resto del tempo siamo sempre all’interno di queste stanze a volte claustrofobiche. Le donne che vivono nella scuola sono sette, ma l’arrivo di una persona in più fa sembrare quella villa immensa improvvisamente angusta.

E il punto forse è che non arriva una persona qualunque ma un uomo, un bellissimo uomo, il caporale John McBurney, Colin Farrel, e da un giorno all’altro le donne si stringono a lui, tra loro, iniziano a farsi belle, a sgomitare per avere attenzione, perché c’è la Guerra di Secessione, e le ragazze non hanno mai avuto rapporti con il mondo esterno. Sì, qualche soldato ogni tanto passa a rifocillarsi da loro, ma nessuno si ferma, nessuno le corteggia, nessuno vuole rimanere.

McBurney, invece, non sta lottando per una causa, è stato pagato per andare a combattere, e in guerra non ci vuole tornare, e non vuole nemmeno finire in prigione. E così prova a sedurre le donne maggiorenni di quella casa, Nicole Kidman, Kirsten Dunst, Elle Fanning, e per un po’ si pensa che sia Kirsten la sua prescelta, quella che ama davvero e con cui fuggirebbe.

Quando però il caporale si fa sorprendere a letto con… (non ve lo diremo mai) iniziano i guai.

Eppure, nonostante le cose turpi che accadono da questo punto in poi, non riusciamo ad avercela con queste donne prese in giro da un uomo che le ha ingannate soltanto per non tornare a combattere. Non sono loro ad aver ingannato lui con la gentilezza: è lui ad aver giocato con loro. Forse il prezzo che si troverà a pagare poteva essere meno caro, ma quando non si ha scelta, quando si teme per la propria vita e per quella delle persone care che ci circondano, cosa siamo disposti a fare? E se in più è stato ferito il nostro orgoglio? Se ci siamo sentiti presi in giro? Se qualcheduno gioca con i nostri sentimenti sapendo quanto siamo fragili, fin dove siamo disposti ad arrivare per difenderci o addirittura per vendicarci?

Il film, -tratto da un romanzo di Thomas Cullinan e diretto dalla sempre bravissima Sofia Coppola- in qualche modo ci ha riportato alla mente “Dogville” di Lars Von Trier, forse anche per la presenza di Nicole Kidman. In fondo, il gioco è simile. Nel film di Lars la protagonista, Grace (Kidman), è gentile con tutti, è buona, brava, bella, e alla fine paga per la sua gentilezza, per la sua ingenuità e bontà. Le persone cominciano ad approfittarsene, la schiavizzano, la usano, gli uomini vogliono anche favori sessuali, e alla fine lei capisce che no, l’uomo non è buono, nessuno di noi lo è, e il padre di Grace a un certo punto le dice: «…Stupratori e omicidi forse sono le vittime secondo te, ma io… io li chiamo cani e se si lappano il loro stesso vomito, il solo modo di fermarli è con la frusta….».

Così Grace scopre il vero animo della maggior parte delle persone: siamo bestie, non dobbiamo dimenticarcelo, e l’istinto che prevale sempre è quello di sopravvivenza. Per continuare a vivere siamo disposti a tutti. Anche la persona più mite e buona è capace di uccidere, e non è pazzia, lo vediamo tutti i giorni nei servizi di cronaca. La madre devota, il padre o fidanzato modello, il figlio perfetto, che all’improvviso uccidono a sangue freddo e senza pietà, e per i motivi più svariati.

Grace siamo noi, e siamo anche gli abitanti di Dogville; noi tutti siamo le donne del Collegio di Miss Farnsworth, e sempre noi siamo il caporale McBurney. Nessuno è davvero colpevole eppure lo sono tutti, e “L’inganno” ci ricorda perfettamente di cosa è capace l’essere umano, senza distinzioni di razza o di sesso. Guardarsi allo specchio non è mai facile, così come non sarà semplice capire e accettare “L’inganno”.

scritto e diretto da SOFIA COPPOLA

tratto dal romanzo L’INGANNO (THE BEGUILED) di Thomas Cullinan edito in Italia da DeA Planeta

con COLIN FARRELL, NICOLE KIDMAN, KIRSTEN DUNST, ELLE FANNING,

EMMA HOWARD, OONA LAURENCE, ANGOURIE RICE, ADDISON RIECKE

Festival di Cannes 2017 – Premio per la Miglior Regia

nelle sale italiane il 21 settembre 2017



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