Kitty, Daisy & Lewis, esce il nuovo album ‘Superscope’. L’intervista.

Kitty, Daisy & Lewis, esce il nuovo album ‘Superscope’. L’intervista.

Di Rossella Romano

Soul, blues, rock’n’roll e uno stile d’ispirazione vintage assolutamente irresistibile. Un fratello, due sorelle e tantissima passione per la musica, che ha portato i tre a calcare sin da giovanissimi i palchi. Parlo di Kitty, Daisy & Lewis.
Inglesi, di Londra, e tutti polistrumentisti con una vera e propria ossessione per i suoni registrati in analogico, cosa che hanno voluto, e realizzato, anche per questo nuovo lavoro.
Sarà pubblicato domani, 29 settembre, “Superscope”, quarto disco del trio, che vede i tre musicisti non solo compositori ma anche produttori artistici. Dieci tracce dal sapore retrò, scorrono via che è un piacere, tra melodie vellutate e ritmo accattivante.
Ho fatto quattro chiacchiere con Lewis, che mi ha raccontato come è nato il nuovo lavoro, l’approccio alla scrittura dei brani e mi ha rivelato il segreto di come sopravvivere nella stessa band con le sue sorelle. Buona lettura.

Ciao Lewis, è davvero un piacere parlare di “Superscope”. Come mai avete scelto questo titolo? Mi ricorda moltissimo qualcosa che ha a che fare con “Cinemascope”..

Stavamo tirando fuori varie idee per il titolo del disco e ‘Superscope’ era una bella commistione di nomi differenti.
Per me, dato che il disco mostra diverse peculiarità, credo che il termine ‘scope’ sia assolutamente adatto ad indicarle.
Lo stesso vale per “Super”, una parola che siamo abituati a sentire davvero spesso.
“Superscope” deriva anche in parte da un quiz al quale ho partecipato in un pub. Stranamente, includeva alcune domande sull’astronomia, delle quali ho apprezzato parecchio la terminologia

Comìè nato questo disco?

In maniera abbastanza organica, non c’era nulla di pianificato come è stato per il disco precedente.
Avevamo strutturato approssimativamente alcune canzoni ma ci siamo lasciati guidare dal flusso creativo durante la stesura e composizione delle tracce

Dove avete tratto ispirazione per scrivere queste canzoni?

Per quanto riguarda le canzoni scritte da me, ho tratto ispirazione da diverse situazioni. Ad esempio, “You’re so fine” è nata una sera a casa dopo un party. Pensavo ad una persona, ho preso la chitarra e sono arrivate le parole. I ricordi sono un po’ nebbiosi, data la serata. La mattina seguente ho trovato un foglietto sul quale avevo buttato giù le strofe. Non era un pezzo che doveva essere registrato ma io e Kitty ci abbiamo un po’ giocato in studio, lo abbiamo sistemato e in un paio di ore era pronto

Scrivete I brani insieme o ci lavorate da soli ed in seguito mettete tutto insieme?

Per quanto riguarda i testi, scriviamo sempre separati. Non c’è una ragione particolare. Abbiamo dei punti di forza diversi però. Ad esempio, Daisy ha scritto una canzone intitolata “The game is on”, che, strutturalmente e nell’arrangiamento iniziava in maniera molto differente da come poi è stata registrata, anche se il testo è rimasto lo stesso. Io e Kitty ci siamo seduti con Daisy e abbiamo lavorato sugli arrangiamenti e sulle sequenze di accordi che pensavamo migliori per la canzone
“Superscope” contiene anche un pezzo strumentale che io e Kitty abbiamo scritto insieme, “Broccoli Tempura”. Ci siamo semplicemente seduti all’organo e alla batteria ed è venuto fuori.

Siete produttori di questo disco, cosa si prova a produrre se stessi?

Mi piace molto realizzare i dischi e il nostro approccio, le nostre idee e la nostra prospettiva riguardo la registrazione cambiano ogni volta che lavoriamo su un album. Abbiamo prodotto il nostro primi due LP, Mick Jones (The Clash) ha prodotto il terzo. Quando abbiamo iniziato a lavorare a questo disco, Daisy ha avuto un bambino, per cui io e Kitty abbiamo realizzato circa il 98% del lavoro in studio, buttando giù le canzoni e costruendone lo scheletro. L’atmosfera era davvero piacevole e abbiamo lavorato insieme in totale armonia.
Gli anni precedenti avevamo attorno una serie di persone in studio, era davvero difficile prendere decisioni e l’atmosfera era spesso compromessa.

E’ il vostro quarto lavoro, cosa eappresenta per te questo album?

Non ci ho mai pensato a cosa rappresenti per me questo disco. Penso che quando hai un certo numero di canzoni, le vuoi solo mettere insieme e creare un album. Faccio questo. Ho sempre l’ottica puntata al lavoro successivo, per cui questo album è un passo verso quella direzione.

Registrate in analogico, come mai questa scelta?

Ho sempre avuto una passione per le tecniche di registrazione, i macchinari e cose simili, e mi piace combinarli. Sono interessato ai sistemi di registrazione sin da ragazzino. Ci piace questa sensazione e ci piace farlo in questa maniera, in analogico. Scoprire tecniche diverse e come utilizzarle ha sempre affascinato tutti noi. Alla fine della giornata non sono le attrezzature a fare la tua musica, sei tu. Stai usando le macchine per convertire la tua idea in un format riproducibile. Per ora non siamo molto vicini alle registrazioni digitali e simili.
Sta tutto nel processo di crescita e nell’aspettare quando le cose arrivano nella tua vita.

Quali sono gli artisti che vi ispirano di più?

Non direi di essere ispirato da un artista in particolare, ma prendo degli spunti da persone differenti. Penso ad esempio al regno del funk e dell’hip hop e agli artisti che sono stati campionati e alla magia di tutto ciò. Sono ispirato dalle sonorità di certi dischi. In questo momento particolare le produzioni degli anni 70 di James Brown

C’è qualche artista in particolare con il quale vi piacerebbe collaborare?

Siamo già estremamente fortunati a suonare con il nostro trombettista, Edward ‘Tan Tan’ Thornton, una leggenda giamaicana, direttamente proveniente da Alpha Boys School. Ha suonato su tantissimi dischi di successo e ha un sacco di storie da raccontare. E’ uno dei miei amici più cari ed è un onore suonare con lui. Mi piacerebbe lavorare con alcuni produttori, ad esempio Adrian Younge.

State pianificando un tour? Vi vedremo in Italia?

A breve partiremo in tour. La prima data è il 28 ottobre. Nella prima trance non sono previste tappe italiane, ma sicuramente saremo da voi il prossimo anno.
Due sorelle e un fratello. Qual è il segreto per vivere in armonia nella stessa band?

Tenere fuori tutto ciò che non sia musicalmente costruttivo!



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