Non ho alcun problema a definirmi come un cantante neomelodico

Non ho alcun problema a definirmi come un cantante neomelodico

Di: Ivan Granatino
“Ingranaggi” è un album, per quanto appena nato, a cui mi sento già profondamente legato, probabilmente perché si tratta di un lavoro in cui mi racconto con una certa libertà, senza la preoccupazione di dare un’etichetta alla mia musica, o un contesto, o dei confini, che siano territoriali o musicali. E forse perché l’ingranaggio del mondo musicale per me sta iniziando a partire adesso, grazie a quanto costruito in questi anni. È un’occasione per rinascere, rivendicare la mia identità di artista, intrisa di cultura partenopea e di molto altro, e rispondere al pregiudizio contro un certo tipo di musica napoletana. Non ho alcun problema a definirmi come un cantante neomelodico se con questa etichetta si intende il dare un’impronta più contemporanea alla tradizione della musica napoletana. Ma a volte è difficile farmi capire, probabilmente per il pregiudizio comune che soffoca la musica che si fa a Napoli dentro a uno stereotipo, spesso “trash” e poco generoso, oltre che poco realistico. E forse la mia musica, come quella di tanti altri artisti della scena napoletana, che stanno emergendo in questi anni, non andrebbe inquadrata affatto. Il mio lavoro è fatto di tante cose. Non mi piacciono muri, confini, generi. Con questo album cerco di comunicare tutte le mie anime musicali, nel modo più genuino possibile, senza dovermi chiudere dentro a una scatola. Molto più semplicemente sono un cantante pop a cui piace rappare e che ama l’elettronica, che in questo mio ultimo disco ho cercato di declinare in varie forme, con qualche accenno alla trap e alla dubstep, nel tentativo di creare un sound che mi rappresenti. E se bisogna parlare di musica, mi piace farlo in altri termini. La musica è la forma d’arte più potente e la sua forza sta nella capacità di poter fare praticamente tutto: unire, emozionare, commuovere, divertire, creando una connessione tra chi la musica la fa e chi la ascolta. Mi sento grato, onorato ed entusiasta di essere un ingranaggio attivo di questo scambio e allo stesso tempo sono consapevole delle mie responsabilità in quanto artista: perseguire questa passione con tutto me stesso, senza lasciare che la paura del sacrificio ostacoli il mio lavoro. Anche quando si raggiungono i risultati è necessario superarsi. Credo sia questo il modo di essere riconoscenti nei confronti di chi ci supporta.

Ivan Granatino nasce a Caserta nel 1984 e fin da piccolo inizia a muovere i primi passi nel mondo della musica grazie al padre, interprete di musica classica napoletana, che gli trasmette quella che è diventata poi una grande passione che si orienta sempre di più verso il rock e l’hip hop, tanto da intraprendere un percorso artistico personale che lo porta a creare un crossover tra questi due generi musicali. La sua formazione si divide tra corsi di canto, lezioni di musica e tanti provini in lungo e in largo per lo stivale.

Grazie al suo stile con cui passa con disinvoltura dal rap, all’r&b, dalla musica dance al rock, Ivan Granatino collabora con i maggiori rappresentanti dell’hip hop italiano come Clementino, Club Dogo, Luchè dei Cosang e il produttore Franco Ricciardi e D-Ross. Nel 2014 il grande palcoscenico di Rai Due di The Voice of Italy offre al giovane rapper la possibilità di farsi conoscere dal grande pubblico e farsi apprezzare dalla giuria, infatti dopo aver superato l’audizione al buio esceglie J-Ax come coach nella sua avventura. Dopo l’esperienza tv, Ivan esce con il singolo “Pare mo,” pubblicato nel 2015. Il nuovo album “Ingranaggi” è in uscita nel maggio 2017.

“Ingranaggi” è il suo nuovo album, diciassette brani cantati anche questa voltà alternando italiano e dialetto napoletano, un disco pop contaminato dal rap e dall’elettronica che lascia però sempre spazio alla melodia e strofe più cantante. IVAN GRANATINO racconta l’amore ogni volta con intenzioni diverse, da “Io non posso” in cui la sola cosa bella della vita sembra essere la donna amata a “N’ammore e basta” in cui la protagonista è la gelosia, fino alla nostalgia dell’estiva “My Dream”. Ma oltre all’amore e ai sentimenti l’occhio di IVAN si posa anche sulla società che lo circonda: in “Napule allucca” si oppone ai cori razzisti da stadio che si scagliano contro il popolo napoletano, “Chapeau” è invece un inno alla libertà di espressione e una critica verso i luoghi comuni, mentre la drammatica “Se vive a metà” riflette sulle grandi difficoltà della vita.
“Ingranaggi” è un disco complesso e vario, capace di rivelare all’ascoltatore tutte le facce di IVAN GRANATINO, che dopo anni ricchi di concerti, album e collaborazioni importanti è riuscito a ritagliarsi un ruolo di primo piano nella nuova scena napoletana.


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