Anastacia presenta ‘Evolution’: ‘La mia forza, la mia femminilità, la mia musica. Riparto da qui’

Anastacia presenta ‘Evolution’: ‘La mia forza, la mia femminilità, la mia musica. Riparto da qui’

Di Rossella Romano

Ci sono donne che, non solo hanno carisma da vendere, bellezza, forza ed energia ma che sanno rinascere, ancora più forti di prima, dopo che la vita le ha messe di fronte a sfide enormi. Evolvono. Proprio come Anastacia, che pubblica il suo nuovo lavoro dal titolo “Evolution”, composto da tredici tracce alle quali ha lavorato personalmente, come sempre. Due tumori al seno, entrambi sconfitti con successo, seguiti da una mastectomia, una voglia di vivere ed una tenacia davvero incredibili.

Ho trasformato la negatività della parola cancro smontandola. Cancro inizia con “Can”, possibilità. E io ne ho avuti due, di tumori. Ho avuto la possibilità di ricominciare a vivere ben due volte”, dice Anastacia. Le sue parole toccano i pensieri e l’anima.

Incontro Anastacia negli uffici della Universal per parlare con lei del nuovo album, dei suoi impegni futuri e del rapporto speciale che ha con l’Italia.
Buona Lettura!

Che significato ha “Evolution” per te?

Quando ho scritto questo album, mi sembrava che nessun titolo fosse adatto. Non riuscivano ad esprimere in maniera esaustiva quello che sentivo, che volevo affermare in questo album. Quando ho ascoltato il disco per intero, ho percepito che se si prendono i miei primi tre album e si combinano tra loro, viene fuori questo nuovo lavoro. E’ come se ci fosse stata un’evoluzione al contrario, sono tornata ad essere l’artista che ero agli inizi e che ho perso durante il mio percorso artistico. Ho perso la mia femminilità da qualche parte, ho perso la musica e la sua direzione, e mentre stavo lavorando all’ album finalmente ho ricevuto indietro tutto ciò che avevo perso. Mi sembra come se stessi ripartendo da 10 anni fa, nel 2007, e questo lavoro sarebbe potuto essere benissimo pubblicato in quel periodo, ma mi ci è voluto del tempo. “Evolution” mi sembrava racchiudere tutto ciò che sta accadendo nel mondo, l’evoluzione della musica, la mia evoluzione. Perfetto e forte.

Cosa rappresenta per te questo disco, giunto in tale momento della tua carriera?

Sono tornata e, oltre ad essere solamente tornata, ho anche superato tutto. Dire solo “sono tornata” non ha senso: sono sempre stata qui ma non c’ero con tutta me stessa. Ora, dopo aver attraversato un lungo periodo difficile, sono qui completamente, con ogni parte di me. Sono qui con la mia femminilità, sono qui con la mia forza, con la mia scrittura. La mia voce non è mai andata via, per fortuna, c’è sempre stata, a differenza di altre parti. Avrei potuto chiamare il disco “She’s back”, ora che ci penso! (Ride)

C’è stata una “Ressurection” e in seguito una “Evolution”, come nella tua vita?

Credo che dovesse accadere proprio questo. A posteriori, ho realizzato di aver dovuto scrivere “Resurrection” prima di “Evolution”, perché ero arrivata al limite, mi sono distrutta per ricostruire me stessa come persona e che quel disco aveva bisogno di uscire. Sono, in seguito, andata in tour e ho ritrovato i miei fan, ho pubblicate anche un Greatest Hits e ha funzionato. Solo a questo punto Ho pensato ‘ci siamo finalmente’, e sono riuscita a scrivere questo album. Ho scritto i brani senza sentire la necessità di dover inserire un certo tipo suono, o avvalermi dell’autotune, o chiamare un rapper, o realizzare un duetto con chiunque. Si tratta di un disco totalmente mio, come lo è stato il primo.

 

Hai qualche rimpianto?

Il mio più grande rimpianto, anche se non lo è in senso stretto. Ho lasciato Sony perché ho deciso di seguire il mio A&R, all’apice della mia carriera. David Massey è stato il gentiluomo che mi ha scritturato nel 1998, era il mio guru, e mi permetteva di essere me stessa. Nel 2007 lui ha voluto andarsene, e io ho deciso di seguirlo. Sono andata via per lealtà nei suoi confronti. Ho lasciato l’etichetta all’apice della mia carriera. La Sony non gradì molto la cosa, ci sono stati degli attriti all’inizio, non lo nego. Ma non sono andata via perchè mi ero stancata, che sia chiaro. Anni dopo ho pubblicato un “Greatest Hits” con la Sony, ed ecco tutto.
Qual è la differenza tra il pubblico italiano e americano?

Purtroppo non conosco il pubblico americano! Molti americani vengono a vedermi in Europa, ed è davvero curioso. Ma non ho una vera e propria carriera americana. Non conosco i motivi, ma credo che sia successo qualcosa con i dirigenti della radio, circa 20 anni fa. Il mio album stava per uscire, ero una di quelle artiste che ogni etichetta voleva nel suo roster, ma non è successo, quindi mi hanno lanciato in Europa, dove ho avuto successo. Potevo essere in qualsiasi show televisivo, ma non in radio, e se non puoi andare in radio in America, non funzioni. Mi sono arresa a ciò che è accaduto ma sono davvero grata di essere riuscita ad entrare in contatto con culture diverse, mi ha reso un’artista migliore,

Il tuo ricordo più bello legato all’Italia?

Sicuramente cantare con Pavarotti. Ero in soggezione, e penso fosse la prima volta che cantavo con un’orchestra. Abbiamo dovuto attendere che calasse il sole. Non ci credevo, ho pensato “Oh mio dio, davvero?”, e mi hanno spiegato che certi strumenti non potevano suonare con il sole. È stato al 2Pavarotti & Friends” a Modena. Ho cantato “Cowboys and Kisses”, e lui ha cantato “I Ask of You”, dopo averne tradotto una parte in italiano. Mi piacerebbe avere una copia di quella performance. Ricordo ogni momento. Le prove con lui, era una persona fantastica. Quando ero sul palco durante l’esibizione, mi avvicinai sempre di più a lui tanto che, al termine della canzone mi ritrovai appoggiata alla sua spalla. E lui sorrise. Un ricordo che porto sempre con me

Anastacia sarà in tour nel nostro Paese a maggio 2018. L’artista si esibirà a Brescia (Gran Teatro Morato, 6/5), Roma (Auditorium Parco della Musica, 7/5), Bologna (Teatro Europauditorium, 9/5) e Milano (Teatro Ciak, 10/5).



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