Black Sabbath, ‘The End Of The End’: l’ultimo concerto al cinema.

Black Sabbath, ‘The End Of The End’: l’ultimo concerto al cinema.

Di Rossella Romano

Più che un nostalgico addio alle scene, quello dei Black Sabbath è un rito celebrativo: per coloro che hanno amato e amano Ozzy Osbourne e soci, la musica della band nata a Birmingham ben 49 anni fa, è un vero e proprio culto. E di fedeli, i Sabbath, ne hanno davvero una quantità immensa, compresa la sottoscritta.
E’ proprio nella città che li ha visti muovere i primi passi nel mondo delle sette note, tra riff potenti, assoli al cardiopalma e testi controversi, che i Black Sabbath hanno deciso di tenere il loro ultimo live lo scorso Febbraio. “The End Of The End” recita il titolo del documentario che immortale l’ultima esibizione di Ozzy Osbourne, Tony Iommi e Geezer Butler (Bill Ward, il batterista, non ha voluto prendere parte alla reunion, al suo posto un giovane talentuoso che picchia in maniera poderosa), al cinema il 4 ottobre, solo per un giorno.
La pellicola alterna momenti dedicati alle interviste pre e post concerto a momenti di live. I Sabbath non risparmiano racconti del passato, aneddoti, drammi del presente ( tra cui il periodo buio vissuto da Iommi a causa del suo tumore) e prospettive future.

Ozzy assoluto Re del palco e della battuta sagace, racconta tutto, abuso di droga e alcool compreso, con un’ironia spiazzante, senza filtri, senza zucchero, come ha sempre fatto. Tony Iommi è il guerriero, il motore dei Sabbath, una volontà di titanio e una forza di reazione alle intemperie della vita che pochi possiedono. Geezer Butler è l’adulto, riflessivo, pacato, equilibra alla perfezione le anime infuocate degli altri due membri della band.
Nella setlist del concerto pezzi che hanno fatto la storia del metal (ma non solo): “War Pig”, “Hand of Doom” e “Rat Salad” per citarne alcuni. Non può mancare “Paranoid”, scelto come pezzo di chiusura dell’emozionante serata di addio. Nel documentario viene immortalato anche il momento in cui i tre si ritrovano, qualche giorno dopo il live, in una villa nelle campagne inglesi, per scambiarsi sensazioni, impressioni e per suonare ancora insieme, in un contesto più intimo. Da lacrime di sangue “Changes”, interpretata da Ozzy e gli altri con grandissimo pathos.
Non ci si può non emozionare, soprattutto se i Black Sabbath hanno fatto sempre parte dei tuoi ascolti e anche un po’ della tua vita.

“Mi ricordo quando ci esibivamo al Crown Pub, a Birmingham. Pensavo: questa cosa andrà bene ancora per un paio d’anni. Ci si beve qualche birra e si fa una suonata. Invece è stato l’inizio della più incredibile avventura che si potesse immaginare: ci ho tratto il meglio della vita”, ha detto Ozzy.
Sarà davvero la fine? La vita è imprevedibile, come ha ben sottolineato il frontman della band
Cari Black Sabbath, grazie per questi anni meravigliosi.


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