Federica Abbate, intervista

Federica Abbate, intervista

Federica Abbate, dopo essersi affermata come prolifica hit-maker scrivendo per altri artisti brani di grandissimo successo come “Roma–Bangkok” o “L’amore eternit” per un totale di oltre 400 milioni di views, è adesso pronta ad esordire con un brano scritto e, per la prima volta, interpretato interamente da lei.
Il 5 settembre Federica Abbate ha presentato il singolo in anteprima nel corso della
MILANO YOUTUBE WEEK.

 

 

Prima di tutto chi è Federica Abbate? Come ti descriveresti?

Federica è una ragazza di 26 anni, una ragazza normale con tutte le sue imperfezioni ma con un grande sogno nel cassetto e una grandissima determinazione nel realizzarlo: dire quello che penso e raccontarmi in prima persona attraverso le canzoni. Ciò mi ha permesso di intraprendere il mio percorso da autrice prima e di cantautrice dopo.

Da autrice al palcoscenico, cosa ti ha spinto a prendere questa decisione e cosa ti aspetti?

Quello che mi ha spinto a prendere questa decisione sono state le canzoni stesse: dal momento in cui sono nati dei brani che avevano dal punto di vista melodico un particolare legame con la mia voce e dal punto di vista linguistico un legame viscerale con la mia parte più intima e “scomoda” non ho potuto fare a meno di essere io la stessa interprete della “mia verità “. Devo essere sincera, non mi aspetto un cammino facile in quanto ho scelto sempre sin dall’inizio le strade più scoscese, come quella di intraprendere un percorso autorale prima di approdare al cantautorato, quindi so che ci sarà molto da lavorare. Voglio che questo sia un cammino solido, autentico e volto a una crescita ed è per questo che ho scelto di intraprendere questo percorso insieme a Carosello.

Da dove arriva la tua passione per la scrittura e per la musica?

Con questa passione probabilmente ci sono nata dato che ad un certo punto da piccola mi sono trovata un pianoforte davanti e con mia grande sorpresa e per “magia” lo sapevo suonare senza averlo mai studiato! Mi hanno detto che questo tipo particolare di dono si chiamava “orecchio assoluto” e devo dire a grazie a lui  se ho scoperto questo legame profondo con la musica. È co che ho iniziato a scrivere canzoni.

Parlaci di Fiori sui balconi.

Fiori sui balconi è una sorta di gioco di parole che sta per “fuori come un balcone”, è il mio primo biglietto da visita per parlare di me agli altri non solo dal punto di vista musicale, ma anche dal punto di vista umano a partire proprio dalla tematica del fuori luogo. L’essere fuori luogo è sempre stato un elemento ricorrente nella mia vita. Sin da quando ero piccola mi sono sempre sentita fuori luogo innanzitutto perché avevo un’emotività più burrascosa degli altri miei coetanei e avevo un forte bisogno di sentirmi accettata per quella che ero senza filtri e senza maschere. Dal momento in cui ho accettato la mia natura un po’ fuori luogo paradossalmente ho smesso di sentirmi tale e al contrario ho capito quanto quella particolare sensibilità nei confronti del mondo e della vita in generale mi permettesse e mi abbia permesso ancora oggi di vivere la vita più intensamente e con una maggiore autenticità e di superare i miei limiti. Quindi il fuori luogo invece di essere un punto debole, qualcosa da mascherare da nascondere, è diventato un punto di forza per fare passi avanti verso i miei obiettivi.

Qualche anticipazione sull’album?

È in cantiere un album prodotto da Takagi & Ketra , dove ogni canzone è diversa dall’altra e mi racconta in una forma estremamente autentica e sincera. Spero tante persone come me ci si possano riconoscere!

C’è qualche artista con cui vorresti collaborare? Anche straniero.

Devo dirti che sinceramente non ho ancora pensato a delle collaborazioni dato che il mio cammino cantautorale è appena iniziato ma sicuramente spero che in futuro ne arrivino!

Si può dire che a differenza degli ultimi cantanti di oggi, tu hai fatto la “gavetta”, cosa nei pensi dei talent show? Scorciatoie o rampe di lancio?

Penso che i talent show siano uno strumento e come ogni strumento il suo esito dipende da come viene usato. Credo solamente che per un cantautore che scrive le proprio canzoni ci sia bisogno di molto tempo per maturare un linguaggio personale dal punto vista musicale e linguistico e sicuramente il confrontarsi con delle cover – ovviamente per favorire lo spettacolo mediatico – può non essere per lui la chiave più idonea per raccontarsi.

Piani per il futuro?

Piani per il futuro tanti, ambiziosi e ci metterò tutta me stessa per realizzarli.


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