Rodrigo D’Erasmo firma la colonna sonora del film ‘Terapia di coppia per amanti’. L’intervista.

Rodrigo D’Erasmo firma la colonna sonora del film ‘Terapia di coppia per amanti’. L’intervista.

Di Rossella Romano

Rodrigo D’Erasmo apre un nuovo capitolo della sua vita artistica. Violinista, compositore e polistrumentista nonchè membro degli Afterhours, Rodrigo si è cimentato per la prima volta nella composizione di una colonna sonora per il cinema. Esce oggi, 26 ottobre, la soundtrack di “Terapia di coppia per amanti”, lungometraggio diretto da Alessio Maria Federici e che vede come protagonisti Sergio Rubini, Ambra Angiolini e Pietro Sermonti.
Sono quattordici le tracce che compongono la colonna sonora della pellicola, tratta dall’omonimo best seller di Dego De Silva, suonate, in ogni parte strumentale dallo stesso Rodrigo D’Erasmo.
Raggiungo il musicista per chiacchierare con lui della sua prima prova come compositore per il cinema, del suo approccio a un ruolo per lui nuovo e dei suoi progetti futuri.
Buona Lettura!

Ciao Rodrigo, comincio subito col chiederti com’è stato vestire i panni di compositore per una colonna sonora. E’ la prima volta per te, giusto?

Si è stata la mia prima esperienza. Ero inizialmente spaventato dall’idea di musicare una commedia, sebbene avessi subito trovato interessante ed intelligente lo script tratto dal libro di De silva. Ci è voluto un pochino per trovare una strada che mi assomigliasse e aiutasse il film. Sbloccata però questa prima fase, grazie a un paio di brani che sono piaciuti subito al re-gista, il percorso è stato in discesa e da stimolante è diventato entusia-smante giorno dopo giorno, pezzo dopo pezzo.
Alla fine ho scritto molto più di quel che è finito sul film!

Era nei tuoi progetti cimentarti in una colonna sonora?

Nei miei desideri certamente sì ma nei progetti sinceramente no.
Un fortuito e fortunato incontro con il regista Alessio Maria Federici

Come sono nati i brani? A cosa ti sei ispirato?

Dopo la scrittura dei primi due brani di cui sopra, ancora sulla sceneggia-tura, senza aver visto un’immagine, con Alessio abbiamo battezzato il suono del film. Abbiamo scelto un sound più internazionale, meno classi-co e più da band. Consono alle vicende musicali del protagonista del film Pietro Sermonti/ Modesto, un chitarrista session man di chiara fama.
Un album di grande ispirazione per me mentre componevo è stato di cer-to l’ultimo di Dan Auerbach, “Waiting on a song”.

Un tappeto sonoro molto vario in queste tracce, dal folk, al brit, alle ballad. Hai realizzato tutto da solo?

Si. Ho iniziato suonando tutti gli strumenti per non disperdere tempo ed energie in una fase creativa molto viva.
Pensavo di chiamare in un secondo momento altri musicisti ad ottimizza-re il lavoro fatto, ma ciò che avevo registrato iniziava ad avere un sound e un carattere propri che non volevo assolutamente perdere e a cui sia io che Alessio ci stavamo affezionando.
Insomma, a quel punto ho deciso di proseguire così. Tutto solo. One man band. Ho composto, suonato e registrato tutto io: batteria, basso, chitar-re, pianoforti, archi ecc…
Un delirio di megalomania a tutti gli effetti!

Quanto hanno influito le immagini del film sul tuo lavoro?

Moltissimo. Le due cose vanno inscindibilmente a braccetto. È forse la parte più sorprendente di questo lavoro, quella che mi ha eccitato ed emozionato come non avrei mai immaginato.
La musica condiziona moltissimo le immagini, le parole, lo stile di recita-zione, addirittura l’intenzione di una scena.
È una grande responsabilità ma un’ altrettanto grande soddisfazione.

Hai avuto modo di confrontarti con gli attori o con il regista in fase di scrittura della colonna sonora?

Non con gli attori, ma con il regista ci siamo confrontati quotidianamente.
Alessio è stato fondamentale per me.
Mi ha guidato in maniera discreta ma presente, avendo sempre le idee chiare ma lasciando grande spazio alla mia creatività.
Aveva voglia di giocare e di osare, due cose che guidano il mio lavoro da sempre e che spero lo facciano per sempre.

Una commedia. Devo ammetterti che non è immediato pensa-re al tuo nome accanto a questo genere, conoscendoti soprattutto come membro degli Afterhours. Qual è stata la tua reazione quando ti hanno fatto questa proposta?

Come dicevo, diffidente ma da subito incuriosita.
Amo le sfide e non mi faccio spaventare facilmente.
Sapevo che non sarebbe stato facile ma non avevo idea di quanto mi sarei divertito e di quanto invece alla fine sarebbe diventato facile.

Se dovessi realizzare una colonna sonora per il film dei tuoi so-gni, che film sarebbe e che caratteristiche avrebbe la soundtrack?

Non ne ho idea.
Risponderei per buon auspicio che sarebbe il prossimo film che farò.
Però se dovessi indicare una preferenza la indicherei nel regista e anziché sceglierlo tra i miei idoli internazionali te ne direi un paio italiani che al momento stimo molto: Guadagnino e De Angelis.

Hai una colonna sonora preferita? Quale?

Ne ho amate moltissime.
Una che sicuramente ricordo alla perfezione, che ho amato profondamen-te e che ho ascoltato tanto anche al di là del film è quella di “Magnolia”.

Cinema italiano o cinema estero (americano, francese, ecc) ?

Estero per formazione, ma negli ultimi anni sto guardando e apprezzando molto cinema italiano e credo sia davvero in un momento di grande fer-mento e vitalità.
Sosteniamo il cinema italiano!Andate al cinema!

Ci potrebbe essere la possibilità di trovare la tua firma su qualche altra colonna sonora?

Alessio mi ha già chiesto di firmare le musiche del suo prossimo film. Non posso svelare altro ma credo quindi che accadrà molto presto.

Tuoi prossimi impegni?

Sono già in pieno lavoro come producer di X Factor 11 al fianco di Manuel.
Quest’anno abbiamo le band e Manuel ne ha scelte tre molto diverse tra loro e molto interessanti. Ho già iniziato a lavorarci e devo dire che ci sono grandi margini di crescita per questi tre progetti.
Questo per quanto riguarda la stretta attualità, ma per il 2018 ho molte altre cose che bollono in pentola. In studio e live. Ne parleremo più avanti



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