A Vicenza in novembre arriva la nebbia

A Vicenza in novembre arriva la nebbia

Di: Yoop

A Vicenza in novembre arriva la nebbia.
Le strade della nostra piccola città partono dal traffico del centro e vanno verso una periferia fatta di campi, alberi, colline, zone industriali grigie. E studi di registrazione sotterranei.
Tutto viene immerso nella nebbia. Anche nello smog, a seconda di quanto vicino sei alle vie principali.
Abbiamo sempre avuto la sensazione che, in questo contesto, dovesse necessariamente esserci una colonna sonora per le nostre giornate. Ma percepiamo questo bisogno soprattutto nel periodo che va da novembre a febbraio.
Di più che in primavera, quando si ricomincia a stare fuori per lo spritz dopo l’ufficio, solito posto solita ora, solite facce. Di più che durante l’estate, finestrini abbassati e si va al mare per scappare dall’afa soffocante della pianura che dio non toccarmi che restiamo attaccati.
Di più adesso che in qualsiasi altro periodo dell’anno.
Con la nebbia arriva la musica che ci piace ascoltare di più e che senza non si può proprio stare.
Abbiamo anche sempre saputo che FARE musica era il modo giusto di evadere, un grande classico insomma. La musica che ascoltavamo, che ascoltiamo ancora oggi – e forse anche quella che facciamo – è musica che racconta di luoghi che in Italia non ci sono mai stati, di sensazioni che hanno sfiorato le città ma che non hanno mai fatto parte della nostra cultura, a volte di vite che non abbiamo mai vissuto.
Bellissimo modo di evadere, tuffarsi dentro un’allucinazione.
Una storia già nota, la storia di tanti gruppi di tante formazioni e di tante realtà.
Ci sentiamo però di dover spendere qualche parola sul dove vogliamo arrivare, oltre che sul dove tutto è iniziato: ecco, in fondo non lo sappiamo. Ma il bello è proprio questo , il bello è che proprio non ce ne importa.
Quello che ci piace è il percorso adoriamo il percorso faremo di tutto perché questo percorso non finisca mai.
Abbiamo uno studio di registrazione (sottoterra, appunto), giriamo i nostri stessi video, pubblichiamo con la nostra etichetta. Vogliamo raccontare la nostra storia con i nostri mezzi e solo come è nella nostra testa.
Ci piace l’idea di modificare costantemente il nostro suono, il nostro stile, siamo curiosi di vedere dove questa abitudine ci porterà. Da questa abitudine ci lasciamo trasportare, è come una corrente.
In fondo in questa nebbia ci stiamo molto bene.
Abbiamo un messaggio da mandare? Forse no, forse sono solo suggestioni, come in un film di David Lynch.
O forse il messaggio è proprio: amate la vostra nebbia.
Senza cercare di essere chi non si è, senza cercare di piacere per forza, senza cercare di uscirne per forza. Ma non vogliamo entrare nei dettagli o dare lezioni di vita.
Ci piace di più l’idea di unire con la nostra musica questo gruppo di persone a cui piace viaggiare con la testa, guardare dentro a questo caleidoscopio di colori, come se fossimo tutti dentro a questa grande allucinazione.
Come se fossimo tutti insieme dentro a questa nebbia di novembre.

Bio:

YOOP è il progetto del produttore Luca Sammartin e della cantautrice Valentina Sicco.
Nella nebbia vicentina dell’autunno 2010, lui le regala il cd di ‘Loveless’ dei My Bloody Valentine. Lei passa una notte agitata piena di meravigliosi incubi, si innamorano ed il resto è YOOP.
Atmosfere cupe e sognanti, con rimandi alla struttura compositiva e ai suoni degli anni 80/90, principalmente synthpop, dreampop e new wave inglese (Tears For Fears, Cocteau Twins) con richiami allo shoegaze di My Bloody Valentine e Slowdive. Altri artisti di riferimento sono Blonde Redhead, Doves, Radiohead, Chairlift.


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