Dai Beatles a Woodstock, ‘Revolution’ apre i battenti a Milano

Dai Beatles a Woodstock, ‘Revolution’ apre i battenti a Milano

Di Rossella Romano

“You say you want a revolution / Well, you know / We all want to change the world” cantavano I Beatles nel 1968. Ed è proprio un excursus negli anni che hanno cambiato per sempre la vita di un’intera generazione, e che hanno reso noi delle epoche successive liberi di essere, di agire, di credere, di esistere, la mostra “Revolution Musica e ribelli 1966-1970 Dai Beatles a Woodstock”. Giunge finalmente in Italia, precisamente alla Fabbrica del Vapore di Milano, la maestosa esposizione già ospitata al Victoria & Albert Museum di Londra, che racconta le storie, i protagonisti, i luoghi di quel breve e densissimo periodo.
Negli spazi adibiti all’interno della struttura meneghina, da domani 2 dicembre, sono al 4 aprile 2018, sarà protagonista un viaggio che ripercorre gli ambiti in cui le rivoluzioni di quegli anni ebbero luogo: la moda, la musica, le droghe, i locali e la controcultura; i diritti umani e le proteste di strada; il consumismo; i festival; le comunità alternative. Da Carnaby Street a Londra agli hippy di Haight-Ashbury, dall’innovazione tecnologica della Bay Area alle proteste del maggio francese, dalle comuni sparse in tutta l’America ai festival di Woodstock e dell’Isola di Wight, questi anni furono caratterizzati da un idealismo ottimista che spingeva le persone a far fronte comune per sovvertire le strutture di potere in ogni sfera della società. Una riflessione infine su quante di esse hanno prodotto un cambiamento reale e duraturo e quante invece sono andate perdute nei decenni successivi.

“Improvvisamente Carnaby Street a Londra diventa l’ombelico del mondo, la fucina dalla quale vengono espulse valanghe di idee, il luogo delle sette meraviglie, la way of life della nuova generazione” scrive Alberto Tonti, critico musicale che ha collaborato per l’allestimento alla Fabbrica Del Vapore.

C’è moltissimo da vedere, una giornata sola non basterebbe ad apprezzare tutto al meglio. Una mostra che esplora il concetto di rivoluzione davvero a 360°: Bellissima la selezione di abiti presenti in tutte le sezioni, dei cimeli e dei tantissimi vinili che arricchiscono gran parte delle sale. Presente anche un’esposizione di design con oggetti e mobilia e alla fine del percorso vi è la possibilità di gustarsi un documentario su Woodtock.

Are you ready for the revolution?
Da non perdere assolutamente.



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