I’m Not A Blonde, esce il 26 gennaio ‘The Blonde Album’. L’intervista.

I’m Not A Blonde, esce il 26 gennaio ‘The Blonde Album’. L’intervista.

THE BLONDE ALBUM è il secondo album delle I’m Not A Blonde, il duo “arty-electro-pop” milanese, in uscita il 26 gennaio per INRI. Dopo Introducing I’m Not  A  Blonde e anticipato dai singoli A Reason, Daughter e The Road, Chiara “Oakland” Castello e Camilla Matley presentano questo nuovo disco che vede la collaborazione di Daniel Hunt dei Ladytron e di Gian Maria Accusani dei Sick Tamburo. La data di presentazione del disco è prevista per il 25 gennaio al Biko di Milano.
Il 12 maggio 2017 è uscito il loro ultimo singolo “A REASON” (per Wired.it), scritto assieme a GianMaria Accusani (Sick Tamburo, Prozac+) e prodotto da Daniel Hunt (Ladytron). Seguono altri 2 singoli, Daughter lanciato da RollingStone Italia e The Road (DLSO), prima dell’uscita dell’album prevista per il 26 gennaio 2018. Quest’estate hanno suonato al Wired Next Fest prima di Max Gazzè, al Flower Fest con Levante e Peaches, al Rugby Sound Fest prima dei Planetfunk e all’Home Festival con diversi artisti tra cui Duran Duran, Moderat e Soulwax. Ecco cosa ci hanno raccontato.

Chi siete al di fuori di “I’m Not A Blonde”?
Chiara Castello è una cantante e musicista in altri progetti (attualmente in tour con Cesare Malfatti) oltre che un’ insegnante di canto. Camilla Matley è un architetto.
Come è nato il gruppo?
Ci siamo conosciute suonando insieme in un’altra band circa 4 anni fa. In quel periodo stavo (Chiara) preprando un laboratorio di sperimentazione vocale con la loopstation e ho chiesto a Camilla di accompagnarmi alla chitarra in una piccola performance a fine laboratorio. Abbiamo riarrangiato alcuni brani pop anni 80-90 con voce, chitarra, loopstation e handsonic. Quella prima data ha segnato l’inizio della nostra collaborazione, subito dopo abbiamo cominciato a scrivere insieme, prima ancora di aver deciso il nostro nome.
Come siete arrivate a “The Blonde Album”? Cosa c’è prima di questo disco?
Appena conosciute abbiamo cominciato a scrivere subito canzoni, le prime tre sono diventate il nostro EP01, poi ne abbiamo scritte altre tre (EP02) e altre 3 (EP03) è nata così la nostra trilogia di EP, pubblicati ogni 3 mesi circa tra il 2014 e 2015 e poi raccolti (con l’arrivo dell’etichetta INRI) e pubblicati tutti insieme come nostro primo LP “Introducing I’m Not A Blonde” ad inizio 2016.
I primi EP nascono da pura esigenza creativa, non avevamo definito a priori un riferimento musicale a cui riferirci, l’unica regola che ci siamo imposte era quella di usare i soli strumenti che già avevamo, e far di quello il nostro sound.
The Blonde Album nasce invece da un momento più riflessivo rispetto alla propria identita; le domande erano : ci ritroviamo o meno nelle ” etichette attribuite “e quali sono gli obbiettivi per il nostro futuro? Partendo da qui, le canzoni hanno cominciato a raccontare di questo momento, parlando di crisi appunto, di cambiamenti e ricerca d’identità. Una volta che i provini erano pronti ci siamo confrontate con GianMaria Accusani per la scrittura, volevamo rendere più solide alcune parti e il suo intervento è stato risolutivo in alcuni casi. Il mix dell’album è stato affidato a Matilde Davoli, il cui album avevamo apprezzato molto.
In questo percorso artistico come si colloca questo album? Quali sono le vostre aspettative?
Per noi questo è il primo vero album. Ci siamo già confrontate con le nostre aspettative durante la scrittura, la produzione e la realizzazione finale. Non è stato sempre semplice anzi, come dicevo è stato un percorso di crescita che ci ha messo alla prova. Siamo molto felici del risultato, ci rappresenta bene raccontando le emozioni di un momento importante del nostro percorso musicale.
Se questo è quello che c’è stato prima, cosa ci sarà dopo l’uscita dell’album? Quali sono i vostri progetti futuri?
Dopo l’uscita speriamo di fare tanti concerti, in Italia ma non solo. Il disco uscirà anche in Germania e speriamo di far conoscere la nostra musica oltre confine. Poi speriamo possano nascere collaborazioni con altri artisti che amiamo e ascoltiamo e allo stesso tempo abbiamo già voglia di scrivere cose nuove.



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