Come si scrive una canzone?

Come si scrive una canzone?

Di: Aria su Marte

E’ incredibile. Da quando a 6 anni ho imparato ad aprire lo sportellino dei cd nello stereo in salotto, credo non sia passato un giorno senza che io abbia ascoltato almeno una canzone. Con le canzoni ci conosciamo da sempre, e come vecchie compagne di gioco che ti trascini fino all’università, ho finito per crescerci assieme. Eppure non le ho mai capite fino in fondo. Le canzoni fanno quello che vogliono, non conoscono regola: vanno, vengono, si scrivono e si cancellano un po’ come pare a loro.
Gira e rigira le parole sono sempre le stesse, i soggetti pure. Come è possibile che si possano ancora scrivere canzoni sulle donne che ci hanno lasciato? Non sono già state provate tutte le possibili combinazioni accordo/ melodia con dentro frasi su “gli occhi suoi”? Per non parlare delle canzoni felici, quelle sono le mie preferite. Come diavolo ti viene in mente di scrivere una canzone felice?
Se sono felice è più facile che io scriva ad un amico di trovarci al bar più che prendermi la briga di sedermi da solo con la chitarra in mano a provare a scrivere una canzone. Quando a Luigi Tenco si chiedeva perché scrivesse solo canzoni tristi, lui rispondeva: “perché quando sono felice esco.”
Eppure queste arrivano mentre stai lavando i piatti e non hai nessuna voglia di cantare, oppure mentre sei per strada, e ti tocca fare la figura dell’idiota e sperare che non passi nessuno che ti conosce mentre canticchi un motivetto a mezza voce con la faccia dentro al tuo telefono: nel mio avrò almeno un milione di memo vocali farcite di ogni tipo di rumore urbano in sottofondo. Ancora peggio in motorino, ti tocca fermarti a bordo strada come se avessi bucato. Capita pure di scrivere canzoni straripanti di gioia e speranza, quando tu volevi solo stare sul tuo divano col portatile appoggiato alle gambe a guardare Pulp Fiction e affogare nella nostalgia.
Ma il peggio è quando provi a scriverle. Ti metti con tutta la tua buona volontà, cerchi la giusta posizione, prepari il caffè, guardi fuori dalla finestra (come se il muro giallo scrostato del tuo vicino di casa potesse in qualche modo spalancare universi paralleli e ispirarti melodie potenti) e poi niente. Il nulla. Scena muta come alle interrogazioni di algebra al liceo. Dopo qualche ora inizi a farti delle domande. Che forse tutto il talento che credevi di avere è una mezza cazzata, che tu hai pure trascinato per anni gli amici ai tuoi concerti e loro hanno anche finto benissimo di divertirsi, convincendoti a suon di pacche sulle spalle di avere del talento. Che poi alla fine quel lavoro in azienda non faceva così schifo come pensavi, avresti avuto pure la tredicesima cazzo. Chi te lo fa fare di stare qui da solo alle 10 del mattino del lunedì con i pantaloni della tuta sgualciti a cantare come uno scemo, mentre i tuoi amici sono in ufficio da un pezzo a guadagnarsi il loro posto nel mondo.
Poi qualche istante dopo invece queste arrivano, ti prendono a pugni il sistema nervoso centrale e ti fanno partorire il ritornello perfetto. Ti immagini già in studio da Linus a parlare del tuo imminente tour nei palazzetti in autunno. Col cazzo che ci vado in ufficio io.
Poi torni alla realtà e finisce che comunque queste canzoni in qualche modo decidano di farsi una passeggiata fuori dalle quattro mura di casa tua. Fai un disco e il tour in autunno lo fai davvero: anche se Linus non sa neanche che esisti e i palazzetti in realtà sono dei bar di provincia, club mezzi pieni e club mezzi vuoti. Però tu alla fine il tuo posto nel mondo te lo stai guadagnando lo stesso. A forza di ritornelli.
Ma allora vi prego qualcuno me lo dica: come diavolo si scrive una canzone?

Bio:

Aria su Marte si formano a Padova nel 2012.
Nel 2014 contattano Giuliano Dottori, per lavorare con lui alla realizzazione del loro ep di debutto “Oltre il Buio”, uscito ad Aprile dell’anno successivo.
L’EP li porta a condividere il palco con tanti artisti della scena indipendente italiana come Thegiornalisti, Appino, Nadàr Solo, Selton, Ex-Otago e Canova oltre ad essere selezionati per suonare presso l’HOME Festival di Treviso. Nello stesso anno la canzone “Oltre il Buio”, che da il titolo al disco, viene selezionata come finalista al concorso per autori “Genova x Voi” patrocinato dalla Universal.
Nel 2016 iniziano a lavorare al primo album, prodotto da Pietro Paletti e in uscita il prossimo autunno.
Nelle loro canzoni si ritrovano mescolati elementi tipici sia del pop, sia momenti di sperimentazione in territori più vicini all’elettronica.


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