Frida Kahlo, oltre il mito – recensione della mostra

Frida Kahlo, oltre il mito – recensione della mostra

Dopo le due recenti mostre a Roma e Genova, le opere di Frida Kahlo, paladina della resilienza, icona della messicanità, donna indipendente e anticonformista, arrivano finalmente anche a Milano, per una mostra-riscatto che vuole andare oltre al mito popolare dell’artista.

Frida Kahlo, oltre il mito è il titolo di questa mostra frutto di sei anni di studi e ricerche, compiute in Messico dallo stesso curatore, Diego Sileo, utilizzando inediti e sorprendenti materiali d’archivio. Le opere esposte al Mudec sono più di 100 fra quadri (una cinquantina), fotografie e lettere originali. Quasi tutte le mostre su Frida Kahlo si sono concentrate sulla vita dell’artista e le sue tormentate vicissitudini, oscurando così la cosa più importante: le sue opere. Questa mostra vuole portare nuovamente al centro dell’esposizione le opere dell’artista, per andare oltre al mito, appunto, creato e divulgato dalla cultura popolare degli ultimi decenni.

Frida Kahlo, oltre il mito

Sebbene sia indubbio che la sua relazione tormentata con Diego Rivera, il suo trauma fisico e la sua impossibilità a dare alla luce un figlio, siano parte fondamentale non solo della sua vita, ma anche della sua arte, la ricerca compiuta dal curatore in Messico ha portato a galla nuove tematiche fondamentali nell’arte di Frida: l’espressione della sofferenza vitale, la ricerca cosciente dell’Io, l’affermazione della “messicanità”, la sua leggendaria forma di resilienza. Queste tematiche sono il fulcro di tutta la mostra suddivisa in quattro sezioni: Donna, Terra, Politica e Dolore.

Frida Kahlo, oltre il mito

Frida è stata la prima donna a donare il suo corpo all’arte, rendendolo vero e proprio manifesto della sua poetica e proponendolo al pubblico senza filtri, ha rivoluzionato il ruolo della donna nell’arte per sempre. Non poteva quindi non essere Donna la prima sezione della mostra, che racchiude una serie di autoritratti ma anche di ritratti di donne messicane. Gli sguardi di ognuna delle protagoniste di questi quadri, diretti al cuore dello spettatore, rivendicano un ruolo di uguaglianza per le donne, diventando veri e propri manifesti femministi. Di efficace impatto è il quadro Autoritratto seduta sul letto, dove l’artista si è ritratta seduta su un letto con affianco una bambola, e in mano una sigaretta, in una sorta di versione dissacrante di una Vergine con bambino.

Frida Kahlo, oltre il mito

La seconda sezione, Terra, mostra il legame profondo dell’artista con la sua patria e in generale con la Madre Terra, che nella sua poetica è sia fonte di vita che di morte. L’elemento organico nelle opere di Frida è non solo ricorrente, ma fondamentale. La flora e la fauna sono onnipresenti nelle sue opere: negli autoritratti non mancano mai animali o piante, e nelle nature morte sono nascosti sentimenti umani quasi impercettibili. Un forte esempio di questa tematica è La mia nutrice e io, ritratto onirico della nutrice che ha svezzato l’artista, dipinta con indosso una maschera ancestrale.

Frida Kahlo, oltre il mito

L’opera dell’artista non può essere separata dal suo periodo storico e culturale, difatti è fortemente politica, ma evita di palesare un’ideologia. Ogni sua opera infatti vuole veicolare un messaggio di resistenza e opposizione, ma lo fa in maniera simbolica. Ciò è evidente nelle opere della sezione Politica, come Autoritratto alla frontiera tra il Messico e gli Stati Uniti.

Frida Kahlo, oltre il mito

La violenza pittorica e rappresentativa dell’artista l’ha resa paladina non solo di una profonda resilienza, ma anche di una poetica del dolore unica. La sezione Dolore è composta, infatti, da alcuni dei suoi quadri più famosi e apprezzati: Cervo ferito, un’allegoria personale; Il suicidio di Dorothy Hale, ritratto di una cara amica morta suicida; Henry Ford Hospital, uno dei suoi dipinti più cruenti che rappresenta la sua impossibilità a procreare; e La colonna rotta, un autoritratto del suo tremendo dolore.

Frida Kahlo, oltre il mito

Nonostante nelle stanze del museo risuoni la canzone di Brunori Sas, Diego e io, vi consigliamo di ascoltare Chavela Vargas, cantante messicana nonché amante di Frida Kahlo, la colonna sonora perfetta per questa mostra all’insegna della messicanità.

FRIDA KAHLO. Oltre il mito a cura di Diego Sileo, sarà al MUDEC – Museo delle Culture di Milano dal 1 febbraio al 3 giugno 2018.
Non lasciatevela scappare!

Frida Kahlo, oltre il mito



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