Il rock nella nebbia della notte

Il rock nella nebbia della notte

Di: Gabriele Finotti (Misfatto)

Non è la classica visione in stile rocker padano tipo Ligabue o Vasco Rossi. È proprio la condizione psicologica e sociale italiana negli ultimi anni del rock e dei rocker, tutti vestiti e suonati di nero, si sentono le loro chitarre ma non si vedono. La notte è buia, le luci artificiali e la nebbia sembrano  schiarirla un pochino, ma in realtà nasconde ancora di più i lineamenti del suo fantasma su un asfalto umido e senza segnaletica. Forse è giusto così, la nostra non è proprio una nazione rock, ma è comunque la nazione della melodia. In effetti anch’io, Gabriele Finotti, fondatore storico dei Misfatto, nome che esiste da 30 anni, sono un rocker emiliano e ne vado fiero, anche se Piacenza è una città molto contradditoria, se fosse una favola sarebbe “La bella addormentata”. Magari non nel bosco, ma sicuramente fra le chiese e le caserme, molte ormai dismesse. Quando si pensa troppo, si pensa anche a soluzioni, che a volte non sono tali, ma solo piccoli momenti che prolungano il presente. Così per diradare un po’ questa nebbia che ci ricopre bisogna schiudere i bocchettoni dell’apertura mentale e spazzare via tutto il bianco vapore con una ventata di rap poetico e attuale, quello di Dargen D’Amico ad esempio. In questo modo 2 mondi paralleli musicali, il rap e il rock, si incontrano sul campo neutro de “Les Fleurs du Mal” di Baudelaire. Del testo originale di Ossessione non rimane niente, se non l’ispirazione secolare del genio decadente. Il rocker si rianima, perché esso stesso è figlio del tempo, e il rapper si ricorda che lo stile e la parola sono le sue armi. La nebbia però non si dirada per molto e non basta vestirsi di nero per farsi vedere meglio…non basta più far casino per farsi sentire… Ora è solo nella storia della musica che si ripone la propria creazione musicale e si corre via, senza più pregare nessuno. Scappano tutti e nella nebbia svaniscono tutti in fretta. Ma non c’è da temere perché siamo tutti lì, anche se non ci tocchiamo e vediamo. Basta solamente dirigersi verso la collina del respiro per tornare a scaldarsi, prima o dopo che ritorni il sole, poiché saremo più in alto della nebbia, ma sempre più bassi del cielo.

Bio:

MISFATTO sono una storica rock band piacentina hanno celebrato nel 2017 i trent’anni di attività artistica, che li ha visti aprire nei numerosi live nomi importanti come NomadiMinistriMorganLacuna CoilAlberto Fortis e Irene Grandi.

“L’uomo dalle 12 dita” è il nuovo disco dei MISFATTO, disponibile da Venerdì 19 Gennaio su iTunesSpotify e tutte le principali piattaforme streaming per Orzorock Music.
 L’album si fa portatore del concetto di diversità fisica ed estetica, raccontando dell’incontro tra Gabriele Finotti e un uomo di colore con 12 dita, da cui prende forma lo scenario creativo dell’autore. Il sound della band si rinnova, aggiungendo al rock tipico del gruppo un contributo elettronico e una curata pre produzione che lo rendono attuale e di più facile ascolto. L’album vanta, inoltre, la collaborazione con Dargen D’amico nel brano “Ossessione Baudelaire”, singolo del disco, un mix tra hip hop e rock che evidenzia la volontà dei MISFATTO di aprirsi a nuovi scenari e sperimentazioni.


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