I Baustelle presentano il nuovo album: ‘Cantiamo l’amore sporco, violento, distruttivo’

I Baustelle presentano il nuovo album: ‘Cantiamo l’amore sporco, violento, distruttivo’

Di Rossella Romano

Può l’amore salvare un essere umano, soprattutto da se stesso? Per i Baustelle assolutamente no.
L’amore, in fondo, è sempre una negazione dell’io o di parte di esso, per aderire a qualcosa di altro, a qualcuno. E proprio di quell’amore che nasce da una guerra, “sporco, violento, distruttivo”, come lo definisce Francesco Bianconi, voce dei Baustelle, nella sua personale concezione, raccontano i brani di “L’amore e la violenza vol 2”. Dodici canzoni che arrivano a poco più di un anno di distanza dal primo capitolo, e che saranno pubblicati il 23 marzo. Il disco è stato anticipato dal singolo “Veronica, N.2”.
Dodici nuovi pezzi facili”, recita la seconda parte del titolo del disco, scelto con “ironia e provocazione”, racconta Bianconi, “L’amore è uno dei temi più abusati di sempre nelle canzoni, codificato, cantato, logorato. Inoltre, c’è anche la citazione del film con Jack Nicholson, ‘Cinque pezzi facili’. I brani parlano della mia concezione dell’amore, che non è assolutamente salvifico. Amare significa annullarsi per concedersi ad altro, per aderire ad altro, che sia una persona, un entità, qualcosa di più grande di noi. La negazione dell’io. Nella mia concezione, nella migliore delle ipotesi, ci scappa il morto. Ma se tu riesci ad annullarti e a dare all’altro senza chiedere in cambio nulla può sublimarsi nel piacere più grande che c’è. Viviamo, però, in una società che non promuove assolutamente questo tipo di concezione, anzi è il contrario, ci troviamo in una società di grande massaggio all’ego”.

Le “Dodici canzoni facili” dei Baustelle sono nate in tour, una novità assoluta per la band, che di solito compone i propri pezzi al piano: “E’ la prima volta che capita una cosa del genere”, racconta Claudio Brasini, “La struttura dei pezzi sicuramente rispecchia il modo in cui sono state composte, utilizzando lo strumento che avevamo a portata di mano: la chitarra. Nei momenti che precedevano o successivi ai live, mi mettevo in camerino in stanza d’hotel e componevo. Poi li chiamavo per raggiungermi e fargli sentire cosa avevo scritto”, racconta il musicista.

Immaginario cinematografico, canzoni strumentali, i Baustelle si dicono disponibili ad essere contattati per scrivere colonne sonore per lungometraggi: “L’estetica del cinema e le colonne sonore sono sempre state parte di noi. Infatti, ai nostri inizi, l’intento era proprio creare un connubio tra elementi rock e colonne sonore di musicisti non tropo conosciuti. Siamo nati in un periodo in cui all’estero si iniziavano a riscoprire compositori italiani degli anni 60 e 70, che in seguito, per fortuna, sono stati rivalutati: Piccioni, Trovajoli, oltre a Morricone, ma c’era tutto un sottobosco di musicisti che venivano definiti lounge, facili da ascoltare alla fine degli anni 90, inizio 2000 e a noi piacevano cose che venivano dall’estero, dove stavano riscoprendo prima di noi italiani questi artisti. Una passione che ci ispira ancora oggi”, dice ancora Bianconi.

Le canzoni dei Baustelle nascono e si sviluppano molto spesso, prive di testo, che arriva dopo. Io sono solita comporre solo musica, ad esempio. Per cui, le colonne sonore sono assolutamente parte di noi”, conferma Rachele Bastreghi.

Anche per la promozione di questo lavoro, i Baustelle incontreranno i fan in un tour instore, che partirà il 23 marzo e toccherà le principali città italiane. Agli instore, seguiranno i concerti nei club da aprile.
Baustelle Tour 2018:
Venerdì 7 aprile – Senigallia (Ancona) – Mamamia;
Giovedì 12 aprile – Bologna – Estragon;
Venerdì 13 aprile – Fontaneto D’Agogna (Novara) – Phenomenon;
Domenica 15 aprile – Milano – Alcatraz;
Lunedì 16 aprile – Firenze – Obi Hall;
Giovedì 19 aprile – Roma – Atlantico;
Venerdì 20 aprile – Napoli – Casa della Musica;
Domenica 22 aprile – Torino – OGR;
Venerdì 27 aprile – Padova – Gran Teatro Geox.
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