Ministri live @ Alcatraz Milano 9/4/2018

Ministri live @ Alcatraz Milano 9/4/2018

Di Rossella Romano

La prima volta che vidi i Ministri dal vivo fu ai tempi de I soldi sono finiti. Una mia amica era stata ad un loro concerto e comprò il cd con la celeberrima moneta da un euro, vera, che accompagnava il disco. Mi disse: “Un live pazzesco, canzoni bellissime, ascoltali che ti piaceranno”. Aveva ragione. Qualche settimana più tardi ero sotto palco al Magnolia. Dodici anni dopo mi ritrovo all’Alcatraz ad assistere alla data milanese del tour di “Fidatevi”, nuova fatica in studio che ha visto la luce a marzo. Il concerto è sold out, lo si intuisce anche dalla fila che arriva dietro lo stabile della venue. Sono emozionata e molto curiosa di vedere cosa hanno in serbo i prodi Divi, Fede e Michele. Mentre la location sta diventando sempre più colma, ad allietate l’attesa c’è Generic Animal. Un nome che ultimamente è un po’ sulla bocca di tutti. Classe 1995, giovane e davvero promettente.

Finito il set, è il turno dei Ministri. La formazione vede oltre a Marco Ulcigrai, già presente nello scorso tour, anche Anthony Sasso, e i suoni sono pienissimi. Iniziano con “Spettri”, fresco fresco dal nuovo album, ed è un boato generale.
C’è tutto in questo live: energia, passione, lavoro durissimo, impegno, canzoni memorabili, e sudore tantissimo. Il loro e quello del pubblico.
Una setlist davvero ben equilibrata, tra brani del passato come Una Palude, Comunque, Idioti, Spingere, Tempi Bui e Noi Fuori, e pezzi recentissimi tra cui Un Dio Da Scegliere, Memoria Breve e Dimmi Che Cosa.
E ancora Diritto Al Tetto che termina con (You Gotta) Fight For Your Right (To Party) dei Beastie Boys ed una chicca: il violino di Mauro Pagani, che dal vivo è ancora più sublime, su Fidatevi (Mauro suona anche nel brano contenuto nel disco). Un bel regalo da parte della band al pubblico.
I Ministri non possono essere raccontati, vanno visti. Fidatevi della sottoscritta (per rimanere in tema).

Un percorso, il loro, che è un crescendo: musicale, testuale, emotivo.
La conclusione è lasciata, come sempre, ad Abituarsi alla Fine e allo stagediving di Divi, che fluttua sulla platea.
Un plauso alla scenografia e alle luci, davvero curatissime, rendono lo show ancora più ricco.
Soddisfazione, affetto, rock fatto come si deve, pogo, e ancora sudore.
All’uscita anche le pareti dell’Alcatraz sono sudate,
Magnifico.

Setlist 

Spettri
Crateri
Comunque
Idioti
Usami
Un dio da scegliere
Non mi conviene puntare in alto
Spingere
Memoria breve
Tra le vite degli altri
Il bel canto
Tempi bui
Dimmi che cosa

Fidatevi
(con Mauro Pagani)
Noi fuori
Una palude
Diritto al tetto
Abituarsi alla fine



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