Passerà: perché io di te non ho più paura

Passerà: perché io di te non ho più paura

Di: Simone Da Pra

Odio la violenza, in ogni sua forma, non concepisco un reale motivo per cui debba esistere. In passato ho fatto di tutto per illudermi del contrario, costruendo castelli di sabbia che con il tempo era prevedibile a tutti (tranne a me) che crollassero.
Beh, eccomi qui, dopo infiniti anni di rigetto sono finalmente riuscito a guardare in faccia la realtà ed accettarlo: la violenza esiste! Esiste e si espande a macchia d’olio a partire dalle scuole con il bullismo, fino ad arrivare a quello che è l’ambiente lavorativo e ancora peggio, a volte entra anche nelle case, in ambito domestico: proprio lì dove si è più fragili ed indifesi per via dei sentimenti. Ciò che ami ha il potere di ucciderti, si, ma sta a te permettergli o meno di farlo.
La verità è che nella mia testa a volte c’è ancora lui che grida, m’insulta, mi sminuisce a battutine poco eleganti e sfoga la sua rabbia e repressione uccidendomi lentamente con le parole. Non importa “lui” chi sia (non sono qui per crocifiggere ma per condividere, superare, aiutare) e in verità dopo un lungo percorso interiore ho capito che “lui”, finché si comporterà in questo modo, purtroppo non può essere nient’altro che Mr. Nessuno, semplicemente sbagliavo io nel dargli importanza ma non lo capivo, non lo potevo capire.
Oggi sembra ironico a dirsi ma ogni qualvolta mi ritornano in mente certi fatti, parole o mi sveglio sudato nel cuore della notte, dopo aver sognato il suo volto rossastro, gonfio ed incazzato, mi dico “Stai calmo e respira”. Si, perché il problema non sono io, come ha provato a farmi credere per anni; il problema è semplicemente dentro di lui e quindi devo lasciare che mi perda perché non mi merita in alcun modo. Io non merito di stare male per lui. Ora non è importante cosa mi sia successo, la cosa che conta è aver ritrovato la voglia di affrontare la vita dopo tanto male accumulato.

Da qualche anno combatto ogni tipo di violenza, ogni singolo giorno. Combatto perché sono un essere umano e come tale ho dei diritti ma ancora prima lotto perché voglio rispetto, per me e per gli altri. Oggi ne parlo perché prima di tutto parlarne aiuta, sempre; e poi perché so benissimo in quanti siamo, quanta gente come me esiste lì fuori. Molte persone che mi seguono nei vari social mi scrivono della loro vita e, a volte, soprattutto tra i più giovani, mi accorgo di quanto poco basti per trasformare un problema in una vera e propria malattia. Ne parlo perché purtroppo so di cosa si tratta ed è un tema che mi sta molto a cuore. Ricordo quando avevo continuamente bisogno di approvazione, mi isolavo dal mondo ed ero arrabbiato, sempre più arrabbiato. È iniziato tutto con una sensazione di ansia (unica cosa che tutt’ora in me non è ancora svanita) e in un vortice di sfiducia nei confronti degli altri, ma non so come possa andare a finire perché ad un passo dalla fine per fortuna ho trovato le forze per reagire e ricominciare a mangiare, dormire e sognare, ma so benissimo quanto sia duro il percorso. Nove volte su dieci, per non dire 11 su 10, non ne esci da solo, la tua mente continua a vedere nero, non c’è via di fuga: Nero. Nero. Solo Nero. Come un disco in vinile che s’inceppa sempre nello stesso punto e ripete sempre la stessa dannata canzone.

Si, come avrete capito parlo di violenza verbale, psicologia. Ma vi rendete conto?! Siamo nel 2018 ed esistono ancora datori di lavoro che umiliano i propri dipendenti: offese, insulti, grida, minacce e chi ne ha più ne metta.
A volte ho come l’impressione di aver fatto soltanto un brutto sogno. Per quanto io trovi tutto questo davvero disumano e quindi surreale, a volte mi sembra di vivere in un mondo diverso da quello di molte altre persone, ma non voglio dilungarmi con altri esempi altrimenti ne uscirebbe una bibbia, un’Iliade, un’ Odissea.
Fondamentalmente credo che non si debba mai smettere di parlare di violenza: in famiglia come dentro ad una canzone o ad un libro. Parlatene, parlatene sempre, soprattutto nelle scuole perché il futuro parte da lì.
Spero le mie parole possano essere d’aiuto a tutte quelle persone che stanno passando brutti momenti, vittime di bullismo o violenza di ogni genere, a partire da quella verbale che purtroppo da molti non viene nemmeno considerata violenza.

Bio:

SIMONE DA PRA è nato a Pieve di Cadore (Belluno), classe 1985. Da 2002, inizialmente sotto pseudonimo, inizia a registrare i suoi primi brani. Debutta nell’ambiente del rap italiano nel 2006 con il disco “Vita Di Ragazzi Di Oggi”. Nel 2008 pubblica “Bancarotta”, un Ep composto da 18 brani che affrontano tematiche giovani e di protesta sociale. Nel 2010 pubblica, “CabaRap”, album che vede la collaborazione con Linus e Nicola Savino, un featuring parlato estratto dal programma Deejay Chiama Italia. Nel 2013 esce “Sempre Più Scemo”, primo singolo che anticipa l’uscita del suo terzo album, dal titolo “Crisi D’Identità”. Nello stesso anno collabora con vari artisti rap come Ensi, Raige e Mondo Marcio. Nel 2015, utilizzando il suo vero nome, pubblica “Libero”, Ep che include i brani “Potrei essere proprio lei” e “L’amore è amore”. Dal 30 marzo Simone Da Pra tornerà in radio con il brano “Passerà”.


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