MANDATE QUALCUNO A DIRGLI CHE SONO PAZZO

MANDATE QUALCUNO A DIRGLI CHE SONO PAZZO

Di Elton Novara

I bambini sono demoniaci. Si, l’ho detto. L’archetipo del Male biblico è un concentrato, una purezza genuina, un sentimento mai in cattiva fede, né in buona fede, né in alcun tipo di fede. E’ una cattiveria naturale, fine a sé stessa, che gemma dall’arbusto più spietato di sempre; la totale cristallinità della via tra mente e mondo fisico, il filtro sociale ancora in boccio, l’empatia e la tanto discussa “teoria della mente” ancora avvolti dal cellophane, pronti ad essere scoperti ed attivati alle scuole elementari, affinati in una vita adulta fatta di convenzioni e modelli sociali. I bambini sono come i gatti acciambellati ai piedi degli anziani morenti; loro lo sanno, sentono il malessere con sei sensi su cinque, e ti scavano negli occhi in una frazione di secondo.
I bambini sanno quando sei pazzo. Lo capiscono, te lo dicono. Lo dicono a tutti. Non conoscono la differenza tra una patologia e l’ennesimo clown da balera piazzato in prima serata. Hannibal Lecter e Giovanna d’Arco, Syd Barett e il fottuto Capitan Ventosa. “Sei pazzo”. Comincia all’asilo. Qualsiasi cosa tu faccia, di qualsiasi cosa cerchi di parlare, “sei pazzo”. Ci vogliono anni prima di poter diventare ciechi, sordi e muti, prima bisogna andare a tentoni. Le cose si complicano quando cominciano gli adulti; le maestre, i genitori dei tuoi compagni di classe. Comincia una rincorsa disperata per divincolarsi da quello che gli americani chiamo “stigma” (fregandoci da sotto il naso la parola), il pregiudizio accollato all’anima come la divisa di un untore, Homer Simpson che lascia l’ospedale psichiatrico brandendo una bandierina con la scritta “mental”.
Pete Townshend annaspa per anni in una infelice follia infantile, ammirato dalle gesta del padre jazzista. Tra scatti d’ira e complessi di inferiorità causati da un naso caricaturale, da giovanissimo adulto smette di arrancare ed imbraccia una chitarra di terza mano. Sul palco è un falco. E’ violento e sgraziato, distruttivo ed autolesionista. Eppure, frotte di adolescenti si accalcano nei locali sotterranei di Londra per vedere la sua band, The High Numbers, i futuri The Who. Il cantante è un belloccio e il bassista un virtuoso in erba, ma a nessuno frega (ancora) nulla di loro; sul palco due disadattati, Pete ed il batterista Keith Moon, suonano con una aggressività che la maggior parte delle persone non sarebbero in grado di coltivare nell’animo neppure vivessero mille anni. Imprecano e spaccano gli strumenti, fomentati da pillole ed alcol, incolleriti dallo Stigma: “sei pazzo”. Keith è “Moon the Loon”, “Keith lo Svitato”. Eppure, è con loro che il pubblico crea una connessione; le oscurità limacciose soggiacenti alle giacche buone dei giovani Mod entrano in contatto con l’arroganza ferina dei due, la sfacciataggine lisergica, la violenza ingiustificabile e disperata. I due giovanissimi crescono, diventano due adulti ricchi, famosi ed alcolizzati. Il Grande Pubblico è una massa informe, attratto dai testi ammiccanti al suicidio di Townshend e dalle peripezie di Moon come lo sono i cosìdetti “curiosi” che rallentano in autostrada per godere di uno sguardo fugace ad un incidente d’auto, ma nel contempo irrigidito e preoccupato dal malessere trasudato dai più grandi dischi dei The Who, oramai star planetarie. La Distanza cresce, il Grande Pubblico diventa il mondo stesso, Pete e Keith baluardi di un buio patologico che massacra corpo e mente del primo e consegna alle tenebre eterne il secondo.
Syd Barrett dimentica come allacciarsi le scarpe, Giovanna d’Arco viene arsa viva. In tv c’è il concerto del primo Maggio; un quartetto di bellocci suona e canta delle canzoni su figa e vita mondana. Sono belli, vestiti da dio, e sono davvero bravi. Dieci minuti di arroganza plastica, e tutti ne godono. Perfetto. Un altro ragazzo sale sul palco molto più tardi, ed anche lui è bravissimo, la sua musica è interessante e sofisticata, ma non gli basta. Deve mostrare di avere quella scintilla, quel disinteresse verso la propria incolumità, una sfida vivente alle convenzioni. Si lancia insicuro sulla folla, cade, ride cercando di non perdere i pantaloni in diretta nazionale, viene rincorso dall’inferocita security. Io sono un bambino, e lo so, io lo so so perché ne è uscito così sgraziato, così goffo, così comico; “tu non sei pazzo”. Se ti lanci non ti prendono, hai paura di farti male, e loro lo sentono.
C’è un solo modo di eseguire il famoso “windmill” di Pete Townshend, il movimento circolare del braccio che va ad impattare le corde della chitarra come fosse parte di un mulino a vento, ed è stato lui stesso a spiegarlo; devi farti male. La mano deve colpire il manico della chitarra con una violenza inaudita e spregiudicata, pericolosa, le corde entrano sotto le unghie e le divelgono, i cantini strappano la carne dalle nocche imbrattando il battipenna di sangue. Non puoi fare un “windmill” se hai paura di farti male. Non puoi avere paura di farti male se da quando avevi tre anni ogni giorno qualcuno ti dice “sei pazzo”. Perché non esiste nulla che faccia più male.

 

BIO
Elton Novara è uno spregiudicato cantautore e chitarrista di Milano; il suo genere è una miscela di pop, electro, e cantautorato contraddistinti da una forte venatura rock e da una marcata ironia nei testi. Dopo gli esordi autoprodotti nel 2012, con cui sviluppa un solidissimo seguito nella provincia di Varese dove muove i primi passi ed ottiene la “benedizione” di Cesareo e Rocco Tanica ( Elio e le Storie Tese), realizza nel 2015 l’album d’esordio “Lei Ha Perso il Contatto con la Realtà”, prodotto da Andrea de Bernardi. Seguono più di un centinaio di concerti durante i quali divide il palco con artisti quali Dente, Pan del Diavolo, MADE, Davide van der Sfross, Nicolò Carnesi, I Cani, Pop- X, Alberto Camerini, Meganoidi e molti altri. Dopo due anni di tour per tutta Italia nelle vesti di chitarrista per i The Van Houtens (2015/2017), affronta il primo tour nazionale da solista al fianco di Auroro Borealo (già metà del duo lofi di culto “Il Culo di Mario”). Nel 2018 entra a far parte del roster Tube Agency e comincia la collaborazione con Marco Ulcigrai ( I Ministri, Le Luci della Centrale Elettrica, Il Triangolo), che vestirà i panni di produttore artistico per il secondo album di inediti, anticipato dal singolo “Papango”, featuring con i The Van Houtens accompagnato dalla b-side ” ARCI Comics”, realizzata con il produttore Davide Ferrario ( Max Pezzali, Franco Battiato). Elton è inoltre chitarrista turnista per The Van Houtens (electropop), Junior Sprea (reggae), Hollowscene (progressive), Gli Elegantissimi (side project di Davide Romagnoni, frontman dei Vallanzaska).


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