The Breeders live @Santeria Social Club – recensione

The Breeders live @Santeria Social Club – recensione

Amicizia, felicità, unione, divertimento, passione, grinta… Queste sono solo alcune parole che balenano nella mente di chi ha l’opportunità di vedere dal vivo una delle band più appassionanti della musica rock: The Breeders, che, a trentanni dalla formazione, arrivano finalmente in Italia per due show nel Bel Paese, grazie a DNA concerti: il primo a Ferrara e l’ultimo a Milano.

La band americana, fondata dalle gemelle Kim e Kelley Deal, ha dato modo a Kim di tornare al suo strumento originale: la chitarra. Dopo un paio d’anni di “gavetta” nei Pixes come bassista, Kim Deal non vedeva l’ora di tornare alla chitarra, ma soprattutto alla scrittura dei testi.

Kim e la sua banda sono una vera e propria pietra miliare della musica, non solo perché hanno avuto l’onore di suonare con grandi band come i Nirvana, ma perché con il loro sound frizzante e graffiante sono riusciti a congelare il tempo. Ascoltare i The Breeders, infatti, riporta in dietro nel tempo, agli anni ’90, in un battito di cuore.

Il Santeria Social Club straborda di fan di ogni genere ed età: i “vecchi” fan oramai cresciutelli non hanno potuto fare a meno di presenziare allo show, con o senza figli al seguito. L’età media degli spettatori è sicuramente alta, ma non mancano giovani appassionati.

Nonostante l’assenza per infortunio del gruppo spalla, il pubblico non sembra scocciato dall’attesa, ma non appena il roudie finisce di accordare gli strumenti e le luci si spengono, la trepidazione del pubblico diventa palpabile. I Breeders vengono accolti sul palco con un applauso che sembra interminabile e un amore nel cuore che sa di fraterno.

Il sorriso smagliante, oramai divenuto marchio di fabbrica di Kim, ma anche di Kelly, illumina il palco, ma il broncio altrettanto rinomato della bassista Josephine bilancia la situazione. La band inizia lo show con una grinta d’altri tempi e con un pezzo da Last Splash, album che li ha portati alla ribalta: New Year. La scaletta alterna intelligentemente capolavori intramontabili dai vecchi album (ma soprattutto da Last Splash) a pezzi freschissimi tratti dalla loro ultima fatica: All Nerve.

Il pubblico reagisce positivamente ad ogni pezzo, ma è innegabile la passione scatenata da Hit come Cannonball, No Aloha, Safari e Gigantic, cover dei Pixies durante la quale Kim imbraccia nuovamente il basso. A chiudere lo show la rinomata Do you love me now? e l’evergreen Saints, che fa esplodere il pubblico per un saluto quasi commovente al gruppo.

La commozione è palese anche per i Breeders, quasi increduli dell’amore dimostrato dai fan italiani, e forse un po’ delusi per non essersi fatti vivi prima. La band, nonostante trentanni di attività alla spalle, non ha mostrato cedimenti durante l’ora e mezza di concerto, dando vita a una performance tecnicamente ed emotivamente perfetta.

Non pochi fan si sono fermati dentro al locale in attesa dell’uscita dei Breeders dal backstage, attendendo Kim per quasi un’ora. Ma l’attesa è valsa la pena. Kim Deal ha accolto i fan superstiti con calorosi abbracci, il solito sorriso illuminante e tante belle parole per tutti.

Ce ne fossero ancora di gruppi così…

Nonostante Kim sia un’incredibile bassista e i Pixies senza di lei hanno davvero perso tanto, dopo questo show non possiamo che essere felici della sua scelta di tornare ai Breeders!



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