La stanza della musica

La stanza della musica

Di: Priscilla Bei

A chi non è capitato di avere un sogno ricorrente, uno schema narrativo che si ripresenta nel proprio mondo onirico, sempre uguale o simile a se stesso? Beh io ne ho individuati almeno un paio in questi ultimi miei trent’anni di notti “da oscar”.

Non mi soffermerò sul primo, quello meno recente, che tra l’altro era piuttosto ansiogeno, bensì voglio raccontarvi del sogno che mi sorprende ultimamente, rendendo i miei risvegli estremamente positivi.

La trama essenzialmente prevede la scoperta di nuove stanze, fino a quel momento ignorate, all’interno di un appartamento: spesso è la casa dove vivo o ho vissuto, ma capita anche di essere ospite di amici e parenti.

La sorpresa nel trovare questi ambienti nuovi, spazi neutri da reinventare mi regalano un’energia sensazionale che difficilmente riesco a lasciare sul cuscino.

Cosa fareste di una camera vuota? Di uno spazio bianco non previsto, tutto vostro, un regalo inaspettato, un po’ come questo foglio che sto riempendo di parole e ragionamenti.

Quasi sempre nelle mie produzioni oniriche, la prima cosa che penso è quella di destinare il nuovo ambiente a tutte quelle attività che sembrerebbero marginali per molti, ma essenziali per tanti altri che, come me, si cibano di apparente inutilità.

Una Stanza della Musica.

E allora mi dico: pensa che bella sarebbe questa camera piena di strumenti, tappeti a terra per tenere i piedi scalzi e tavoli dove sedersi e scrivee, lontani dalle incombenze della vita quotidiana…

Poi mi sveglio e i miei strumenti, i miei tavoli e i fogli pieni di scritte disordinate, li ritrovo in mezzo alle bollette scadute, ai giochi dei miei figli lasciati abbandonati, alle cene da inventare e agli appuntamenti da rimandare. Allora quella stanza “in più”, che fisicamente non esiste, lascio che sia uno spazio interiore solo mio, protetto da tutto e da tutti, che arredo, riempio e svuoto quando e come pare a me.

Tra queste mura friabili nascono le immagini, le parole e le melodie che poi senza quasi accorgersene diventano una canzone nuova da cantare o anche da buttare nell’indifferenziata, l’importante è saper ritrovare quella stanza luminosa per poter ricominciare a creare.

 

 

Bio:

Priscilla Bei è una cantante e cantautrice romana, che porta avanti il suo progetto di musica originale dal 2013.

Inizia il suo percorso studiando canto jazz, incuriosendosi talvolta di altri strumenti che mette poi al servizio

della scrittura. Nel 2015 esce il suo primo Ep autoprodotto, ”Una Storiavera”, realizzato in location recording

con Il Cubo Rosso, in cui prevalgono le sonorità acustiche e la ricerca melodica. Successivamente è finalista al

Premio Bruno Lauzi e al Bianca D’Aponte, dove vince la Targa “Suoni dall’Italia”. Dal 2016 collabora con

l’etichetta Lapidarie Incisioni per la produzione del suo primo vero lavoro discografico, “Facciamo finta che si

andato tutto bene”, la cui uscita è prevista il 2 febbraio 2018.

 


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