Libri: La recensione del saggio di Guido Giarelli

Libri: La recensione del saggio di Guido Giarelli

Di Leonardo Biccari

Titolo: Sofferenza e condizione umana. Per una sociologia del negativo nella società globalizzata
Autore: Guido Giarelli
Genere: Società e scienze sociali, Sociologia
Casa Editrice: Rubbettino Editore
Collana: #sociologie
Pagine: 624
Codice ISBN: 9788849853360

Guido Giarelli presenta un saggio che cerca di analizzare il malessere sociale che si è diffuso a partire dal XIX secolo con l’avvento dell’era industriale, e che si è protratto e acuito fino ai giorni nostri. Un malessere che si tenta di occultare perché scomodo a una eccessiva filosofia positivista del “tutto è possibile”, in un’ottica antropocentrica in cui neanche il cielo è il limite per le infinite possibilità dell’uomo contemporaneo. Giarelli mette in luce la contraddizione tra un momento storico in cui la tecnoscienza e la medicalizzazione della vita stanno modificando e illusoriamente migliorando la stessa essenza dell’uomo e della realtà, e la diffusione preoccupante di una sofferenza esistenziale derivante proprio dalle conquiste della scienza e della tecnica che, invece di aiutare, a volte sono esse stesse causa di negatività. Ed è proprio di una sociologia del negativo che per lo studioso il mondo ha bisogno: la negatività infatti non deve essere vista necessariamente solo come male, ma come opportunità di ripensare ai propri limiti, di accettare la vulnerabilità insita nell’essere umano, e di considerare la mortalità non come un difetto ma come una spinta ad agire, e ad avere più consapevolezza di sé. Sofferenza e condizione umana. Per una sociologia del negativo nella società globalizzata affronta un discorso complesso ma estremamente necessario in questi tempi di globalizzazione e rivoluzione del sistema di vita e di relazione degli uomini tra di loro e con il mondo circostante. Come afferma Miguel Benasayag, quella che viviamo è “l’epoca delle passioni tristi”, in cui le sofferenze psichiche sono diffuse oltre misura specialmente tra i giovani, in cui l’unicità della soggettività viene cancellata a beneficio di un “Io sociale” uniformato dalla virtualità, e in cui la solitudine imprime il proprio sigillo proprio in un momento di totale condivisione del proprio vissuto e dei propri pensieri. Giarelli cerca di trovare un senso nella caotica realtà naturale e virtuale in cui l’uomo arranca e in cui si sente disgregato, avvalendosi di contributi di importanti sociologi che nel corso degli anni hanno portato alla luce il problema della sofferenza, analizzata in tutte le sue sfumature. Egli crede si debba porre un limite a una dilagante rimozione collettiva di tutto ciò che è negativo e che sottolinea la fragilità dell’uomo, e alla necessità di rendere invisibile il dolore, la malattia e la morte, prima che la tecnologia e la medicina riescano a sradicare la stessa umanità e quindi il senso profondo dell’esistenza.


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