Per chi suona bombe

Per chi suona bombe

Di: Inna Cantina Sound

Ho iniziato a cantare 7 anni fa. Non sapevo neanche come si facesse, pensavano tutti fosse
un hobby passeggero.
Prima non ero mai stato un tipo particolarmente razionale, (spoiler: non lo sono mai
diventato) le idee esplodevano nella mia testa, ma non trovavo mai il modo di metterle in fila.
La musica fu quello definitivo, quello in cui mi riconobbi subito. Ricordo ancora il mio primo concerto, in un’aula occupata di un piccolo centro sociale della periferia di Roma. Chiamarlo concerto è decisamente improprio, diciamo che fu la prima volta che cantai a qualcuno che non fossero le pareti della mia cantina. Era tardo pomeriggio, eravamo non più di 20 nella stanza, 18 dei quali amici che avevo convinto con la promessa di una birra. Io e Ientu ( ndr, l’altro cantante degli Inna Cantina Sound ) avevamo solo due canzoni pronte, da cantare con le basi sotto.
Ripensando a quel giorno mi piacerebbe dire che “il resto è storia”, che da lì è stata una
sequenza di successi, ma anche questo sarebbe improprio. Da quel centro sociale sono
passati 7 anni. In questi 7 anni sono arrivate tante soddisfazioni, ma soprattutto tanta fatica.
Da due siamo diventati sette, abbiamo iniziato a comporre e suonare le nostre basi, siamo
stati ingaggiati dall’etichetta “La grande Onda” di Tommaso “Piotta” Zanello, siamo stati
invitati al Rototom Sunsplash insieme a Damian Marley. Abbiamo aperto i concerti di
Alborosie, suonato in oltre 100 date, abbiamo fatto sold-out, girato video, firmato autografi,
pubblicato 3 album. Ma questa è la faccia di quello che abbiamo fatto, quello che
raccontiamo quando dobbiamo presentarci. La realtà è che in questi 7 anni abbiamo
soprattutto sudato. Ogni musicista degno di questo nome lo sa. In questi 7 anni abbiamo
collezionato altrettanti fallimenti, abbiamo dormito in macchina, in tenda, nelle stazioni, negli aeroporti, in spiaggia, in terribili alberghi senza finestre, non abbiamo proprio dormito.
Abbiamo chiesto soldi in prestito ai nostri genitori per pagare i biglietti per andare a fare i
concerti, abbiamo coinvolto gli amici per stare ai banchetti del merchandising, siamo stati
pagati in birre, in panini, in altri concerti, in “grazie”. Abbiamo finalmente imparato la
geografia italiana a forza di fare chilometri su un camioncino sgangherato, abbiamo suonato
in paesini che non pensavamo neanche potessero esistere. Siamo rimasti senza benzina,
senza soldi, senza forze. Ma tutto, tutto, valeva sempre la pena: la musica valeva sempre la
pena. Poter mettere in battere e levare quelle idee che mi esplodevano in testa è sempre
stato il motivo. Quello che noi volevamo dire alle persone intorno a noi, e quelle persone che
si rispecchiavano nei nostri testi: è sempre stato questa la ragione per cui abbiamo accettato
tutti i fallimenti, tutto il sudore. Io non scrivo le canzoni per vendere dischi: io le scrivo per
parlare. Se poi vendo anche dischi, meglio. Ma lo farei lo stesso. E quando vedo gente che
dice di essere un cantante infamare questa professione cantando parole senza senso,
l’unica sensazione che provo è rabbia. Se l’unica cosa che conta sono i tatuaggi, i vestiti, i
video di soldi lanciati in aria, le parole inventate, io non ci sto. Non ci sto così tanto che ci ho scritto una canzone, Suona Bombe, nel nostro ultimo album. Noi suoniamo bombe,
cantiamo parole forti, cantiamo perché ci esplode dentro la necessità di mettere in musica i
nostri pensieri e le nostre idee. Non basta recitare l’alfabeto a ritmo per definirsi un cantante: i cantanti sudano. I cantanti danno tutto perché hanno tutto da dire. È solo se non hai nulla da dire che ti nascondi dietro ai tatuaggi, ai vestiti, alle collane. E quella però non è musica, non è neanche rumore: quella è una presa in giro. La musica è un’espressione di idee, di amore. Un’esplosione di sentimenti, la musica è necessità. La musica suona bombe, suona passioni, suona urgenza, suona disagio, suona ottimismo, suona speranza. La musica
suona moltissime cose, ma sicuramente non suona caramelle gommose.

 

Bio:

Gli Inna Cantina Sound, band romana portavoce del reggae-pop in Italia sono pronti a presentare il loro terzo lavoro di studio: “A Piedi Nudi“. L’album prodotto da La Grande Onda, label indie di Tommaso “Piotta” Zanello, uscirà l’11 maggio in tutti i digitale stores
e il 1 giugno su CD distribuito da Artist First, anticipato dal singolo “Non svegliarmi”.
“Abbiamo scelto il titolo A piedi nudi, perché è noi siamo questo, racchiude le nostre esperienze”, raccontano i cantanti Gianmarco Amatucci aka Jimmy, Riccando Venturini aka Ientu e Viola Rossi.
“A piedi nudi abbiamo attraversato l’Italia e l’Europa, così come siamo, a contatto con la natura, con le città e con tutte le persone che abbiamo conosciuto in questi anni di tour. A piedi nudi siamo noi e la nostra generazione, il nostro voler rimanere attaccati alle
radici ma anche un po’ con la testa tra le nuvole, freschi come il nostro suono.”
“A piedi nudi” arriva a un anno di distanza dall’uscita dell’EP “Mango Papaya” confermando i temi di una generazione che vuole divertirsi senza mai perdere di vista i temi importanti dei nostri anni.
Le sonorità reggae sono riconfermate ma si aprono a mondi nuovi.
La produzione artistica e musicale dell’intero album è stata curata da Marco “Magista“ Evangelista, il cui contributo è stato importante per la creazione di un nuovo sound: pur rimanendo fedelissimo allo stile ormai noto dei “cantinari”, infatti, l’album regala
un quid inaspettato che lo rende attuale per il mercato musicale con cui intende confrontarsi, a pieno titolo. Il risultato è un disco divertente, con elevati livelli musicali e testuali, complice il curriculum tecnico musicale di molti membri della band, cosa mediamente anomala nel mondo del raggamuffin.
Insomma, dopo più di 150 date in italia e varie apparizioni in Europa (Rototom Sunsplash, Overjam, Paxos Reggae Festival, etc.), gli Inna Cantina Sound sono pronti a regalare ai loro fedeli fan un nuovo tour estivo, ricco di pezzi del passato e di tanti gli inediti, suonato e ballato rigorosamente… A piedi nudi.

www.facebook.com/innacantinasound


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