Revenge – recensione del film

Revenge – recensione del film

Revenge è il primo lungometraggio della regista parigina Coralie Fargeat. Nonostante non sia ancora uscito nelle sale cinematografiche italiane, Revenge, sponsorizzato come primo revenge movie con protagonista una donna e diretto da una donna, ha già ricevuto innumerevoli commenti maschilisti sul trailer pubblicato in rete da Midnight Factory.

Proprio l’immagine che la società ha delle donne, ma anche e soprattutto l’immaginario femminile rappresentato nei film di genere, hanno invogliato la regista a dar vita a questa storia di vendetta e sangue. “Revenge va percepito come la degradazione del modo in cui i film di genere vengono rappresentati” dichiara Fargeat.

Il film del resto non è rappresentato in modo realistico, e come ogni buon rape and revenge ha momenti di assoluta improbabilità. Quest’aurea inreale, quasi onirica, o meglio “stupefacente”, del film è perfetta per questa storia dove violenza e sogni sembrano coesistere.

Jen è l’amante di un ricco imprenditore, giovane ed affascinante. I due sembrano essere fuggiti per un weekend romantico in una mega villa nel deserto statunitense, isolata da qualsiasi altra forma di vita. La luna di miele della coppietta viene interrotta dall’arrivo dei due soci del giovane che, durante una breve assenza dell’uomo, decidono di approfittare di Jen. La situazione degenera quando l’uomo ritorna in casa e, pur avendo scoperto l’abuso perpetrato dagli amici, si schiera dalla loro parte, costringendo Jen alla fuga.

La momentanea morte della giovane è il primo grande momento simbolico del film, dove lei, in posizione simil crocifissa, rinasce a nuova vita come una fenice, trasformandosi radicalmente: da provocante lolita ad arma di distruzione di massa. La lenta ma efficace scalata alla vendetta che compie la giovane è sicuramente irreale e improbabile, ma non per questo meno affascinante o spettacolare.

Come ogni altro film del genere questa pellicola va valutata per quello che è, evitando paragoni e accostamenti inutili.

La colonna sonora ripetitiva e quasi ipnotica, con richiami a Carpenter e Martinez; le scenografie intriganti e una sceneggiatura non troppo imbarazzante per il suo genere, rendono il film un lavoro ben riuscito, che non vi farà annoiare.

Se avete voglia di intrattenervi per poco meno di un paio d’ore ma senza impegnare troppo il cervello, e soprattutto se amate il sangue e la vendetta, non perdetevi Revenge dal 6 settembre al cinema.



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