Mirai – recensione del nuovo film di Mamoru Hosoda

Mirai – recensione del nuovo film di Mamoru Hosoda

Riparte la settima stagione Nexo Anime, gli anime al cinema, con il nuovo capolavoro del maestro Mamoru Hosoda: Mirai. Il film ha conquistato la critica di Cannes, grazie al suo realismo magico e alla sua purezza. 

Il maestro giapponese è già regista di 4 lungometraggi indimenticabili, tra cui La ragazza che saltava nel tempo e Wolf Children. Proprio come in quest’ultimo, Hosoda torna a raccontare l’infanzia, con poesia, coraggio e amore. Come in molte opere giapponesi, come i libri di Murakami Haruki o i più famosi anime dello Studio Ghibli, nelle opere del regista dello Studio Chizu la quotidiana normalità si mescola alla magia.

Mirai - recensione del film di Mamoru Hosoda

L’arrivo di un nuovo membro della famiglia sconvolge le dinamiche di ogni individuo che la compone; lo sguardo di Kun, il protagonista del film, ci mostra la purezza e l’ingenuità con la quale un bimbo di 4 anni riesce ad affrontare quest’evento, tra gelosia e accettazione.

La gelosia tra fratelli è inevitabile, ma quando in ballo c’è un neonato i genitori non possono fare altro che prendere le sue difese. È da questo schieramento compatto che incomincia il viaggio di Kun avanti e indietro nel tempo per scoprire il lato umano dei suoi familiari.

Mirai - recensione del film di Mamoru Hosoda

“La mia principale fonte di ispirazione per il film proviene dal tempo che trascorro con i miei figli” dichiara il regista. La famiglia è il denominatore comune per tutti e 5 i lungometraggi del regista. Ne La ragazza che saltava nel tempo l’argomento principale è la giovinezza, in Summer Wars la famiglia, in Wolf Children la maternità e in The boy and the beast la paternità. In Mirai l’amore filiale e le relazioni genitore-figlio sono sicuramente importanti, ma il cuore della storia è il rapporto tra un fratello “grande” e sua sorella neonata.

Oltre alla posizione di un bambino all’interno della propria famiglia, ciò che Hosoda indaga è anche il momento difficile e delicato in cui un bambino scopre di avere una sua propria identità, pur essendo saldamente legato alla storia della sua famiglia. Mirai vuol dire futuro, la piccola sorellina di Kun diventa quindi simbolo di ciò che aspetta al piccolo protagonista del film.

Mirai - recensione del film di Mamoru Hosoda

Il centro del mondo di un bambino di 4 anni non può non essere la sua casa. Intelligentemente Hosoda sviluppa la vicenda di Kun all’interno delle mura della sua stramba abitazione, progettata da un vero architetto che ha creato il progetto come se stesse ideando una casa reale. L’edificio, ne tipicamente orientale, ma nemmeno troppo occidentale, sembra quasi un palcoscenico teatrale.

Il giardino è il cuore di questa casa ed è anche il centro nevralgico per le “visioni” e le esperienze di Kun. L’albero genealogico magico, vero e proprio re del giardino e della casa, rappresenta la storia della famiglia di Kun, il suo presente, il suo passato, ma anche il suo futuro. Metafora meravigliosa anche dell’indispensabile rapporto uomo-natura.

Mirai - recensione del film di Mamoru Hosoda

“Sbrigati a crescere” sono le uniche parole che Kun rivolge alla sorellina. L’ingenuità, la purezza e l’amore racchiusi in questa frase riassumono il nuovo capolavoro del maestro Hosoda, che ci fa capire, come di consueto, l’importanza della famiglia per lo sviluppo di un individuo.

Mirai, nuovo film dello Studio Chizu, non è solo per bambini, ma è una vera e propria riscoperta dell’infanzia che non potrà lasciare indifferenti anche gli spettatori più grandicelli.

Mirai sarà al cinema SOLO il 15, 16 e 17 ottobre.

Se non puoi attendere fino al 15 ecco per te una clip esclusiva del film!



Related Articles

BRUNORI, da SAS a SRL per la nuova tournée teatrale

Dario Brunori è stato l’artista italiano dell’anno, da qualsiasi punto di vista la si guardi. Il primo punto di vista

Afterhours, esce l’album Folfiri o Folfox

Afterhours, esce l’album Folfiri o Folfox

Intervista a Salvatore Conaci, autore di Ordo Mortis

Intervista a Salvatore Conaci, autore di Ordo Mortis

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Only registered users can comment.