Siamo solo piatti spaiati: il bisogno di essere compresi, la necessità di guardare oltre le apparenze

Siamo solo piatti spaiati: il bisogno di essere compresi, la necessità di guardare oltre le apparenze

Titolo: Siamo solo piatti spaiati
Autore: Alessandro Curti
Genere: Narrativa contemporanea
Casa Editrice: C1V Edizioni
Pagine: 250
Codice ISBN: 978-8898295579
A cura di Edoardo Arundelli

 

Alessandro Curti presenta un romanzo intimamente connesso al suo lavoro di educatore, e racconta un’intensa storia di crescita e di accettazione della diversità. Il protagonista è Davide, un diciassettenne che a causa di una bravata finisce in una comunità per minori. Siamo solo piatti spaiati si apre in medias res, mentre il giovane viene prelevato dal carcere e portato nella casa famiglia, e il lettore si fa testimone dei suoi pensieri angoscianti, della sua paura di essere solo senza la protezione dei genitori, e soprattutto della sua rabbia nei confronti di una punizione ritenuta ingiusta. Come ogni adolescente, Davide è convinto di poter spaccare il mondo, e di farla sempre franca; avrà tempo da vendere e notti insonni per comprendere che non sono solo gli adulti a dover essere responsabili della propria vita, e che anche chi è nato in una buona famiglia e cresciuto in un ambiente protetto deve guadagnarsi duramente la libertà e il rispetto. Nel microcosmo della comunità Davide dovrà fare i conti con realtà estremamente diverse dalla sua, situazioni al limite di giovani lasciati a loro stessi, scappati da guerre e da miserie, e a poco a poco queste vite tanto lontane da lui si mischieranno alla sua, lo arricchiranno e lo cambieranno nel profondo. La forzata permanenza nella comunità che all’inizio gli sembrerà insopportabile diventerà con il tempo un’occasione per stare in silenzio con sé stesso, per analizzarsi e avere la forza di accettare i propri errori. A metterlo sulla buona strada, senza invadere i suoi spazi e comprendo a fondo il suo dolore e la sua rabbia, sarà uno degli educatori del centro, Andrea, un uomo capace di osservare il mondo con gli occhi puri di un bambino, che gli insegna a guardare oltre le apparenze, e ad essere coerente e onesto con tutte le persone che incontra. Una lezione di vita che Alessandro Curti impartisce a Davide e a tutti noi: in un mondo abitato da persone appartenenti a diverse culture che si fanno la guerra tra di loro, senza ricordare di essere parte di un’unica grande famiglia, in un universo di piatti spaiati e un po’ rovinati dal tempo e dalle sofferenze, basterebbe fermarsi a pensare un minuto di più, a comprendere con un po’ di attenzione, a sentire l’anima di chi si ha di fronte come simile alla propria. Solo allora la diversità diventerà ricchezza, e come Davide si troverà il modo di andare avanti, di accettarsi, di liberarsi dalle paure e di cominciare a costruire la propria vita.

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