The Sonics live @ Magazzini Generali – recensione del concerto

The Sonics live @ Magazzini Generali – recensione del concerto

È tornata in Italia la garage band per eccellenza, la mamma del postpunk, la band che ha influenzato grandi nomi partendo dai Nirvana fino ad arrivare a i The Horrors: The Sonics.

Dopo oltre 50 anni di musica, più o meno costante, e nonostante diversi cambi di formazione, Rob Lind, l’ultimo membro originale ancora in formazione, non ha mai mollato la presa, diventando il vero e proprio cuore della band. Nonostante la semplicità di certi accordi, nonostante le numerose cover divenute capi saldi della loro discografia e delle loro esibizioni, non deve essere stato facile per Lind recuperare i “giusti” sostituti per la band. Del resto non è da tutti riuscire a rievocare il sound inimitabile, graffiante e incazzato dei The Sonics.

Eppure il live del 18 ottobre ai Magazzini Generali di Milano ha dimostrato che Lind oltre a essere un inarrestabile sassofonista è anche un ottimo talent scout. La nuova formazione dei The Sonics è davvero invidiabile: partendo dal nuovissimo acquisto al basso, Don Wilhelm (The Daily Flash e The Jazz Unlimited Band); passando per il tastierista Jake Cavaliere (Lords of Altamont e The Fuzztones); per poi arrivare a Evan Foster alla chitarra e Dustin “Dusty” Watson alla batteria.

Certo la versione cantata da Evan di C’mon Everybody, brando di apertura del concerto, ha fatto dubitare per un attimo i fan italiani, ma la voce graffiante di Don Wilhelm ha dissolto ogni dubbio con una versione di Shot Down e He’s Waiting degna del 1966. Le due canzoni scritte dall’ex tastierista Gerry Roslie per Boom, l’album più iconico della band, sono fra i pochi brani originali contenuti nel disco del ’66.

La band non sembra avere bisogno di pause, passa da una canzone all’altra, con pochi interventi di Lind per introdurre i nuovi membri della band o dare qualche nota sui vari brandi della performance. Potranno suonare da oltre 50 anni, ma fidatevi di loro, non hanno bisogno di un dottore. Il live dei The Sonics sembra davvero quello di una band di ventenni, anche se l’highlander Rob Lind ormai è un ultra settantenne.

Nonostante i numerosi anni sul groppone, il concerto a Milano ha portato indietro nel tempo non solo la band, ma anche tutti gli spettatori presenti, che non possono fare a meno di ballare. Un tuffo indietro fino agli anni Sessanta, grazie a cover immortali come Louis Louis e Have love will travel entrambe di Richard Berry, e I don’t need no doctor di Nick Ashford; ma anche grazie a evergreen originali come Cindarella, Psycho e Strychnine (eseguita come brano di chiusura).

Difficile incontrare tanta professionalità e passione, unite a tanto divertimento. Rob Lind è riuscito a trovare non solo dei grandissimi musicisti, ma anche dei nuovi amici con cui divertirsi suonando dal vivo e girando il mondo in tour.

Un concerto difficile da dimenticare, per chi lo ha suonato ma anche per chi lo ha ascoltato.

Lunga vita ai The Sonics!



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