Cold War – recensione del film

Cold War – recensione del film

Dopo aver vinto il Prix de la mise en scène al Festival di Cannes e dopo aver sbancato l’European Film Awards vincendo ben 5 premi (tra cui Miglior Film, Miglior Regia e Miglior Sceneggiatura) arriva nelle sale italiane Cold War, il nuovo film del regista polacco Paweł Pawlikowski.

Sebbene il titolo possa far pensare a un film bellico, Cold War è invece una storia d’amore, che, ambientato durante la Guerra Fredda, segue le vicende di due innamorati, Zula e Viktor, e della loro personale guerra fredda amorosa. I due protagonisti sono ispirati ai genitori del regista a cui Pawlikowski ha dedicato il film. Sebbene la storia differenzi molto dalla realtà vissuta dai genitori del regista, c’è molto di loro nel film. “Erano tutti e due persone meravigliose, ma come coppia una disastro totale” ricorda Pawlikowski.

Cold War - recensione del film

Viktor è un musicista e uno dei fondatori della compagnia Mazurek, un gruppo di ballerini e cantanti che preservano la musica popolare polacca diffondendola e riportandola al popolo. Zula è una ragazza fuggita a un passato violento che viene ammessa nella compagnia grazie a un forte interesse da parte di Viktor. È così che ha inizio la loro storia d’amore, travagliata a causa dei loro caratteri incompatibili.

La storia si svolge lungo un arco temporale di 15 anni, ma il pubblico è chiamato a mettere insieme i pezzi della storia di Zula e Viktor, perché ricca di blackout. “L’amore è amore. Punto e basta” dice a un tratto Viktor a Zula. I due sono persone forti e inquiete, molto diverse, due poli opposti. Ma, nonostante le altre persone frequentate negli anni, si rendono conto che con nessun altro si sentono tanto uniti, nessuno li conosce bene come loro si conoscono. Allo stesso tempo, però, sembrano essere le uniche persone con cui non riescono a stare bene.

Cold War - recensione del film

Insieme ai due innamorati ci sono altri due protagonisti nel film: la politica e la musica. La pressione esercitata dal comunismo sulla società è palpabile. Le persone che vissero in quegli anni, ma anche i polacchi d’oggi, guardando la pellicola ritroveranno molto del loro vissuto. La musica, invece, è l’elemento che fa incontrare i protagonisti, ed è essa a esprimersi nei momenti cruciali del film.

Pawlikowski torna al bianco e nero dopo il suo Ida, Premio Oscar come Miglior Film Straniero nel 2015. Questa volta però non si tratta di una scelta stilistica voluta dal regista fin dall’inizio, ma piuttosto una scelta forzata dalla pochezza dei colori che dipingevano la Polonia in quegli anni: troppo smorti per il film “brillante” che voleva realizzare Pawlikowski.

Cold War - recensione del film

Cold War riesce finalmente a raccontare efficacemente la storia d’amore fra due persone che non riescono ad amare, in un racconto che sembra appartenere ad un altro tempo, ma che in effetti è assolutamente attuale.

Un film che ha la strada spianata per diventare il Miglior Film Straniero ai prossimi Premi Oscar: una storia romantica ma non smielata, un cast fenomenale di interpreti e tecnico, una colonna sonora intrigante e una mise en scene assolutamente accattivante.

Al cinema dal 20 dicembre. Da non perdere!

 



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