L’umanità sempre più robotica di Ekat Bork con il nuovo EP Kontrol

L’umanità sempre più robotica di Ekat Bork con il nuovo EP Kontrol

Kontrol, con la kappa, è l’ultimo EP di Ekat Bork. Per la sua realizzazione l’artista siberiana, residente in Svizzera, ha lavorato nella capitale islandese Reykjavik con il fedele produttore Francesco Fabris. Anche se in questo contesto il freddo non manca, le quattro tracce del disco (uscito per GinkhoBox) sono pervase da un’accesa passione musicale, già dimostrata nei precedenti Veramellious e YASDYES.
Parliamo di canzoni di stampo elettronico moderno dove Ekat canta, sussura e grida, con intimità, flirtando con i suoni più sperimentali e industrial. L’incastro tra cantato e base riesce sempre, senza sbavature, anche se al primo ascolto ci si può ritrovare un attimo spaesati in merito allo stile. Per tutto il disco, infatti, si percepiscono elementi di Björk, in primis, ma anche di Massive Attack, e suoni tipici di Squarepusher o Aphex Twin, senza però riferimenti espliciti. Si notano inoltre somiglianze con i Crystal Castles. Tutto sommato i samples delle basi e le melodie dei ritornelli sono ricercati, mai banali, confermando una rara maturità compositiva.
Nel primo pezzo, Zhivago, l’introduzione è soft, ammaliante, e proietta la canzone verso l’attacco ritmico di pregevole fattura. Buttando un occhio al video, l’ambientazione è quella di un mondo distante, ad esempio Marte, dove Ekat si risveglia nelle vesti di player. Presto si capisce che è un videogioco, dove ufo volanti sparano come matti e tornado di fuoco imperversano, mentre Ekat cerca di scappare a gambe levate. La musica però si distacca molto dalle immagini e il tutto rimane di difficile interpretazione, anche se divertente.
Il successivo Big Boy è un brano più lineare e custodisce una voce timida, calma, aperta come in una confessione, mentre in Heroin diventa più rauca e diretta, schietta, accompagnata dall’alternarsi di spinte in avanti e indietro della base, come fossero ondate.
Infine, nella conclusiva title-track si scopre la natura più ruvida e distorta dell’album. L’inizio è caratterizzata da un gran vociare, esplosioni o spari, creando un’atmosfera di guerra, quasi distopica. Elementi di dubstep o french core colorano la canzone, che presto assume connotati noise fibrosi. Il video di Kontrol di altissima qualità è volutamente disturbante e provocatorio, come ad esempio il bianco sterile e asettico. Impossibile non fare collegamenti con Marilyn Manson di The Dope Show e Björk di All is full of love. Vi si ritrovano infatti sia la repulsione per un corpo nudo ma finto, alieno, privo di sembianze umane e il richiamo al perverso mondo cibernetico popolato di robot umanoidi, non diversamente da quanto visto nelle pellicole di Io, Robot o Matrix.
Ed è proprio su questo che Ekat mette l’accento, sprigionando una gran voglia di rompere gli schemi, dimostrando come artista che il mondo attuale le va stretto. Stiamo un po’ tutti diventato come dei robot o zombie? Dati i recenti scandali di sicurezza informatica e privacy, il boom dell’Intelligenza Artificiale, l’ossessione dell’essere connessi online, difficile capire dove si colloca l’elemento umano nella società odierna, così decadente e sotto controllo.

Website http://www.ekatbork.com/
Fanpage https://www.facebook.com/ekatborkmusic/

 


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