Old man and the gun – recensione del film

Old man and the gun – recensione del film

Robert Redford, uno dei più grandi uomini del cinema di sempre, ha deciso di ritirarsi dalla scene con il film Old man and the gun, dando vita a un personaggio che in qualche modo sembra essere simbolo di tutta la sua filmografia: Forrest Tucker, un fuorilegge realmente esistito, ultimo esemplare di ladro gentiluomo.

Alla regia di questo ibrido fra western moderno e poliziesco anni Settanta, troviamo David Lowery, il giovane regista statunitense di Senza santi in paradiso e Storia di un fantasma. In entrambi questi film ha scelto come protagonista l’amico Casey Affleck, che ritroviamo in Old man and the gun, nel ruolo del detective all’inseguimento di Forrest.

Old man and the gun - recensione del film

La storia di Forrest Tucker è stata riesumata dal giornalista del The New Yorker David Grann in un articolo-intervista che ha dato poi vita al racconto incluso nel libro Il demone e Sherlock Holmes. La storia di questo ladro gentiluomo che non ha mai smesso di fare ciò che amava (rapinare banche), ha affascinato tutto il cast, da quello tecnico a quello artistico e non potrà non affascinare anche il pubblico.

Forrest Tucker è un anziano signore distinto che per passare il tempo e divertisti, vestito di tutto punto fin anche con un elegante cappello, passa di banca in banca a chiedere soldi… non suoi. Insieme a due amici altrettanto attempati, Tucker gira gli Stati Uniti alla ricerca di nuove banche da svaligiare, senza dare nell’occhio e soprattutto senza fare male a nessuno. L’incontro con Jewel, una donna affascinante in cerca di qualcosa di nuovo dalla vita, e con il detective Hunt, daranno una nuova spinta all’anziano e inarrestabile rapinatore…

Old man and the gun - recensione del film

“Ciò che rende unica questa storia è che si tratta di un’allegoria dell’animo da artista che non scende a compromessi. Rapinare banche non sarà l’arte più nobile, ma è questo che faceva Forrest, mettendoci il cuore. E come tutte le persone che non accettano compromessi, Forrest ha sacrificato moltissimo in termini di rapporti, di rinunce e di rischi” dichiara uno dei produttori del film.

Lowerly voleva rendere omaggio non solo ad alcuni dei più iconici film interpretati da Redford, come Butch Cassidy e La stangata, ma anche ad alcuni dei cult sugli antieroi come Bonnie e Clyde e Nick mano fredda. Nonostante Forrest Tucker sia un antieroe non si può fare a meno di tifare per lui, non solo per la passione dimostrata nei quasi 70 anni di carriera malavitosa, ma anche per la magnifica interpretazione di Redford.

Old man and the gun - recensione del film

Robert Redford ha reso perfettamente giustizia all’animo ribelle e irrefrenabile di Tucker, un uomo che ha sempre vissuto pensando che combattere il sistema e seguire la propria strada significasse restare giovani e vitali. Un po’ come l’attore e regista ottantaduenne che dall’età di ventanni non ha mai smesso di fare film con passione e amore.

Old man and the gun è visivamente accattivante, con il suo stile retrò generato dall’uso della pellicola in 16mm, ma anche dal maestro della fotografia Joe Anderson, lo scenografo Scott Kuzio e la costumista Annell Brodeur. Seppure con un sapore vintage il film è un action, misto road movie e western, che evita però di concentrarsi sulle ermi e le sparatorie (Tucker detestava utilizzarle), dando importanza ai sentimenti del protagonista e delle persone che lo circondano, diventando così quasi un film d’introspezione.

Old man and the gun - recensione del film

La storia è avvincente, la messinscena perfetta e gli interpreti d’eccezione: non solo Redford e Affleck, ma anche Sissy Spacek nel ruolo di Jewel, Tom Waits e Danny Glover nei ruoli dei compari di Tucker, e Tika Sumpter, la giovane moglie del detective Hunt.

Un film imperdibile per salutare un grande del cinema, ma anche per riscoprire il gusto di vecchi film quasi dimenticati.

Old man and the gun è al cinema dal 22 dicembre.

 



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