Ensi, “Clash”: “Un connubio di due anime, combattiva ed introspettiva”

Ensi, “Clash”: “Un connubio di due anime, combattiva ed introspettiva”

Di Rossella Romano

Il connubio di due anime che compongono un unico universo, quello di Ensi. In “Clash”, album in uscita l’1 febbraio, il rapper torinese racchiude due lati che da sempre lo contraddistinguono nel panorama dell’hip hop nostrano: l’immediatezza, che ti arriva dritta in faccia come un sonoro schiaffo con l’improvvisazione del freestyle (grazie al quale Ensi si fece conoscere e trionfò ai tempi di Spit) e, l’introspezione vera, intima, portata avanti con grande maturità sin dagli esordi.
Anche se non era una cosa voluta, questo disco ha quasi una ripartizione, sembra diviso in due. Una parte dove vado più in profondità, dove parlo di cose personali e una parte più legata al rap, che ovviamente è il carattere principale di questo disco; mettere le maiuscole sulle lettere R, A, P in un momento così globalmente variopinto di questo genere musicale. L’esigenza comunicativa che ho è quella di un ragazzo di 33 anni, con un figlio, desideroso di dimostrare attraverso il rap che si può parlare di vita, di quotidianità”, ci racconta Ensi.

il titolo ‘Clash’”, prosegue il rapper, “che tradotto significa ‘scontro’ si ritrova anche nei brani del disco. Si tratta di uno scontro completo, dapprima legato espressamente al rap, dove manifesto il voler cementificare il mio status. Si passa poi a un “clash” più emozionale, legato a domande, dubbi, paure come ad esempio in ‘Complicato’, ‘Fratello Mio’ e ‘ThemaTurbodiesel’, un brano in cui ripercorro la mia storia. Non avevo di base un messaggio unico da portare in superficie, questo album è un unione di più elementi”.

Spesso l’immaginario del rapper deve essere ricco di clichè, fa parte del nostro codice, fa parte del linguaggio del rap e sarà così per sempre. Dall’altra parte mi sembra onesto come artista parlare anche di altre cose. Questo genere musicale ti permette, fortunatamente, di affrontare tanti aspetti della vita, che magari in una società di “disvalori” faranno meno tumore. Ma io ho sempre filtrato la mia vita attraverso questa forma d’arte. Se si tratta di un rap maturo? Assolutamente si. E’ sbagliato pensare che il rap sia solo per bambini. Io ho 33 anni e questo rap ha vent’anni di storia dietro di me in Italia. E’ naturale che il rap diventi adulto, il pubblico è cresciuto con noi, sono cresciuti gli artisti stessi. E quando cresci, crescono anche le tue esigenze comunicative e se non crescono magari vivi in una teca di vetro. Basta uscire là fuori e collezionare un po’ di esperienze”, dice ancora Ensi

Rap maturo che parla di sentimenti adulti e di coppia come in ‘Vita Intera
Questo pezzo a livello di forma è uno dei momenti più unici del disco. A livello di fow, più disteso e meno serrato del mio solito, e di cadenza sul tempo, sono uscito dalla mia zona di comfort, Devo dire che questo mi ha aiutato a far venire fuori bene i concetti, che in primo luogo erano su un’altra base, più cupa. Quando ho sentito il testo sulla nuova base, che è poi quella attuale, ero felicissimo perché gli ha dato quel tono speranzoso che ha una canzone del genere. Ad oggi sto insieme da 12 anni con la mia compagna, che è anche la madre di mio figlio. So che è completamente fuori standard per un rapper, avrei dovuto esagerare ma non ce l’ho fatta (ride). Ho cercato di raccontare tutto questo in maniera carnale, narrando poeticamente gli alti e bassi della vita di coppia, tra certezze e domande. Un realismo senza filtri, l’unico modo che ho per parlare di sentimenti e di vita”.

Tra le collaborazioni di “Clash” spicca il featuring con la superstar della dancehall Agent Sasco: “Sono felicissimo di averlo nel disco. Andare a prendere una ‘canaglia’ giamaicana come lui dall’altra parte del mondo e buttarla nell’album è stato bellissimo. La musica giamaicana mi ha influenzato molto negli ultimi anni, sono sempre stato un fan. Col progetto Real Rockers mi sono avvicinato molto di più culturalmente a questo mondo. Come la tradizione in cui gli artisti giamaicani entrano nel mondo del rap e spacccano tutto, ci ho voluto provare anch’io. In realtà l’ho fatto in due modi, andando a prendere ‘in casa madre’ Agent Sasco e coinvolgendo Attila, artista pugliese che ha sempre fatto dancehall. Mi piaceva ‘contaminarmi’ in questa maniera, portandoli sulle mie basi e sulla mia attitudine”, dice Ensi.

Non dimenticare chi sei, il resto poi va tutto
ok”. Chi è Ensi adesso, in questo momento preciso della sua carriera?
“E’ un pazzo che va controcorrente, che crede ancora nei sogni. Come rapper, mi sento un privilegiato. Ho resistito a tanti cambi generazionali negli ultimi anni rimanendo sempre in gioco e facendo dischi di livello. Mi sono sempre prodigato per realizzare dei prodotti che fossero un’evoluzione coerente del mio percorso, non facendo mai cadere la mela troppo lontano dall’albero, Mi piacerebbe che il rap non venisse accostato a qualcosa di rivolto solo ai giovanissimi. Ad oggi vorrei ricoprire il ruolo di chi colma il gap tra una musica che ha una storia e che in Italia è rappresentata bene da tanti, e la tendenza attuale, che spesso relega il rap in secondo piano”, afferma Ensi.

La copertina di “Clash” ricorda, a livello di lettering, l’universo della band di Joe Strummer, come ci spiega il rapper: “’Clash’ deriva da soundclash, accezione giamaicana che si ritrova nel disco, oltre allo scontro. Con il team con cui ho lavorato alle parti grafiche della copertina abbiamo pensato, come riferimento fotografico ai Wu Tang Claan. Immagini molto mosse. Per il lettering, volevo qualcosa che potesse rendere onore al titolo di questo disco che porta con sé un carico di macigni rap. Abbiamo così guardato le copertine dei Clash, il loro era un mondo un po’ più in bianco e nero, distaccato da ciò che volevamo fare noi. Ma a livello di lettering il richiamo va sicuramente a loro”.

E il rap in Italia, tra passato e futro?: “Ho avuto la fortuna di assistere ai 15 anni più rivoluzionari dell’hip hop in Italia. La scintilla degli anni 90 ha creato lo stile, ha permesso a me di essere qui oggi. Ma sono gli anni 2000 ad aver spiegato all’Italia cos’è il rap. Con Fabri Fibra e “Tradimento” se ne sono accorti tutti che il rap esisteva anche da noi. E’ una iperbole crescente, il linguaggio più capito e più utilizzato dai giovani, per la freschezza. Ha anche portato cambiamenti per quando riguarda il mondo della discografia. Ho sempre parlato di cose che mi coinvolgono direttamente anche quando i pezzi erano molto sociali. Credo che la responsabilità soprattutto giovane, sia intrinseca ad ognuno di noi. Scindiamo l’artista dalla persona. Spesso al rap viene imputata la responsabilità, ti aspetti che, essendo una musica di linguaggio, sia coscienzioso. Ma proprio perchè arriva a tutti che sta all’individuo stesso. Io da ragazzo di 33 anni con un figlio tocco certi argomenti perché mi coinvolgono, se un mio collega di 40 anni gioca a fare l’eterno Peter Pan e non ci gira intorno, e si porta a casa ciò che gli interessa… ognuno fa il suo. La musica non salva il mondo, purtroppo. Lo dico da sconfitto. Ci possiamo provare, io nel mio piccolo ci provo. Sono orgoglioso di essere un rapper nel 2019 e sono assolutamente fiero di ciò ho fatto e sto facendo, costruendolo mattone dopo mattone”, conclude Ensi.

Ensi incontrerà i suoi fan negli store delle principali città italiane: Venerdì 01 febbraio a Roma ore 18.00 – Discoteca Laziale, Via Giovanni Giolitti 263, Sabato 02 febbraio a Milano ore 17.00 – Mondadori Duomo e Domenica 03 febbraio a Torino ore 16.00 – Feltrinelli Stazione Porta Nuova

La Tracklist:

1. CLASH FREESTYLE

2. DENG DENG feat. PATRICK BENIFEI

3. MUTOMBO

4. ROCKER

5. IVORY FREESTYLE

6. RAPPER feat. JOHNNY MARSIGLIA & AGENT SASCO

7. VITA INTERA

8. THEMA TURBODIESEL

9. AUTOGRILL FREESTYLE

10. RAT RACE feat. ATTILA

11. FRATELLO MIO

12. COMPLICATO

 

 

 


Related Articles

Frank Sent Us, intervista

 Frank Sent Us è un live set audiovisivo nel quale la musica e il video si sciolgono completamente, creando un

DrefGold, ‘Kanaglia’: ‘La mia musica? Un flusso di immagini’

DrefGold, ‘Kanaglia’: ‘La mia musica? Un flusso di immagini’

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Only registered users can comment.