Io Sono Mia, un omaggio alla memoria di un’anima forte e fragile allo stesso tempo

Io Sono Mia, un omaggio alla memoria di un’anima forte e fragile allo stesso tempo

Di Rossella Romano

Sanremo, 1989. Un anno che segna un grande ritorno sul palco dell’Ariston: quello di Mia Martini. Dopo qualche anno passato nel conforto di lettura e musica tra le mura domestiche e qualche sporadica apparizione, Mia decide di rimettesi in gioco. Un gioco che le ha dato un enorme successo, tour europei con artisti come Charles Aznavour, le ha fatto conoscere il grande amore ma l’ha anche ferita, umiliata, l’ha spezzata. Grazie al brano “Almeno tu nell’universo” scritto da Bruno Lauzi nel 1972, in contemporanea con il brano “Piccolo uomo”, grandissimo successo, la Martini, con qualche insicurezza dovuta alla sua voce diversa dopo un’operazione alle corde vocali, affronta di nuovo i riflettori. L’incontro con una giornalista, al festival per incontrare Ray Charles, ma costretta da caporedattore a intevistare Mia Martini, è la cornice di un omaggio straordinario alla cantante.

Io sono Mia” è il film che ripercorre la vita artistica e primavata di una delle artiste italiane più importanti e talentuose di tutti i tempi. La pellicola, diretta da Riccardo Donna, grande appassionato di musica, sarò al cinemema per soli 3 giorni, il 14, il 15 e 16 gennaio, per poi venire trasmessa dopo il Festival di Sanremo, co-protagonosta in questa storia appunto. Nei panni Di Mia Martini una strepitosa Serena Rossi, che di Mia ne ha riprodotto le movenze in modo ineccepibile, senza però cadere nell’imiztazione:”Sarebbe stato impossibile imitare Mia Martini, e non era ciò che desideravo. L’imitazione trovo sia qualcosa di sterile e senza sentimento. Quello che ha dovuto affrontare dopo l’operazione alle corde vocali, la voce cambiato, è stato qualcosa di veramente enorme per lei che io non ho dovuto affrontare. la mia voce è totalmente diversa, passare dal doppiaggio dell Pricipesse Disney a Mia Martini è stato molto molto impegnativo.Ho cercato di raccontare l’evoluzione artistica e personale di questa grande cantante senza pensare ad un confronto. Le ho voluto donare un pezzo del mio cuore, nonostante io non abbia vissuto i suoi dolori”, racconta l’attrice in conferenza stampa
Mel cast del lungometraggio anche Dajana Roncione nel ruolo di Loredana Bertè, Maurizio Lastrico, Lucia Mascino, Antonio Gerardi, Nina Torresi, Daniele Mariani, Francesca Turrini, Fabrizio Coniglio, Gioia Spaziani, Duccio Camerini, Simone Gandolfo, Edoardo Pesce e Corrado Invernizzi.
Proprio Loredana Bertè, sorella nota di Mia, ed Olivia (la più piccola delle tre), hanno collaborato alla realizzazione di “Io sono mia”, raccontando alla sceneggiatrice Monica Rametta, riccordi affettuosi di Mimì.
E’stato un colpo al cuore quando ho visto Serena recitare nei panni di Mia, ha studiato molto e ha preso delle cose che la caratterizzavano, come il modo in di muoversi, i suoi scatti, a volte la malinconia e il dolore che si portava dentro, ma non mostrava a nessuno. Ha dato tutto e l’ha resa umana. Mimì, invece, era una superwoman, affrontava di petto qualsiasi battaglia, ma dentro di lei era rimasta una bambina. Serena l’ha colto e ha fatto emergere quella bambina. Non so come abbia fatto senza il suo vissuto. E’andata oltre, dandomi questa emozione, che mi ha preso subito il cuore già dalla prima scena, ho visto che era lei, con la sua pettinatura classica ma cambiava quando voleva. era una pazza scatenata,. Pensavano che delle due la matta fossi io, invece la pazza era lei. Coraggiosissima, poi, perché attaccava chiunque e si faceva strada anche tra le maldicenze, finché poi non ce l’ha più fatta“, dice emozionata Loredana Berté In conferenza.

Un grandissimo lavoro, a cura di Mattia Donna & La Femme Piège, è stato fatto anche per quanto riguarda la parte musucale. Tutte le canzoni, infatti sono state risuonate e registrate nuovamente in analogco con la voce di Serena Rossi, sulla quale è stato fatto anche un grandissimo lavoro di Hair &Makup, oltre che di outfit.

Io sono mia ripercorre la strada che abbiamo inaugurato lo scorso anno con Principe Libero, distribuito sempre con Nexo prima di approdare nel Prime Time di Rai1.
Per Rai Fiction un modo di raccontare la biografia di una grande artista in maniera più moderna e anche un diverso modo di articolare la vita di un prodotto su diverse piattaforme: prima l’evento cinema e poi quello televisivo.
Il nostro è un tributo al talento intenso di una donna fuori dagli schemi, una voce unica, magnetica, emozionante.
Una grande artista della canzone italiana che ha pagato con coraggio un prezzo alto per la sua voglia di libertà e di essere se stessa nel mondo dello spettacolo e delle sue regole di mercato.
Una storia “nazional-popolare”: di un’epoca storica, che sono soprattutto gli anni ’70, gli anni del suo grande successo e gli anni ’80 quelli del suo esilio e poi del suo ritorno sulle scene. Io sono Mia è un altro ritratto di quei personaggi dello spettacolo-costume italiano dal dopoguerra, nella canzone e nel cinema, una di quelle storie identitarie del Paese che il servizio pubblico sceglie di raccontare perché fanno parte della nostra memoria condivisa, ma soprattutto perché sono in grado di parlare anche all’oggi.
Sono questi anni coraggiosi e rivoluzionari, io penso quasi più di oggi, in cui la donna rivendica un ruolo e una dignità in una società che continua ad alimentare stereotipi e esclusioni, anche in un mondo che dovrebbe essere più aperto e libero come quello della canzone e dello spettacolo.
Nel suo caso si aggiunge uno stigma infamante, un rituale tribale di esclusione.
Io sono Mia per Rai Fiction è insieme un progetto e una sfida, quella di raccontare una ritratto femminile potente, un destino luminoso e tragico, ma anche di toccare il tema della violenza sulle donne visto sotto un profilo diverso dal solito, quello subdolo della maldicenza, una forma terribile di esclusione e di ingiustizia che assomiglia a quella della caccia alle streghe in cui la diversità, l’ostinazione, il carattere indomabile venivano puniti.
Questo film per me ha la forza di riportare in vita la sua voce mai dimenticata e di raccontarla ai giovani che forse non la conoscono.
Ma ha anche il pregio di denunciare l’ingiustzia di chi ferisce con le parole e il coraggio di chi mantiene la propria dignità e la propria magica potenza intatte. Grazie Mia“, afferma Eleonora Andreatta, Direttore di Rai Fiction.

Davvero da non perdere.


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