Motta, ‘Dov’è l’Italia’: ‘Una riflessione sul nostro Paese ma non si tratta di politica’

Motta, ‘Dov’è l’Italia’: ‘Una riflessione sul nostro Paese ma non si tratta di politica’

Di Rossella Romano

Onestamente non lo so dove sta andando l’Italia, però voglio esserci. Ne sento l’urgenza, voglio stare qui. Dove andrà non ne ho idea ma per dove è adesso sembra che in qualche modo si possa ancora salvare”. Sono queste le parole di Francesco Motta, che all’imminente Festival di Sanremo presenterà sul palco dell’Ariston “Dov’è l’Italia” (nessun punto di domanda, anche perché, come dice lui stesso “quando scrivo non uso la punteggiatura”), canzone scritta e composta interamente da lui. La 69esima edizione del Festival, che si svolgerà dal 5 al 9 Febbraio, vedrà in gara l’artista nato a Pisa e cresciuto a Livorno, con un brano che nasce dall’urgenza di raccontare lo smarrimento di fronte a ciò che sta succedendo oggi in Italia, con il timore che i principi di civiltà ed umanità si possano perdere e che possa venire meno una convivenza serena.

Ispirato da un viaggio a Lampedusa, Motta ha dato vita alla sua canzone come ci racconta durante l’incontro stampa: “Ho parlato con un capitano di un caicco che mi ha raccontato una storia, è stata in qualche modo una co-scrittura da parte sua, da parte di Enzo (il capitano) riguardo la canzone. E’ una delle gocce dei tanti viaggi che ho fatto quest’anno che hanno portato alla scrittura del testo. Di solito i brano li scrivo quando torno, ma in questo caso, non so perché, ne ho scritto gran parte quando ero lontano dall’Italia. Lampedusa e New York soprattutto, mi hanno fatto vedere con lucidità qualcosa in cui non sei dentro. Ci sono dei parallelismi tra Lampedusa e New York in questo testo che vengono fuori. Nonostante veda un disincanto totale verso questo Paese, nello stesso tempo ho una grande fiducia nell’essere umano perché a Lampedusa ho conosciuto dei supereroi. Come ho conosciuto a New York questo risultato meraviglioso di avere a che fare con il diverso. Non è un discorso politico in alcun modo ma sociale. Non è stato facile tenere il filo conduttore tra le varie interpretazioni di questo pezzo, cercando di far vedere il mio disincanto, quello di mio padre insieme alla speranza verso l’essere umano. Stavo pensando, in questi giorni, che chi scrive le canzoni in qualche modo deve avere fiducia nelle persone altrimenti non avrei mai fatto sentire a voi nè questa nè le altre canzoni che ho scritto. Sembra un ossimoro, ma questa canzone è la rappresentazione di un disincanto innamoratissimo verso un paese che è malato ma è un paese in cui voglio stare, voglio avere a che fare con il diverso perché mi fa mettere in gioco. Certo, nel pezzo c’è anche il tema dei migranti, trattato non come tema politico ma umano”.

Il Paese è malato perché è maleducato”, prosegue Motta, “perché c’è mancanza di civiltà, c’è violenza, perché c’è mancanza di educazione civile. Se ho paura che questo tema possa essere strumentalizzato? Si, ma ho anche ‘paura di uscire di casa’, passatemi il termine. Ho paura di tante cose, però ci esco di casa e dico come la penso. E’ stato strumentalizzato anche ciò che ha detto Claudio Baglioni in conferenza stampa, non ha affermato nulla di politico ma di umano. E li ti rendi conto che c’è anche una mancanza dell’ovvio, ovvero il rispetto verso le altre persone, la curiosità verso il diverso. Il problema è che se vengono strumentalizzate anche queste cose, che fanno parte dell’educazione civile, e vengono nominate come retoriche e non ovvie, la preoccupazione non sta nella mala interpretazione del mio pezzo ma in qualcosa di molto più grande”.

Perché Sanremo e perché proprio con questa canzone?Quando ho detto di voler andare a Sanremo mi hanno chiesto ‘Ma sei proprio sicuro?’. E’ il Festival della canzona italiana, io scrivo canzoni in italiano per cui non mi sento fuori luogo, Non ho mai pensato che Sanremo fosse il ‘nemico’, anzi. Ho un’ansia bestiale, ma penso sia normale. Ho fatto tanti concerti nella mia vita ma quello dell’Ariston è un altro palco. Vado lì sapendo di andare ‘a casa’ anche di persone che non mi conoscono e ho tanta voglia di spiegarmi. Non do nulla per scontato. È una grossa responsabilità. Sul quel palco ci sono stato per il premio Tenco, l’altro giorno ci sono andato per fare le prove ed è davvero differente. Provare con l’orchestra poi è stato bellissimo, sono musicisti pazzeschi. Sono molto contento”.

Mi rassicura quando vado in giro per concerti vedere belle persone, mi rassicura pensare che chi verrà dopo di me sarà molto più intelligente e più bravo. Mi faranno paura i compagni e i genitori dei compagni di mio figlio, quando e se ne avrò uno”, dice ancora Motta.

“Dov’è l’Italia” non farà parte di alcun “repack”, come dice il cantautore stesso, ma sarà l’inizio di un nuovo disco, che non ha ancora una data d’uscita. Inoltre, quest’estate Motta tornerà dal vivo con una serie di concerti: “Ne abbiamo fatti troppo pochi lo scorso anno, ho davvero voglia di suonare”, afferma il cantautore.



Related Articles

Home Festival 2018, si aggiungono nuovi nomi al Day 1 e Day 2: Nic Cester, Ministri, Selton e tanti altri

Home Festival 2018, si aggiungono nuovi nomi al Day 1 e Day 2: Nic Cester, Ministri, Selton e tanti altri

Nic Cester (Jet): esce il 3 novembre ‘Sugar Rush’, primo album solista

Nic Cester (Jet), esce il 3 novembre ‘Sugar Rush’, primo album solista

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Only registered users can comment.