I Subsonica e la discoteca labirinto in cui vorremmo ballare per sempre

I Subsonica e la discoteca labirinto in cui vorremmo ballare per sempre

Di Rossella Romano

“Quale altra band vi fa ballare come i Subsonica?”, chiede Samuel alla folla in estasi durante l’attesissimo live dei Subsonica di ieri sera, seconda data milanese dell’ ‘8 tour’. Ebbene, la risposta è nei volti, nell’adrenalina e nel sudore del pubblico che ha cantato ogni singola parola e ballato ogni singolo beat, ovviamente, durante tutta la durata del live. Carichissimo, tecnologico, assolutamente ben suonato e assolutamente vissuto a pieno non solo da chi vi ha preso parte come spettatore, ma soprattutto dai protagonisti: Samuel, Boosta, Max Casacci, Ninja e Pierfunk. Vent’anni di carriera, di successi e vent’anni di uno dei dischi che ha lasciato un segno indelebile: “Microchip emozionale”.

Un dancefloor senza fine il Forum di Assago, con un palco a dir poco spettacolare: dei grandi schermi in cui vengono catturate le immagini in diretta dei cinque protagonisti e proiettati dei visual durante le canzoni, oltre ad una struttura che si muove avvicinando e allontanando i membri della band, un effetto ottico veramente notevole.

Il concerto è un vero connubio di brani che hanno contribuito a creare il suono e l’immaginario dei Subsonica, ad esempio “Tutti i miei sbagli”, come ha detto Samuel ”Se pensi ai Subsonica pensi subito a questo pezzo” (il cantante si diverte a presentarlo in stile sanremese proprio come fu sul palco dell’Ariston nel 2000), insieme a canzoni estratte dal nuovo lavoro del gruppo torinese, “8”, che dà il nome a questo tour. Ci sono anche “Aurora Sogna”, “Liberi Tutti”, “Depre”, “Benzina Ogoshi”, “Abitudine”, “Nuova Ossessione”, “L’odore” e “Discolabirinto”, che non poteva mancare. Tanti i prezzi estratti dalla nuova fatica in studio, tra cui “Bottiglie Rotte”, con cui si apre il live, “Jolly Roger”, “Punto critico” e “Respirare”, durante la quale Samuel canta su una struttura sopraelevata che lo avvicina al pubblico.

Durante il set spuntano anche delle belle sorprese: un accenno di “Creep” dei Radiohead in versione chitarra e voce, Willie Peyote che canta con i nostri “L’incubo” e la sua “I cani”, oltre a “Radioestensioni” che, come racconta, il padre gli faceva ascoltare per imparare a suonare la batteria. Ospite sul palco anche Ensi, che arricchisce “Il cielo su Torino”, già bellissima, con il suo rap. E’ tutto spinto a mille: la testiera di Boosta, con le quali fa acrobazie pazzesche, il groove di Pierfunk, il ritmo incalzante di Ninja, la potenza della chitarra di Casacci e la voce eccelsa di Samuel, che tocca picchi altissimi.
La dedica della band, attraverso le parole davvero sentite di Max Casacci, del brano “Le Onde”, è momento davvero delicato e toccante: buio in platea, le luci dei telefonini ed un’atmosfera intensa.
E’ stato un vortice di emozioni, ricordi e sensazioni questo concerto.
La memoria corre indietro, il corpo balla senza sosta: energia, stupore, lacrime, delirio e “strade che si lasciano guidare forte”, fortissimo, in chiusura di questa serata.

I Subsonica sono tornati e sono tutti cazzi vostri”. Grazie Samuel, grazie ragazzi, per tutto questo

Set 1

Bottiglie rotte
Discolabirinto
Up Patriots to Arms(Franco Battiato cover)
Nuova ossessione
Jolly Roger
Fenice
Punto critico
Liberi tutti
Il diluvio
Perfezione
L’incredibile performance di un uomo morto

Set 2
Respirare
Cieli in fiamme
L’incubo(con Willie Peyote)
I cani(con Willie Peyote)
Radioestensioni(con Willie Peyote)
La glaciazione
Nuvole rapide
Veleno
Aurora sogna
Depre
Le onde
Il cielo su Torino (con Ensi)
L’odore
Abitudine
Benzina Ogoshi
Tutti i miei sbagli
Strade

 


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19 FebbraioAssagoconcertoforumreportSuubsonica

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