The Cosmic Tune

The Cosmic Tune

Di PINHDAR

Svuotati. Così ci si sente dopo sette anni di vita on the road quando la tua band si scioglie.

Per un pò si cerca di raccogliere i pezzi magari sostituendo gli elementi che se ne vanno per la propria strada, si fa ancora qualche passo tentando di ritrovare la vibe, il filo conduttore che ti ha portato a incidere album e a suonare in giro per il mondo la tua musica in quella condizione perfetta in cui puoi essere veramente “forever young”, perché sul palco c’è un unico essere che si muove anche se composto da quattro individui.
Quando però ti accorgi che la magia è passata e devi decidere cosa fare della tua vita ti sembra che quello che hai alle spalle sia talmente unico e speciale da non poter essere replicato mai più, anzi quasi quasi meglio smettere per non fare confronti, per non subire delusioni. Come se si fosse spenta la fiammella quella che ti permette di creare…
Già smettere ma come si fa se la musica è tutto ciò che vuoi?
Niente di meglio che andare a vedere un paio di bei concerti e piangersi un pò addosso magari accettando l’invito di un amico che è anche il direttore artistico del FIB ( Festival Internazionale di Benicassim) e una bella mattina di luglio partire alla volta della Spagna come unici superstiti della band.

Casualità o destino quando non ti aspetti che la vita ti porti così lontano da quello che sei stato fino a quel momento e contemporaneamente così vicino. Fortuna quando sotto un cielo stellato, in mezzo a una folla oceanica, dopo un’ora e mezza di brividi (ci sono i Portishead) e un bel pò di schiaffi di novità (ci sono gli Arcade Fire), resti folgorato da una rivelazione: basta andare in giro per il mondo, bisogna organizzare un festival in Italia e portarcelo il mondo.

Ok bell’idea abbiamo scherzato.

Invece quanto più è folle o la soffochi o la segui fino in fondo.
Se poi, qualche mese dopo, un altro amico che sempre casualmente è il bassista di un gruppo che vorresti far suonare proprio alla prima data di questo fantomatico Festival, invece di dirti che sei matto da legare, ti incoraggia e ti consiglia, sembra che la mano del destino si sia posata su di te indicandoti la via (per la cronaca il gruppo sono i Nada Surf ma al festival poi non vennero mai).
Come guidare fino alla meta non ci è ancora dato saperlo ma ormai è deciso.

Ovviamente sarà più piccolo e a dimensione “umana” ma dovrà essere internazionale, con tanti palchi che propongano generi diversi e tanti, tantissimi gruppi ma soprattutto dovrà essere bello, immerso nella natura e le stelle, non dimentichiamoci le stelle perché la musica va ascoltata nella cornice più magica che il Creato può offrire.
L’Italia è piena di luoghi fantastici, ci sarà pure un angolo così per noi?

Chilometri e chilometri, su e giù per lo stivale, c’è sempre qualcosa che non va bene ed ecco che quando tutto sembra far pensare a una rinuncia, un posto di cui non sia è mai sentito parlare e che non è neanche lontano da casa appare all’orizzonte.
Ci si và per incontrare conoscenti e fare un giro fuori porta, ma la catena di casualità ormai è innescata .
Tò guarda quanto verde e che bei prati, il paese è un gioiellino incastonato tra le colline ma soprattutto c’è lui: un lago incantato, nascosto e quasi disabitato che toglie il fiato dalla bellezza (già si possono sentire le note perfette che saranno suonate su quel piccolo pontile per perdersi poi sull’acqua color smeraldo), c’è perfino un campeggio nel bosco!
Quando poi scopri che il Sindaco del paese è entusiasta dell’idea e ha un genero che scrive su una nota webzine musicale allora è fatta: ormai sei cotto e non si torna più indietro.

Altri sette anni sono passati (sarà karma anche questo?), anni di fatica e di apprendimento, di sconforto e di soddisfazioni, pieni di suoni e di volti e mentre il festival, come la bella addormentata, aspetta di essere a sua volta risvegliato ed evolversi in nuova creatura mitologica, così la musica è rimasta presente e ha portato nuova linfa , si è nutrita degli altri e dopo un giro immenso è tornata al centro, è tornata da noi.
E tutte quelle canzoni mute, quei suoni sopiti nascosti sotto la pelle, sono riaffiorati e si sono allineati in un unico accordo intonato.

Le cose ti cercano bisogna avere la fortuna e il desiderio di lasciarsi trovare e muoversi nel flusso con passione.

“…Consider me, my life
There’s only a way to know
We must go on, we are falling through
We are moving to a light
Of a cosmic tune “

( Cosmic Tune – album PINHDAR)

BIO

PINHDAR è il nuovissimo progetto di Cecilia Miradoli e Max Tarenzi, già fondatori della rock band Nomoredolls e del festival A Night Like This.
È un viaggio musicale articolato e maturo tra art rock, new wave ed elettronica per raccontarsi e mettersi ancora alla prova.

Come Nomoredolls, Cecilia e Max iniziano il loro percorso producendo il primo ep in UK per poi trovare la loro strada negli USA, dove conquistano pubblico attraverso una serie di tour intensivi della East Coast. Suonano nel tempio del rock di New York, il CBGB’s, ma anche al Knitting Factory, Piano’s, Arlene’s Grocery e, tra New York e Los Angeles, producono il loro album omonimo (“Nomoredolls” – EMI) per poi tornare in Europa con concerti in Inghilterra (Astoria di Londra) e Spagna (Joy Eslava di Madrid).
Con A Night Like This Festival (www.anightlikethisfestival.com) diventano organizzatori, ideando e producendo un evento che nasce come appuntamento per appassionati di musica indie internazionale ma che, nelle sue 6 edizioni, si evolve diventando uno dei festival indipendenti di riferimento e una delle 10 location più suggestive in Italia dove ascoltare musica (Rockit).

Oggi Cecilia e Max celebrano la loro storia di amicizia profonda e amore per la musica con il nuovo progetto PNHDAR. Il disco omonimo è stato registrato interamente da loro e prodotto da Max nel loro studio d Milano.
Le tracce sono poi state affidate per il mix a Chris Brown (fonico di Londra con 20 anni di esperienza presso gli Abbey Road Studios e collaborazioni con centinaia di artisti del calibro di Radiohead e Muse) e a Dan Coutant di Sun Room Audio (NY) per il mastering.
Il lancio dell’album sui social e store musicali è previsto per le prossime settimane


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