Una diversa ipotesi di futuro come fucina per la rigenerazione del presente. L’azienda di Cristiano Chiesa-Bini.

Una diversa ipotesi di futuro come fucina per la rigenerazione del presente. L’azienda di Cristiano Chiesa-Bini.

<< i …]Tutto era cominciato una mattina di un giorno imprecisato in un futuro vicino…
Cinzia, giovane impiegata del reparto Casting-Italia dell’AZIENDA, avrebbe accolto alcuni aspiranti al ruolo di sindaco di Andria, cittadina pugliese di 100.000 abitanti. Lei si sarebbe occupata dell’estetica, mentre i suoi tre colleghi Paul, Kostas e Zhu avrebbero esaminato le capacità dialettiche, l’attitudine al ruolo e il grado di leadership dei candidati. Nel suo reparto il lavoro consisteva nello scegliere la persona giusta per interpretare un ruolo pubblico in base a canoni precisi delineati da manuali, norme e regolamenti elaborati da un altro settore dell’AZIENDA e aggiornati in base a un preciso piano di sviluppo. Quindi, di lì a poco, si sarebbe cercato chi potesse far percepire ai cittadini di Andria affidabilità, intraprendenza, coinvolgimento e sicurezza. Un giovane preparato, deciso e dalla faccia pulita>>.

A cura di Thomas Meli

Roma, Italia, anno 2055.

La giovane Cinzia ricopre il ruolo di impiegata presso L’Azienda, il mastodontico corpo organizzativo la cui funzione è quella di convogliare i sentimenti e le volontà umane verso un appiattimento che consenta una definitiva parificazione dei bisogni individuali e, per riflesso, collettivi. Lo scopo dell’Azienda – e di tutto ciò che essa include e rappresenta – è quello di cesellare un nuovo ordine mondiale nel quale vi sia una graduale sparizione di contrasti tra esseri umani. Cinzia, la cui mansione consiste nella ricerca meramente estetica di interpreti per ruoli pubblici fondamentali per il corretto conseguimento degli obiettivi globali, si troverà ben presto dinanzi a un bivio esistenziale: prestare fede alle linee guida credendo nella missione collettiva o avanzare dubbi su metodi, certo, rivolti alla salvaguardia del bene comune ma pur sempre relativi a scelte dettate dall’alto? Preservare il valore di legami umani prefabbricati o alimentare l’eterna fiamma della libertà d’animo e del libero arbitrio?

È questa – assieme a molta altra sostanza – la carne messa al fuoco da un romanzo come L’Azienda di Cristiano Chiesa-Bini (edizioni Multimage), attraverso uno sguardo rivolto a ben noti lineamenti distopico-fantascientifici ma rivoltati secondo ordini di grandezza inversamente proporzionali all’analisi dell’ipotesi futuristica in funzione dell’interpretazione del reale attuale. Il perseguimento ossessivo di una condizione socio-politico-economica che sia perfettamente in grado di instaurare un benessere eterno privo di conflitti – sembra evocare Chiesa-Bini – non sempre consente di instaurare una condizione ottimista votata all’azzeramento delle pulsioni autodistruttive del genere umano, anzi rischia di instaurare un’ulteriore forma pseudo-dittatoriale più o meno consapevole delle dinamiche negative poste in essere da un ordine mondiale comunque rivolto a un concetto di totalitarismo, per quanto in forma di bene comune.

Ne emerge un profondo e possente discorso le cui basi si fondano su di un’unica fonte di consapevolezza terrena legata all’impossibilità di classificare e, di conseguenza, distinguere il bene presente da un male pregresso, pena la generazione di ulteriori e rifocillati danni collaterali.

Titolo: L’azienda
Autore: Cristiano Chiesa-Bini
Genere: Romanzo
Casa Editrice: Multimage
Pagine: 184
Codice ISBN: 978-88-99050-00-9

Contatti
http://www.multimage.org/autori/cristiano-chiesa-bini
https://www.facebook.com/10domande
https://www.facebook.com/ccb62


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