Ernia, ’68 (Till The End)’: “Il principio della mia evoluzione”

Ernia, ’68 (Till The End)’: “Il principio della mia evoluzione”

Di Rossella Romano

Esce oggi, venerdì 5 Aprile, ‘68 (TILL THE END)’, disco di Ernia. Il rapper ha pubblicato una speciale riedizione dell’album ‘68’ con7 brani inediti. Il cofanetto, in uscita per Island Records (Universal Music Italia), è già disponibile in tutti i negozi di dischi e su tutte le principali piattaforme digitali e dal 12 Aprile sarà acquistabile anche in formato doppio Lp in occasione del record store day.

In questo repack di ‘68’ ho inserito sette tracce inedite. Ho utilizzato questo progetto come inizio di un cambiamento, che poi magari non seguirà per forza questa linea, tra un disco e l’altro. Un allenamento prima di cominciare a scrivere il nuovo album, per il quale sono già al lavoro. Ho deciso di essere molto più sereno, tranquillo. In alcune tracce addirittura più divertito rispetto a ‘68’, che è stato un album molto sentito e sofferto. Sentivo addosso una certa pressione per essere arrivato ad un determinato step della mia carriera: si era realizzato il sogno che avevo da ragazzino, un disco con una major. Proprio per Universal per giunta, la discografica dei miei miti di sempre, ovvero i Club Dogo. E’ stato un album studiato, quadrato, delineato. In queste sette nuove tracce, invece, mi sento molto più sciolto. Ho voluto fare qualcosa che fosse più per me che per il pubblico. Ho voluto divertirmi per ricordarmi che questo è un lavoro benedetto, è la mia passione”, racconta Ernia durante la conferenza stampa di presentazione del disco.

E’ un progetto sopra le parti questo”, continua l’artista, “anche perché vedendo cosa sto scrivendo per il nuovo album, se ne distanzia molto. L’ho trattato un po’ come una sorta di mixtape, in cui ho inserito delle collaborazioni, artisti ed amici con i quali desideravo lavorare. C’è il feauturing con Nitro, che è anche il singolo. E’ un ragazzo della mia età, un professionista, il primo della nostra generazione ad emergere. Lo avevo chiamato per una traccia più rap, ma lui mi propose di ragionare su qualcosa di più intimo, profondo. Avevo già ‘Certi giorni’ e gli chiesi di lavorarci su. Lazza, invece, è molto forte nei freestyle e che una traccia come ‘ punch line e non poteva venire fuori una traccia come ‘Il mondo Chico’. Chadia Rodriguez è sicuramente la collaborazione più inaspettata. Sono uscito dalla mia zona di comfort, cosa che voglio fare anche con il prossimo lavoro. Ho scelto una artista lontanissima dal mio mondo, anche per raggiungere un pubblico diverso. Se non provi ad andare oltre, non riuscirai a fare dei passi avanti”.

Tra i nuovi pezzi di Erina, c’è “Un sasso nella scarpa”, che affronta il tema dei social network: “La prima strofa parla di Twitter, la seconda parla di Instagram. Su Twitter tutti dicono quello che pensano, spesso a caso, anche se non ne capiscono nulla di un certo argomento, facendo ‘scorreggiare il cervello’. Twitter è rumore, tutti si sentono in diritto di commentare.
Instagram è immagine. E’ più vicino ai ragazzi della mia generazione e ancor più vicina agli adolescenti. Non è importante se hai un contenuto, qualcosa da dare al mondo, è importante come sei vestito, se hai la faccia simpatica. Poi sotto ci aggiungi un messaggio tipo ‘Vi amo tutti’, faccina, cuoricino, saetta. E fai sentire le persone partecipi. L’importante è esserci in mezzo. Purtroppo molte persone considerano i social come la verità, prendendo la distanza ¬dagli organi ufficiali”, commenta il rapper.

Un bilancio di questo periodo? “Sono molto contento del riscontro positivo di ‘68’. Sono orgoglioso di questo lavoro, sono rimasto coerente con ciò che sono sempre stato, non aderendo ad alcuna moda. Mi sono preso i miei rischi. Un bilancio assolutamente positivo. So bene quello che so fare, ora è giunto il momento di andare fuori, bisogna allargarsi a livello artistico”, commenta Ernia.
Si parla, poi, di collaborazioni che gli piacerebbe realizzare: “Mi piacciono molto di più gli artisti diversi da me per i feauturing. Sarei molto felice di lavorare con Sfera, che un artista molto aperto, luminoso, e con Capoplaza, più cupo e che rimane legato al quartiere, ai palazzi. Poi ci sono i miei miti: Marra, Luchè, Noyz Narcos e Jake La Furia. Sarebbe molto bello”, aggiunge Ernia.

Sul finale si parla di haters e di giovani: “Se ce l’hai fatta vuol dire che hai barato, che sei raccomandato o magari massone. Le persone secondo me non guardano positivamente chi ce la fa. Un rapper che ce l’ha fatta potrebbe essere ispirante per qualche ragazzino. Magari riesco a darti uno spunto per lasciare la piazza, in cui passi il tempo a fumarti le canne e a fare cazzate. Molto spesso, invece, accade la reazione contraria. Insulti gratuiti per attirare l’attenzione. Il rap può dare una speranza. Fino a qualche anno fa ero in piazza anch’io, però lo studio, la musica, mi hanno allontanato da certe dinamiche. Ho imparato un lavoro. E non c’è solo il rapper, ci sono i produttori, gli uffici stampa, i manager. E chi riconoscerà qual è veramente il suo posto ce la potrà fare. Un ruolo molto importante è anche quello dei genitori, che dovrebbero aiutare i ragazzi a seguire la propria strada”, conclude l’artista.

Sempre da oggi, Ernia affronterà un tour instore nelle principali città italiane prima di affrontare una serie di live a partire da giugno.
Ecco le tappe degli instore
05.04 Milano, Mondadori Megastore ore 18:00
06.04 Torino, Feltrinelli Stazione ore 17:00
07.04 Firenze, Galleria del Disco ore 15:00
08.04 Roma, Discoteca Laziale ore 17:00
09.04 Napoli, Feltrinelli Stazione Garibaldi ore 18:00
10.04 Bari, Feltrinelli via Melo ore 17:00



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