La musica è un bisogno primordiale

La musica è un bisogno primordiale

di Antonio Morelli dei Baryonyx

Molte volte mi viene chiesto perché facciamo musica e la risposta che do sempre racchiude in se sia semplicità che complessità: “perché ne abbiamo bisogno”; si perché non è si tratta solo di “voglia” di fare musica, ma piuttosto di un bisogno che senti venire da dentro e che in qualche modo deve essere spinto fuori, in pasto a tutti.
Questa necessità l’ho subito sentita sin da quando abbiamo iniziato a strimpellare: avevamo la necessità di scrivere qualcosa di nostro, imparare la musica plasmandola secondo i nostri gusti. Certo è innegabile che ci ispiravamo alla musica che ascoltavamo ma allo stesso tempo non volevamo cadere nell’emulazione di altri artisti, volevamo essere solo noi stessi. Soprattutto ci piaceva vivere la spensieratezza della vita di band e il magico mondo di luci con cui il palco ti inebria.
Alla lunga però non è semplice mantenere questo standard soprattutto perché crescendo arriva inevitabilmente il giorno in cui ci si guarda negli occhi e si deve decidere se continuare così o iniziare a fare sul serio: ed è da qui che la strada si fa in salita, soprattutto perché alla lunga un progetto musicale è difficile da dover sopportare; i tuoi compagni di viaggio ti abbandonano un po’ per mancanza di voglia e un po’ per mancanza di tempo, ti scontri col mondo delle “etichette”, mitizzate come fossero esseri sovrannaturali, inizi a conoscere il mondo degli studi di registrazione che inizialmente vedi come luoghi magici ma che dopo 10 anni diventano la tua seconda casa quando sei in fase di produzione. Si deve fare i conti soprattutto con le delusioni: il pezzo che non piace agli editori perché chiedono più qualità, una qualità che però costa, e più si alzano i costi e meno persone sono disposte ad investire. A questo punto forse state iniziando a capire perchè il mondo della musica è veramente un labirinto pieno di insidie.
Ed è qui che si torna al punto di partenza: ma allora perché lo fate? Beh perché quando sei preso da una passione che è quasi trascendentale non c’è fatica o impegno che senti addosso. Quando vedi persone che cantano le tue canzoni, quando scopri che qualcosa che era nella solo tua testa adesso è nelle cuffiette di persone sparse in giro per l’Italia, allora capisci che ne vale veramente la pena. Capisci che tutti quei sacrifici e quelle fatiche non sono state vane. Perché basta anche solo una persona in tutto il mondo che ascolta la tua canzone provando un’ emozione per poter dire: “Sì, ne è valsa la pena”.
Le nostre canzoni sono un po’ tutto questo. La nostra musica e i nostri testi hanno sempre cercato di trasmettere qualcosa, a volte in modo velato altre volte in modo chiaro: è come un dialogo asincrono tra noi e chi ci ascolta, nella speranza che questa conversazione possa continuare nel brano successivo o meglio ancora vicino al palco insieme a noi a cantare. Per questo ne vale la pena e ne varrà sempre la pena.
Forse è il bisogno più primordiale di tutti quello di voler comunicare agli altri e con gli altri, altrimenti l’essere umano non si sarebbe mai evoluto, non vi pare? In un certo senso è per questo che pensiamo che la musica sia forse la forma di comunicazione più ancestrale: è chiara, è diretta, è senza filtri. Dici qualcosa e semplicemente arriva all’ascoltatore. Einstein a tal proposito disse: “L’arte è l’espressione del pensiero più profondo nel modo più semplice”. Aveva decisamente ragione.

BIO:

Il nucleo del gruppo nasce agli inzi del 2008 da un’idea dei fondatori Matteo Ceccarini (voce) e Antonio Morelli (chitarra) che iniziano come duo di musica Pop Rock adolescenziale. L’anno seguente si aggrega al gruppo il batterista Alessio Luchetta e nel 2009 avviene l’esordio discografico con l’album “Black Out”.
Dal 2010 la band sperimenta nuove sonorità Alternative Rock che portano all’uscita del singolo “Pensieri” per Play-Records e successivamente nel 2012 alla pubblicazione dell’EP “Trias” (canzoni di punta “NoSen” e “Nuvole di Vetro”) distribuito successivamente da New Dimensional Era (UK) e Ghostrecord (Italia).
Concentrandosi sulla diffusione di queste ultime produzioni la band riesce ad inserirsi in vari canali: tramite il programma UZONE ottengono alcuni passaggi televisivi su Mediaset Italia 2 rientrando anche nella Top 100 dei video più trasmessi in TV sul sito Mediaset “16mm.it”. Partecipano inoltre ad una intervista con live unplugged via Skype per la webtv messicana SayYeahTV, con collegamenti contemporanei da cinque Paesi dell’America latina.
Nel 2015 la band torna ad essere composta dal duo originario (Antonio e Matteo): in questa nuova fase, sperimentando l’utilizzo di musica elettronica, si delinea uno stile Electro Rock. Nel 2016 viene quindi pubblicato “Fuori il Blizzard”, con sonorità Alternative Electro Rock e distribuito in Italia da Audioglobe e The Orchard e a livello internazionale da Code7 via Plastic Head. Ad accompagnare l’uscita del nuovo album il gruppo gira l’Italia promuovendo il disco in radio e TV.
Nel 2017 la band entra per la prima volta in classifica nella Euro Indie Music Chart alla posizione 113 con il brano “Mondo a Colori” dell’album “Fuori il Blizzard”. Nell’estate 2017 esce il singolo “Lightly Sunrise” in collaborazione con il DJ Kinlax e nel marzo 2018 il singolo “Farsi Trascinare” che sancisce la chiusura del ciclo musicale iniziato con “Fuori il Blizzard”.
La band infatti decide di intraprendere una nuova strada, quella dell’indie italiano: vengono così pubblicati nel novembre 2018 il singolo “Mistico” e nel marzo 2019 il singolo “Demone”.


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