Rovigo

Rovigo

Dei Baruffa

Siamo seduti nella cucina in cui scriviamo tutte le nostre canzoni, nel luogo in cui abbiamo parlato di qualsiasi cosa, dove siamo arrivati a detestarci, dove non abbiamo più vergogna di essere quello che siamo.
Fuori la campagna non ci disturba, cerca di farci luce finché può e di tenerci compagnia senza metterci in imbarazzo.
Non ricordiamo nemmeno quando abbiamo iniziato a lavorare su questo pezzo, non ricordiamo quante versioni abbiamo già scartato. Sembra sempre il momento buono, ma dopo qualche ora le certezze cominciano a svanire.
Parliamo tra di noi, costruendo argomentazioni che dovrebbero convincerci ma che non fanno altro che aumentare i dubbi.
Abbiamo cercato di scrivere con gli occhi o con la mente di quelli che eravamo a diciotto anni e che, ogni tanto, vorremmo ancora essere.
Dieci anni di vita in più ti danno la possibilità di somatizzare e, forse, di descrivere meglio quello che sentivi, che vivevi e quello a cui aspiravi. Ma ti tolgono gran parte della spontaneità, della leggerezza e della convinzione.
Come dice Guccini “Era facile vivere allora, ogni ora. Chitarre e lampi di storie fugaci, di amori rapaci”. Proprio così. Ci siamo sforzati di seguire quell’istinto che in alcuni momenti ti dice che potresti ancora passare a prendere quella ragazza che avevi tanto amato al liceo e stare con lei per il resto dei giorni. Quell’istinto che ti dice che saresti ancora in tempo per girare il mondo con una chitarra.
Non sappiamo se ci siamo riusciti. Ma ormai “Rovigo” è fuori, non c’è più tempo.
Allora saliamo in macchina e la spariamo a tutto volume.
È difficile trovare un motivo, ma è come se la stessimo ascoltando per la prima volta. Sorridiamo. E i sorrisi sono veri, quelli che ti fanno sentire in completa armonia con tutto quanto, anche se per pochissimi secondi.
Ci scappa quasi una lacrima (del resto stiamo invecchiando anche noi) perché adesso lo sappiamo: quei diciottenni da qualche parte ci sono ancora e, se lo vorremo, ci saranno sempre.

BIO

“Baruffa” è il nome del progetto che nasce nell’estate del 2016 da Emanuele Rossi, Enrico Da Rù e Marco Marabese. I tre venivano da un’esperienza condivisa di band durata più di quattro anni, in cui hanno scritto canzoni e suonato dal vivo. Il nome “Baruffa” deriva dal nome del bar dove i ragazzi abitualmente si incontravano col loro manager, Cristian Gallana, nella fase in cui il progetto prendeva forma, ed è stato scelto per il forte contrasto tra l’idea che la parola suggerisce e l’indole dei componenti della band, tutt’altro che rissosa. L’idea dei Baruffa è quella di portare in musica e in parole le esperienze di vita quotidiana dei componenti, vissute direttamente o indirettamente. Il risultato è un pop/rock italiano, arricchito da sonorità elettroniche. Nel settembre del 2016 il manager Cristian Gallana li presenta al produttore Davide Maggioni. Da quel momento nasce una collaborazione che continua tuttora. Nel 2017 si piazzano fra i finalisti di Area Sanremo con il singolo “Ti darò un perché”. Nel 2018 firmano per l’etichetta “Matilde dischi” e poco tempo dopo il batterista Luca Alibardi entra a far parte del gruppo in pianta stabile. L’8 febbraio 2019 pubblicano il singolo “Nevrotica asociale” brano che raggiunge in breve tempo un ottimo successo di pubblico e critica. Attualmente stanno lavorando alla realizzazione del loro primo Album che verrà presentato con la pubblicazione del nuovo singolo “ROVIGO”. Uno spaccato di vita dal sapore anni 90 che racconta le gesta di due innamorati ai tempi del liceo nella vita di provincia. L’uscita dell’album verrà accompagnata da una intensa attività LIVE nei maggiori club italiani.


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