Insediamenti Umani

Insediamenti Umani

Di Zerella

Leggo spesso interviste di altri artisti e del loro isolarsi per riuscire a scrivere questa o quella canzone che è bloccata dentro da settimane o mesi.
Leggo queste interviste e li invidio, perché io, che i miei brani li presento ai miei compagni di viaggio degli Zerella questa selezione devo farla da solo e i brani spesso nascono da una idea, e questa idea viene spesso per strada, osservando i particolari di una città di 55000 abitanti, Avellino.
Per quanto strano, vivere in una città che soffoca la cultura anziché promuoverla ha prodotto una serie di “talenti ribelli” che stanno provando a farsi spazio nel panorama nazionale più che in città.
Come le piante danno il meglio quando sono sotto stress idrico, forse, noi artisti diamo il meglio quando intorno abbiamo meno rispetto ad altri.
Verrebbe naturale pensare che ci sono città dove fare arte è più semplice e allora penso a Milano, Roma,
Firenze o, ancora meglio, Bologna ma non ne sono più tanto sicuro se analizzo la storia della musica che ha artisti concentrati sia in piccoli centri che in grandi metropoli.
Il 5 Novembre di due anni fa, grazie a mia sorella (americanista per scelta) Avellino ha ospitato Gary
Lawless, poeta beat e bioregionalista americano che ha condiviso la sua vita con, tra gli altri, Gary Snyder.
Di Lawless mi ha colpito il fatto che, alla fine, nonostante abbia girato il mondo ha trovato nel “suo” Maine il suo posto nel mondo per fare arte. Ecco che allora ho iniziato a realizzare che forse non era un caso che le mie canzoni venissero fuori grazie alla simbiosi che in questi anni ho sviluppato con la mia città.
Una simbiosi quasi ossessiva visto il malessere che mi provoca il pensiero di dover andare via.
Le mie canzoni sono partite spesso da una scintilla nata nella mia città, incontrando persone scalciando le pietre, attraversando la strada, dissetandomi ad una fontana.
Non una persona, un pietra, una strada, una fontana qualunque ma quella specifica persona,
pietra, strada, fontana. Cose semplici ma speciali.
Come unici e speciali sono tutti i posti che ci portiamo dentro, perché la musica è fatta per le persone e le persone vivono in insediamenti umani di 300, 30000 o 3 milioni di persone.

BIO

Zerella non è solo il cognome eufonico di Ciro, cantautore e autore classe ’93 cresciuto tra i dischi, le cassette e i videogiochi della sua vecchia casa, ma anche un vero e proprio progetto cantautorale.
Dalla penna, dalla chitarra o dal pianoforte di Ciro nascono canzoni nude ed intime, successivamente vestite insieme ai musicisti che hanno sposato il progetto.
I punti di riferimento musicali del progetto affondano le radici nel cantautorato italiano e nell’ alternative rock d’oltremanica, con un’ attenzione particolare a quello che succede di bello nella musica di oggi.
Nel corso del 2017 cresce l’attenzione verso il progetto grazie all’apertura dei concerti di artisti del calibro di Gazebo Penguins, Giorgio Ciccarelli, Marlene Kuntz e molti altri.

Il disco d’esordio, Sotto Casa Tua, è uscito il 6 Aprile 2018 per l’etichetta Seahorse Recordings, preceduto dal singolo, “Nico”. Il 31 Luglio esce il secondo singolo, “Terra Boa”.
A dicembre Zerella viene selezionato tra i 30 semifinalisti del Premio Fabrizio De Andrè e la band completa con successo la campagna MusicRaiser di “Tutta Bianca”, brano che vedrà la luce nel corso dell’anno. Il 19 Febbraio 2019 esce il terzo singolo estratto, una nuova versione remixata e rimasterizzata di “Santiago Bernabeu” in duetto con Gabriele Troisi (EX), che chiuderà il cerchio aperto con Sotto Casa Tua e aprirà la strada verso nuovi progetti.


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