La mia vita con John F. Donovan – recensione del film

La mia vita con John F. Donovan – recensione del film

Arriva finalmente nelle sale italiane non l’ultimo, ma il penultimo film del giovane regista canadese Xavier Dolan: La mia vita con John F. Donovan. La pellicola segna il debutto Hollywoodiano per il regista di Mommy e, ironicamente, il film parla proprio di Hollywood e della sua ipocrisia.

Chi è John F. Donovan? Nessuno sembra davvero saperlo. Per questo motivo Rupert Turner, a 10 anni dalla morte di John, decide di pubblicare le lettere che i due si sono scambiati nell’arco di 5 anni. Rupert all’epoca era un bambino, mentre John una giovane star di una serie televisiva YA di fantascienza. I due sembrano non avere nulla in comune, eppure sono simili sotto differenti aspetti: primo fra tutti il fatto di non avere nessuno con cui essere pienamente se stessi. Per questo la loro corrispondenza è diventata così importante, quasi fondamentale, per le loro vite: nonostante la fama di John e nonostante la madre di Rupert, i due si sentono soli, abbandonati.

La mia vita con John F. Donovan - recensione del film

Il film ha inizio con la morte di John, in un scenario così familiare per Hollywood. Suicidio per overdose? Probabile. Sono spontanee e molto comodo le supposizioni che sorgono non solo ai personaggi del film ma anche agli spettatori in sala. Dieci anni dopo la morte improvvisa della celebrità, anche Rupert è diventato un noto attore ed è pronto a svelare il contenuto del suo primo libro a una giornalista che non ha la minima voglia di perdere il suo preziosissimo tempo dietro a l’ennesimo libro di una star del cinema.

Nel momento in cui, a malincuore della giornalista, l’intervista ha inizio, capiamo subito che il libro non racconta alcuna storia romanzata, ma presenta nero su bianco (o meglio dire verde su bianco) ogni pensiero, ogni emozione ed ogni sentimento che John F. Donovan ha provato negli ultimi 5 anni di vita.

Chi è John F. Donovan? Uno sportivo mancato; un marito di facciata; un uomo con una piccola disabilità; e sì, okay, anche una star della tv. Ma nel suo profondo John è una persona che non riesce ad essere se stessa, anzi, è una persona che ha annientato il suo vero Io per paura di perdere la sua vita, nonostante sia falsa e, in fin dei conti, vuota. 

La mia vita con John F. Donovan - recensione del film

Il nuovo lavoro del talentuoso, giovane regista canadese è una complessa analisi  non solo dell’ambiente Hollywoodiano, ma soprattutto, e come sempre, dell’animo umano. Ogni personaggio presente nella pellicola è un complesso individuo con una complessa anima, che traspare solo in parte nel film.

Come di consueto la scenografia e i costumi, insieme con la musica, formano un universo dolaniano inconfondibile, con note pop e del trash sempre dietro l’angolo. Rendendo la pellicola visivamente piacevole e dando alla storia e alle parole una forza sorprendente. Eppure c’è qualquadra che non cosa in questo prodotto. Nonostante il cast Hollywoodiano di tutto rispetto, nonostante la messinscena impeccabile come sempre, nonostante una storia che poteva rischiare di essere banale, ma che non lo è affatto…

La mia vita con John F. Donovan - recensione del film

Paradossalmente, nonostante il film muova una forte critica ad Hollywood, nel suo insieme, in fin dei conti, è un prodotto di Hollywood. La visceralità, la concretezza, la semplicità anche, che contraddistinguono i precedenti film di Dolan, qui sono venute a mancare, coperte da un alone patinato made in Hollywood.

Se anche il film non riesce a tenere il confronto con i precedenti lavori di Dolan, è sicuramente un film di spessore, che farà riflettere e commuovere, e a tratti anche ridere, gli spettatori. Inoltre il cast è davvero fenomenale, per cui vale la pena vedere questo film anche solo per: Kit Harington (John F. Donovan), Jacob Trmblay (Rupert da bambino), Natalie Portman (la mamma di Rupert), Susan Sarandon (la mamma di John), Kathy Bates (l’agente di John)…

Un bel film, nonostante tutto…

Al cinema dal 27 giugno 2019.

 



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