Un flusso di coscienza

Un flusso di coscienza

di Benelli

Ehi ciao siamo Benelli e questo è un flusso di coscienza misto a un po’ della nostra storia, così a caso.

Ci siamo conosciuti a quindici anni, un sacco di progetti insieme, belli o brutti, ma sinceramente non è che ci importasse più di tanto. A quell’età suonavamo per suonare, al posto dei compiti, dopo la scuola, quasi tutti i pomeriggi. Poi qualcuno inizia a dirti che non sei male a fare quello che fai e inizi a pensare un po’ più in grande. Il liceo finisce e devi prendere una scelta, una scelta che in realtà non è esistita per noi, fondamentalmente eravamo ancora dei bambini e quindi decidiamo di fare due cose: l’università, perché lo vogliono i genitori/deve esserci un piano b/in fondo un po’ ti piace e continuare a suonare per vedere se succede qualcosa. A noi non è successo nulla, però eravamo convinti di voler continuare a provarci, più che altro per un bisogno personale.

E allora d’estate, in un bar vicino alla biblioteca di Grosseto, nasce l’idea Benelli, che poi cresce grazie a Max, poi grazie a Hippo, Carota e Cimini, poi grazie a Vieri, Bazz, Carlo e tanti altri.

Presentarsi con un progetto inedito è un bel casino, o comunque lo diventa, perché oltre a tutti i problemi fisiologici dell’iniziare una cosa nuova, conviviamo giornalmente con esempi di band che escono con il primo singolo e hanno già un tour di 30 date. Quindi, magari inconsciamente, tutti si aspettano quel livello, salvo poi capire piano piano che quella cosa lì è l’eccezione e il percorso più normale prevede altro. Tempistiche non rispettate, incomprensioni, litigi, poi esce il pezzo e lo ascoltano in 100. Poi però ne esce un altro e lo ascoltano in 200, poi in 300 e così via. Sembra tipo una prova di forza per vedere quanto ci crediamo, ma la nostra convinzione è sempre stata che se una canzone dice qualcosa prima o poi la dirà a tutti. Dopo un po’ è chiaro anche che la colpa delle aspettative non rispettate non è (quasi) mai degli altri, perché la credibilità te la devi costruire e guadagnare, così come l’immagine e il rapporto con la gente, ma da questo punto di vista Bologna da un’occasione a chiunque.

In realtà per ora non possiamo raccontare molto di più, devono succedere ancora tante cose, però siamo sicuri che succederanno e quindi diamoci un appuntamento, tra un tot. Intanto vi diciamo ciao belloni!

Bio

Benelli è il progetto di Leonardo Spampani e Claudio Marciano, nati a Grosseto ma distaccati a Bologna per musica/studi/lavoro, in quest’ordine. Nell’estate 2018, terminato un altro progetto comune, si trovano a comporre nuove canzoni, più per bisogno che per un fine preciso. In qualche modo quelle canzoni arrivano a Max di Manita Dischi, che propone una collaborazione con Hyppo (Keaton), Cimini (CIMINI) e Carota (Lo Stato Sociale) dalla quale nasce un disco registrato al Donkey Studio di Medicina (BO). Le influenze provengono soprattutto dal pop italiano anni 70/80 (Dalla, Battisti, Gaetano), dal Brit Pop e dalla scena indie rock internazionale (Vampire Weekend, the 1975, Phoenix), mentre i testi si propongono come un racconto di difficoltà e situazioni tipo che vedono come protagonisti i più classici ventenni/trentenni, in bilico tra studio, lavoro, ideali, soldi, amici, amori. Dopo la pubblicazione dei primi singoli in primavera/estate, l’album è in uscita nell’autunno 2019.


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