Un altro post su FB

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Di Etanolo

Avrei potuto scrivere un post su Facebook. Ci sono cascato spesso e ci casco ancora, ma molto meno. Se qualcosa mi da fastidio, se l’argomento del giorno non mi convince, se mi scappa la battuta, se c’è una qualsiasi tensione politica, se mi sta poco simpatico qualche personaggio…tac, ecco il mio post su Facebook. Sono fondamentalmente un polemico, uno che romanza quello che vede, uno che cerca di provocare e soprattutto sono uno che sente il bisogno fisiologico di esternare quello che pensa. Questa mia vena ha i suoi fattori positivi, per esempio da qualche tempo mi fa scrivere testi e mi fa fare musica, o almeno ci provo. Di negativo però, per chi ha questa vena, è che spesso può capitare di finire ad essere l’ennesima macchietta pronta a far fracasso su internet inutilmente. Ce l’ho con quello, ce l’ho con questo, con lei, con lui e blablabla. Quel giorno però ho scritto un testo. Una polemica inutile in meno su Facebook, un brano in più per me. Però avevo voglia di un testo diverso. Venivo da anni di rap: argomenti per rapper, rime per rapper, trap, autotune, gesti da rapper, amici rapper, rap in tutte le salse. Ero nettamente saturo. Però di che parliamo? Parliamo di politica. La politica mi piace molto. Però cerchiamo di non sembrare politicizzati, cerchiamo di non sembrare militanti e soprattutto per favore cerchiamo di non fare rap politico. Però qualcosa sulle persone di destra voglio scriverlo e devo scrivere qualcosa anche sulle persone di sinistra. Devo scrivere anche qualcosa su di me, sulla mia visione. Sinistra e Destra. Ok, allora facciamo innervosire un po’ tutti e ironizziamo su cosa il mondo considera tipico di una fazione e tipico dell’altra. Sì però non voglio nemmeno una strumentale rap, nemmeno una strumentale suonata, niente chitarra, niente piano, proviamo sulla cassa dritta. Sì ma non è il tuo, dai. Tiro giù un paio di rime e provo a scandirle su dei brani house/techno trovati su Youtube. Funziona, è simpatico. Finisco la prima strofa e scrivo a Marco (Mad’s Melodies): “Marco ho bisogno di una strumentale Techno, so che è nelle tue corde, però parliamo di politica” – ” Sì ma lo sai che a me non me ne frega niente, non sto dalla parte di nessuno” – “Appunto, questa volta sfottiamo tutti, noi per primi, ma li facciamo anche ballare” – “Va bene, vieni da me in questi giorni e proviamo a tirar fuori una zarrata”. Ecco, quel giorno potevo scrivere un post su Facebook finendo nel chiacchiericcio generale ma è andata in modo diverso, che mi serva da lezione. In questi mesi ne avrei voluti scrivere a bizzeffe, ma poi prendevo le cuffie, ascoltavo le varie bozze di “TECHNO SX/DX” e mi dicevo “Manuel taci, fai parlare il pezzo quando uscirà”. Oggi è uscito finalmente, dopo le solite odissee, il pezzo è uscito e son contento di aver parlato con la musica e non con la mia tastiera. Che poi alla fine, scrivere post lunghi e polemici è da persone di sinistra o di destra? Chissà.

BIO:
Etanolo, all’anagrafe Manuel Susco, classe 1992, è un rapper/autore Torinese. Vive a Collegno, una delle città popolose dell’hinterland sabaudo. Si avvicina alla musica grazie al padre chitarrista e negli anni delle scuole medie si diletta alla batteria. Nel 2007 conosce il rap ed abbozza i primi testi in rima. Inizia a calcare i palchi nel 2008 con il collettivo rap Milizia Postatomica con cui colleziona alcuni mixtape e live in tutt’Italia. Nel 2015 collabora insieme agli stessi al brano “Giudizio Sommario” presente all’interno del disco “Educazione Sabauda” di Willie Peyote e nel periodo seguente partecipa ad alcune date del tour del medesimo album. Dal 2017 intraprende un percorso solista, dove testa sonorità diverse tra loro, pubblicando diversi singoli presenti su YouTube e Digital Stores.


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