4 SEASONS

4 SEASONS

di Keeper Louie

Un mese, quattro stagioni scritte in un mese, tra la lavanderia e il luogo di lavoro che ti ha appena fatto il lavaggio del cervello. Non doveva nemmeno esistere così in realtà, esiste solo nella mia testa.
Però quei beat qualcosa me lo volevano dire e scommetto che Anto (P-Day) già lo sapeva, prima di me. Perchè farmi ascoltare proprio quelli altrimenti?
Sta di fatto che non si tratta di un vero e proprio percorso, non fisico almeno, piuttosto un’istantanea di quei mesi, in cui cambia tutto e ti rimetti in gioco, l’inizio della tua indipendenza.
“Ho deciso che sarà un EP, il concept si basa sulle quattri stagioni” “Ok, figo!” molto semplice insomma. Ero in un periodo di crisi personale piuttosto acuta, il lavoro in cucina mi stava distruggendo e tutte quelle nuove responsabilità che dovevo fronteggiare mi stavano appesantendo più del dovuto. Ritmi serrati e frenetici, vita sociale inesistente, tornavo a casa e non volevo far altro che sparire sotto le coperte. Eppure tutto questo già esisteva nella mia testa, ma non avevo il tempo materiale per scriverlo.
Perciò mi ritrovo in lavanderia ad aspettare che le mie mutande smettano di centrifugarsi e arriva l’ispirazione “Che vita di merda” e comincio a scrivere Primavera, il ritornello per essere più precisi.
Le parole scorrono lisce come l’acqua sulle note del mio Huawei e comincio a sentire il mal di mare.
Ho un giorno di riposo settimanale, sono a casa da solo e ho voglia di una canna, fumo e comincia il delirio, scrivo Estate. In uno stato emotivo completamente alterato, poco prima stavo steso sul pavimento a piangere ascoltando “At.Long.Last.A$ap” di A$ap Rocky, e avevo tutto il diritto di farlo.
Mi sentivo fragile e invicibile allo stesso tempo, cominciavo ad entrare in intimità con me stesso.
Sono sul balcone a fumare, una sigaretta stavolta, piove, tra qualche ora inizia il turno, sarà l’ennesima giornata di merda, Milano era soltanto un sogno e adesso si è trasformata in un incubo, non so nemmeno che giorno è, non ha importanza. Scrivo Autunno, inizia il declino.
“Pausa pranzo” mezza pizza e qualche patatina fritta, il mio organismo comincia a lamentarsi della cattiva alimentazione, non mi ammmalo mai ma negli ultimi tre mesi ricordo di girare per casa come uno zombie piuttosto spesso, vorrei soltanto riposare un po’.
Sono sul terrazzo a fumare prima di inizare il servizio serale, voglio scappare da questo posto di merda, fa freddo e non conosco nessuno, non voglio conoscere nessuno perchè me ne andrò il prima possibile e riderò di quelli rimasti. Manca mezz’ora, scrivo Inverno, è fatta, ora tutti sapranno.
Anto è entusiasta, non vede l’ora di pubblicare tutto, però passano dei mesi perchè ho bisogno di metabollizare e di passare oltre. Questo è il frutto della mia frustrazione e prima che ve lo mangiate devo assicurarmi che sia maturo, perchè quando la musica viene donata all’ascoltatore, all’autore non ne rimane più nulla, non è più sua. Volevo che fosse mia per il tempo necessario e ora voglio che sia di qualcun’altro che come me passerà quei momenti e guardandosi indietro riuscirà a farne qualcosa di nuovo, di bello. Questa è l’arte.

BIO

Nato a Milano e cresciuto nella provincia, Christopher Martucci classe 95′, in arte Keeper Louie inizia il suo percorso musicale nel 2012, avvicinandosi al Rap dalle precedenti influenze Rock/Heavy Metal che strizzavano l’occhio alla cultura Hip-Hop (vedi Linkin Park). In origine con lo pseudonimo di Blasfemo, forma il colletivo rap “Outside” assieme a Mr.Strange (ora Emmeerre) e Timore nello stesso anno ma, il gruppo si scioglie nel giro di un anno per dar vita ai progetti solisti dei singoli componenti, nonostante i primi piccoli successi di zona. Nel 2014 esce il suo primo progetto “Anarchia Mixtape”, con il quale si esibisce in piccoli palchi nel Legnanese e stringe i primi contatti con il Barrio’s di Milano, locale che ha visto la nascita di molti nomi importanti della scena contemporanea. L’anno seguente pubblicherà vari singoli senza dare forma completa ad altri progetti che non vedranno mai la luce del sole. Vicissitudini personali lo costringeranno ad interrompere la sua produzione artistica per un anno circa.
Nel 2017 conosce Antonio Piazza, in arte P-Day, durante un viaggio in Sardegna. I due cominciano a collaborare in maniera continuativa e incidono le prime tracce che getteranno le basi ai progetti futuri. Nello stesso anno entra in contatto con i ragazzi della Distilleria 3more Vodkas, studio di registrazione a cui si affiderà da lì in avanti, affiancandosi a Slave lo smilzo e Iniko, fonici e producer di fiducia ed è proprio in quegli studi che si formerà il nuovo e attuale team.
Nel 2018 decide di adottare l’attuale pseudonimo di Keeper Louie, per rilanciare il suo personaggio e distaccarsi dalle influenze precedenti. Il nome deriva dal gioco di parole “chi per lui?” e dalla traduzione di keeper, “custode”. L’intento è quello di indirizzare l’ascoltatore ad una produzione artistica discontinua e mutevole, un suono incostante, dove l’autore si fa interprete di un ruolo che può variare a suo piacimento. Anche le produzioni video si rifanno ad un ambiente più teatrale, meno street e consono ai classici canoni del genere, accompagnate dalla regia di Iniko (Alessandro De Fornasari) a cui verrà affidata la cura di tutti i suoi futuri lavori. Nello stesso anno daranno vita al progetto audio/video “In medias res”, sulle strumentali di P-Day e lo stesso Iniko.
Successivamente pubblica vari singoli fino ad arrivare all’imminente uscita del suo nuovo EP “4 Seasons”, interamente prodotto da P- Day, del quale è stato pubblicato un estratto video di una cut version di “Primavera” e “Inverno” lo scorso 14 giugno. La data di pubblicazione dell’intero progetto su Spotify è stata fissata per il prossimo 28 giugno.


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