Abbiamo fatto un disco tutto vostro

Abbiamo fatto un disco tutto vostro

dei Kuadra

La nostra storia è cominciata nel 2006. Si provava in una sala dissestata che ci costava 10 euro per due ore, pochissimo. Pise mi aveva sentito cantare in uno spettacolo teatrale. “Minchia, te la canti? Sapevo che rappavi ma c’hai anche una bella voce.”. Ci conoscevamo da anni perché frequentavamo lo stesso centro di aggregazione a Vigevano. Mi disse che stava cercando di tirare su un gruppo in cui suonava la batteria, che se mi andava si poteva provare il giovedì sera e siamo finiti a cercare un punto d’incontro tra la sua voglia di suonare forte, il mio rap, l’hard-core che piaceva a Kim, il bassista e il nu-metal tanto amato dallo Zavo. Gli amici venivano a sentirci in sala prove, ci seguivano nei primi live in zona, poi a Pavia, a Milano, ascoltavano il nostro EP e cantavano i ritornelli. Tra di noi c’era chi aveva problemi con la dipendenza da certe sostanze, questa era una forte distrazione ma io e Zavo, che eravamo sulla stessa lunghezza d’onda, andavamo dritti come treni. Quando ci siamo accorti che cercavamo di fare le cose sul serio abbiamo coinvolto un dj(Krab) e un secondo chitarrista(Mimmo), abbiamo rotto con Pise e chiesto a Van, che era un giovane talento, di stare alla batteria per lavorare al nostro primo album. La sera in cui abbiamo presentato il disco avevamo davanti trecento persone, era il segno che in quello che facevamo c’era qualcosa di buono. Sono cominciate le trasferte, i concorsi targati ITAGLIA, i video su YouTube, un amico che gira un documentario su di noi.
Il secondo disco porta altre separazioni: Mimmo decide di mollare e diventare infermiere, Kim di trasferirsi a Londra e tuffarsi in un buco nero, Krab che è tempo di metter su famiglia. Chiamo Simone, che allora suonava con me nei Babel e in altre due o tre band e gli chiedo se vuole imparare i pezzi, lui accetta, li impara in una settimana e suona con noi per trenta concerti. Nel tour di “Non avrai altro dio all’infuori di te”, grazie al duro lavoro di Zavo, i live diventano un centinaio, in club, festival, centri per richiedenti asilo, oltre che in Italia ci esibiamo in altri otto paesi tra Nord ed Est-Europa.
La nostra storia è una continua salita che a tratti ci sfianca e a tratti è fonte di un’energia vulcanica, soprattutto quando siamo sul palco. Questa è la nostra vita, il modo in cui abbiamo deciso di spendere il nostro tempo, è il nostro chiodo fisso.
Una sera dopo un concerto dico che dovremmo investire tutto quello che abbiamo in questa cosa, mettere nel prossimo disco il meglio di noi, Simone suggerisce di far sentire i nostri provini a Giulio Ragno Favero e chiedergli di curare la produzione artistica. La cosa va in porto. Lavoriamo per sei mesi ai nuovi brani, registrandoli e inviandoli a Giulio che si occupa degli arrangiamenti, infine ci chiudiamo al Lignum Studio per due settimane, eccitati ed entusiasti, diamo davvero il meglio di noi. I due mesi successivi servono a Giulio per lavorare al mix.
Ora il disco è finito. Ora il disco è un’impronta, nostra e di quelli che ci hanno aiutato a realizzarlo, a ispirarlo: Serena che scrive di sé, Naomi che balla, la Trashlady sulla sua panchina, mio padre e la mia famiglia, Daniela che lotta, la Webcam girl che si lascia guardare senza vedere chi la guarda.
Ora il disco è vostro, dovete solo schiacciare play.

Bio
I Kuadra sono una band Rock/Rap/Elettronica. Hanno alle spalle tre album e oltre duecento concerti in tutta la penisola e in Europa. I testi in Italiano parlano di vita, di morte e di miracoli. Nella seconda metà del 2019 è uscito il loro quarto album, registrato e mixato da Giulio Ragno Favero, che ne ha curato anche la direzione artistica


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