Tiziano Ferro, ‘Accetto Miracoli’: “Il pop è una buona arma per cambiare gli animi”

Tiziano Ferro, ‘Accetto Miracoli’: “Il pop è una buona arma per cambiare gli animi”

Di Rossella Romano

E’ un fiume in piena Tiziano Ferro quando racconta del suo nuovo lavoro, che sta per vedere la luce venerdì 22 novembre. Visibilmente emozionato, commosso e molto felice, il cantante parla con orgoglio di “Accetto Miracoli”, che arriva a tre anni di distanza dal suo album precedente. Una nuova vita in California, un matrimonio e la realizzazione di un sogno, anzi due: riuscire a lavorare con il produttore americano Timbaland, e a duettare (come sottolinea l’artista) con Jovanotti, due miti di Tiziano da sempre.
Con alle spalle la visuale mozzafiato del Duomo, illuminato da un alone di sole autunnale, in total black Dolce & Gabbana come nella copertina del disco, Tiziano Ferro si rivela la genesi di “Accetto Miracoli” in conferenza stampa.

“Il momento in cui si attende l’uscita del disco non cambia mai, è come entrare nella macchina del tempo. Mi sembra di vivere il giorno dell’uscita di ‘111’, è tutto uguale. Il cielo cambia, Milano, Novembre, le foglie.. e c’è un disco nuovo. E’ surreale per me trovarmi a presentare questo disco, perché a maggio del 2018 ho iniziato un percorso che ha cambiato completamente le carte in tavola. Questo disco è testimone di un cambiamento completo. La mia vita è totalmente diversa dal 2016, quando abbiamo parlato del disco precedente. Tutto è diverso, tutto. E quando tutto è diverso, inevitabilmente il cambiamento finisce all’interno di un disco. E’ diverso lo stato delle cose della mia vita, mi sono trovato, senza sceglierlo, a vivere in un posto completamente diverso da quello che avrei immaginato in vita mia. Un posto che fondamentalmente non amavo, e che ho imparato a scoprire. Anche se per me, comunque, il concetto di casa non ha mai indicato un solo luogo. E’ arrivata Los Angeles ad abbracciarmi, e a mettermi anche un po’ in difficoltà. Mi sono trovato in un momento della vita nel quale l’ultima cosa che avrei pensato di fare sarebbe stata imbarcarmi in una relazione che avrebbe portato ad un matrimonio. Nel frattempo stavo scrivendo questo disco”, dice il cantante.

Ferro ricorda subito il suo incontro con Timbaland, professionista che stima da quando era ragazzino: “Quasi per caso mi sono trovato a prendere un caffè con Timbaland, grazie ai miei amici della Universal. E’ sempre stato uno dei miei idoli, sin da quando avevo 16/17 anni. L’idea di andare a conoscerlo era emozionante. La stessa sera siamo usciti dallo studio con una canzone e mezza prodotte e la sua proposta di realizzare un progetto più completo. Il cambiamento sotto quel punto di vista è stato un po’ più grande. Dopo 18 anni di lavoro in una zona di conforto che è stata molto importante per me come artista e come persona di provincia, abituato a piccoli centri, a piccoli nuclei, ad avere sempre la stessa famiglia per la realizzazione di un disco, è stato molto importante. Cambiare a quasi 40 anni e farlo con un idolo, un guru come Timbaland, sicuramente mi ha costretto a rimettermi in gioco da alunno. E’ stato importante perché, e lo dico senza amarezza nei confronti del passato, ne avevo proprio bisogno. Lavorare con una persona come lui mi ha costretto a ripropormi da zero. Lui ha dovuto capire cosa volevo, chi sono, come canto, come scrivo. E quella piccola venatura di sana paura in me, ha provocato una crisi che stata molto importante a livello creativo. E’ stata una situazione tensiva solo all’inizio perché Timbaland è tutto musica. Mi ha spinto a fare, abbiamo parlato molto poco ma fatto tanto a livello musicale. Ha vestito i miei brani. Vederlo mettersi a disposizione di un lavoro così diverso da ciò che ha fatto in passato e vedere uscire anche lui dalla sua zona di conforto mi ha protetto. Mi sono sentito benvoluto. Credo che il risultato sia un disco figlio una micro crisi che ho trasformato in crisi creativa. Come tutte le crisi, se le abbracci, sicuramente diventano degli spunti molto utili. Questo è ‘Accetto Miracoli’ e ne sono molto orgoglioso, lo dico in maniera sfacciata”, prosegue l’artista.

Rimanendo in tema di collaborazioni, si parla di Jovanotti, che con Tiziano duetta nel brano: “Balla per me”: “Lorenzo è stato il primo idolo che ho avuto da bambino. Avevo tutto su di lui: cartella, astuccio, poster. Ricordo che un carnevale costrinsi i miei genitori a girare i mercatini americani di Latina per riuscire a reperire il suo abbigliamento e vestirmi come lui per un giorno. Fondai anche un fan club in classe con tanto di tessere per i membri, ma vinse il mio compagno che ne fondò uno su Gianni Morandi: riuscì a far iscrivere la maestra. Sono sempre stato timido nei suoi confronti ma quando ho saputo che si trovava a Los Angeles per registrare il suo lavoro con Rick Rubin, gli ho portato il mio brano. A Lorenzo è piaciuto moltissimo, lo ha voluto cantare subito e in 48 ore avevamo il pezzo. Ci tengo a sottolineare che non si tratta di un featuring, come si dice adesso, ma di un vero e proprio duetto. Sembriamo due che cantano insieme da una vita”, dice Tiziano.

Tornando a parlare del disco, visibilmente commosso Tiziano Ferro racconta di “In mezzo a questo inverno”: “Il mio brano preferito del disco. Parla di una persona cara che ho perso. Si tratta di mia nonna Margherita, e sarà il prossimo singolo. Non avevo mai perso persone così importanti e fondamentali nella mia vita prima di lei, ora so cosa significa. Lei si sarebbe arrabbiata molto se le avessi dedicato una canzone così l’ho declinata al maschile. Sentivo il bisogno di far andare il pezzo per conto suo, ma non è servito a molto: se lo ascolto, provo ancora un grande dolore”.
E ancora, sul disco: “Il valore catartico dei brani per me è fondamentale. Li ho sempre usati per dire ciò che non riuscivo a comunicare. Mi sento un ‘Uomo Pop’ proprio per questo motivo. Uno scrittore guerriero, e il pop è davvero una buona arma per fare la guerra e cambiare gli animi. E, dal canto mio, non ho mai avuto paura di utilizzare il pop: è una forma di potere che arriva dove altri non riescono ad arrivare”, racconta Ferro.

Mi sono sempre sentito un outsider”, continua “Fuori gara, perché ero un bambino sovrappeso che amava studiare e non giocare a calcio come gli altri. Ascoltavo un sacco di dischi ma con gli altri mi sentivo fuori luogo. Poi è arrivata la musica ed è cambiato tutto. E’ come se avessi trovato la luce in fondo al tunnel. Ma essere diventato un cantante non è bastato a far sparire questa sensazione, che ha portato a migliorare sempre di più ma è diventata anche complicata da gestire allo stesso tempo. Poi, ho iniziato ad accogliere la vita come parte di un copione che prende man mano senso. Oggi seguo ciò che ha detto Meryl Streep: “Fai arte del tuo cuore spezzato”, e anche se c’è sempre quell’ombra, ho imparato a non rispondere alle offese e a scrivere canzoni, anche se ogni tanto mi capita di fare delle cazzate”, dice Tiziano.
“Credo che prima di rispondere alle offese”, prosegue, “bisogna prendersi un minuto, anche se è faticosissimo. La risposta la avrei in ben tre lingue diverse. Il bullismo purtroppo non è finito, è andato avanti tramite perone che parlano a caso o addirittura da chi scrive canzoni (si domanda a Tiziano se si riferisce a Fedez, lui risponde “uno dei…”). Sono molto autoironico e finchè si scherza va bene. Mi dispiace quando queste cose si legano ai sentimenti o alla sessualità: anche solo una battuta può mettere a disagio un ragazzino, e le prese in giro sono un atto di bullismo non solamente verso di me. Servirebbe una legge contro l’odio in questo Paese per modificare tale atteggiamento. Le parole sono importanti e bisogna saperle usare. Sono molto orgoglioso dei miei fan, non cedono alle provocazioni, dico sempre loro di lasciar perdere e di bloccare”, aggiunge il cantante.

Tiziano Ferro sarà in tour negli stadi italiani da maggio e partirà per una serie di date europee a novembre: “Mi sento un privilegiato, non solo per le date negli stadi ma anche per il tour europeo. Ho iniziato esibendomi nei club, i palazzetti sono arrivati al terzo album. Cantare negli stadi a 40 anni ha un sapore completamente diverso. In più, ricorre il mio compleanno: festeggerò i miei 40 durante i concerti, sarà una festa, curerò tutto nel dettaglio. Sono un grande fan dell’Europa, penso sia il continente più figo del mondo. Viaggiare in dei luoghi che distano tra loro a un’ora e mezza e cambiare completamente la percezione della realtà, delle lingue è una delle esperienze umane più belle in assoluto. Saranno date indoor. Non potrei essere più felice”, conclude Tiziano Ferro.



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